I Caffè Storici di Torino

 Il rito del “caffè” si è perpetuato nel tempo fino a divenire nel corso degli anni espressione tipica della cultura  italiana; usanza che va al di là dell’esigenza vera e propria di questa bevanda, ma diventa solo un pretesto per un momento di pausa e di socializzazione, anche di affari perché no! Infatti ad un buon caffè  in un “bel caffè” gli italiani non rinuncerebbero mai, cascasse il mondo!

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Attorno a questa bevanda, in tempi passati, crebbero in ogni parte d’Italia “I Caffè storici”, nell’800 veri templi dell’opulenza dove gli “habituè” locali si incontravano per discutere di politica o semplicemente per gustare le numerose proposte che il locale offriva.

A questo proposito, forse non tutti sanno che l’ex capitale sabauda vanta una storia rara quando si parla di caffè storici.

“Che si dice stamattina nei Caffè?” questo è quello che chiedeva ai propri consiglieri Carlo Alberto di Savoia-Carignano per conoscere la situazione politica, perché parte della storia è stata scritta proprio nei Caffè di Torino.

I grandi del passato come Cavour, Giolitti, Alexandre Dumas, De Gasperi, il comico Macario, amavano trascorrere un po’ di tempo tra le cornici e gli arredamenti che impreziosivano i Caffè storici.

Per nostra fortuna i Caffè sono rimasti parte del costume e della cultura della città e rappresentano una tappa obbligata per gustare le specialità della pasticceria subalpina in un’atmosfera unica di eleganza e di stile.

Per scoprirli basta fare una visita, intorno al Centro Storico di Torino. Partiamo dalla piccola Piazza Carignano. Lì incontriamo uno dei tanti locali storici chiamato “Pepino”. Sorto nel 1903 nella splendida Piazza Carignano che ospita il palazzo del Primo Parlamento Italiano era il locale preferito da Casa Savoia. Oggi vale la pena fermarsi per gustare uno squisito gelato o le sue speciali torte.

A pochi metri di distanza, sotto il portico di Piazza Castello, ecco Baratti e Milano, elegante e indiscusso re del cioccolatino e del cremino esposti come gioielli su piani di panno inclinati.

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Erano soliti frequentatori di questo Caffè Giolitti ed Einaudi mentre in tempi più antichi il fior fiore dell’aristocrazia subalpina, dell’esercito si incontrava qui a partire dal 1875.

Questo locale post liberty dai sontuosi interni sfoggia pareti rivestite a tutt’altezza da mogano intagliato e ravvivate da grandi specchi, tappezzerie di seta rosa tramata a fili d’oro, intarsio in marmo verde e giallo sui pavimenti, soffitto decorato e dorato come gli stipiti delle porte, le cornici intagliate a frutti e la specchiera. E poi ancora i pregevoli banconi, il marmo chiaro dei tavolini e infine il prezioso cuoio che riveste le sedie e le poltrone.

Proprio a pochi passi troviamo il Caffè Mulassano il primo a essere eletto locale storico della città dall’Associazione Locali Storici d’Italia.

E’ un locale piccolissimo ma, collocati con astuzia gli specchi che ricoprono gli interni moltiplicano le immagini all’infinito, ampliando quasi per gioco l’ambiente ed il riflesso dei legni su cui spiccano gli ornati in oro impreziosiscono il locale lasciato fortunatamente quasi intatto anche durante gli attacchi bellici dell’ultimo conflitto.

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L’importanza di questo caffè è data dallo storico incontro del Re Vittorio Emanuele III con Garibaldi, suggellato con un brindisi a base di vermouth. Più recentemente era frequentato dal grande comico Macario che si intratteneva in compagnia di un aperitivo accompagnato dai noti tramezzini, insuperabili per varietà e qualità.

In Piazza San Carlo, proprio di fronte al noto “Cavà D’Bronz” ecco il locale roccaforte del Risorgimento “Il Caffè San Carlo”. Vi sostavano Cavour, Lamarmora e gioiti. Qui Crispi convinse la sinistra ad intervenire in Africa e Gramsci ebbe l’idea di fondare “L’Ordine Nuovo”. Facevano sosta culturale Einaudi, Croce, De Amicis e Casorati.

Una volta attraversata Piazza Castello, in una manciata di minuti si arriva in Piazza della Consolata, alla sua Basilica e al suo ben noto caffè “Al Bicerin”. Qui è nata la bevanda più nota di Torino; appunto il Bicerin. Un miscuglio di cioccolata, caffè e crema di latte sapientemente dosata  e inventata proprio in questo locale. Il locale è angusto. Solo otto tavolini contesi dai molti visitatori che ogni giorno, ma soprattutto la domenica, fanno la coda per poter entrare. Anche qui tutto ha il sapore di antico: i tavoli di marmo bianco allineati sul legno antico dl vecchio parquet, un grande banco e tutt’attorno una preziosa boiserie decorata con specchi. Un tempo luogo di ritrovo per statisti, scrittori, filosofi, compositori. Ed anche, allora fatto raro, per il gentil sesso. Donne probabilmente digiune dal luogo di culto, si sentivano autorizzate ad una sosta ristoratrice.

Oltre al pezzo forte della casa il locale è anche noto per quattro diversi tipi di Zabaione (classico al marsala, al ratafià, al limone e al vino di noci), accompagnato da una serie di squisite torte sempre pronte sul bancone del locale.

 

Foto: Simonetta Gorsegno

 

 

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