Lo Sceneggiatore e quindi anche il Dramaturg sono state indicate come professionalità indispensabili per i progettisti digitali 2030

Due articoli giornalistici molto interessanti in merito alle professionalità occorrenti per il presente ed il futuro ormai prossimo, sono stati pubblicati entrambi a tutta pagina giovedì 18 febbraio 2021: sul quotidiano La Repubblica (pagina 27, “Progettisti e tecno-umanisti cosa ci servirà nel 2030”) che elenca tra le professioni in crescita, al terzo posto, quella di Sceneggiatore (e non soltanto in riferimento a cinema e televisione) e quindi sul quotidiano IlSole24Ore (pagina 28, “Digitale, territorio, audience I musei valutano l’impatto”). Sono particolarmente lieto di questo riconoscimento di utilità ampia attribuita alla figura dello Sceneggiatore, appartenendo a questa categoria antica (discende da quella del Dramaturg, che pure è ancora attuale) e purtroppo non ben conosciuta, né riconosciuta (non esiste Albo professionale), nei suoi aspetti peculiari che favoriscono il raccordo fra creatività, invenzione narrativa, applicazione diretta nella progettazione e soprattutto nella funzionalità delle tecnologie. Sceneggiatore e Dramaturg non so soltanto dei narratori, ma anche dei progettisti svolgendo un ruolo che è sostanzialmente analogo a quello di architetti e ingegneri quando progettano un edificio oppure un automobile, perciò nel mondo tecnologicamente avanzato sono indispensabili.

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Lo Sceneggiatore è quello che in ambito teatrale è definito Dramaturg e sebbene abbiano alcune specificità proprie, la similitudine sta nell’organizzazione del lavoro con un rimando alla figura dell’autore moderno, che dovrebbe essere in grado di utilizzare diversi strumenti di espressione per poter scegliere di volta in volta quello maggiormente adatto allo sviluppo del tema o della situazione.

Non soltanto per l’industria della cultura vi è la necessità di individuare, formare e utilizzare figure professionali e ben istruite in merito alle tecniche narrative come gli Sceneggiatori ed i Dramaturg, poiché entrambi lavorano utilizzando strumenti tecnici ben definiti e dialogano con figure di alto livello tecnico come registi, scenografi, attori, illuminotecnici, e, per quanto concerne le riprese audiovisive, anche fonici e direttori della fotografia.

Il Dramaturg, come pure lo Sceneggiatore, è colui che analizza un testo affinché venga interpretato dando risposte in riferimento a testo, lingua, ambientazione, caratteri, costumi, abitudini del tempo, eccetera; ne opera revisioni o adattamenti; traduzioni, elabora note di programma di scrittura ed offre raccomandazioni tecniche.

Riconoscere questi ruoli significa non soltanto offrire maggior attenzione al testo, ma addirittura mettersi in condizione di produrre nuovi testi o recuperarne altri dati per smarriti, evitando così la monotonia della proposta di testi già consolidati (quanto fatica un testo a diventare “un classico”?) e stimolando la proposta di argomenti (ad esempio su fatti locali ovvero di ambientazione locale).

Tuttavia, quello dello Sceneggiatore è ancora una figura mobile che deve trasmigrare da progetto a progetto, mentre il ruolo del Dramaturg ha fra le sue caratteristiche principali quella di essere uno scrittore residente, che ricostruisce testi ed opera ricerche attuando il compito primario che consiste nel prodursi assieme al direttore artistico sulla ricerca e sullo sviluppo di progetti artistici di ampio respiro.

Il Dramaturg (e così pure lo Sceneggiatore nella sua evoluzione prossima ventura) deve trovare, sviluppare ed anche generare i testi mettendosi in contatto con altri autori, riadattando testi, ricercando testi perduti o poco noti in biblioteche o in archivi o ricavandoli da altre fonti non teatrali.

Un ruolo molto utile soprattutto in provincia, giacché il riconoscimento di questa figura avrebbe non soltanto il pregio di produrre nuovi testi, ma anche di rendere vive le fonti storiche e archivistiche ovunque custodite.

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Il teatro ha il pregio di essere di più immediata e meno costosa applicazione, ma si potranno ottenere buoni frutti in campo cinematografico e televisivo facendo operare i Dramaturg (teatrali) con gli Sceneggiatori, ovvero favorendo la formazione di autori con entrambe le caratteristiche.

Per meglio comprendere l’individuazione di queste figure (Sceneggiatore e Dramaturg) anche in settori non specificatamente artistici, faccio riferimento soprattutto alle applicazioni correnti in campo teatrale…

CARATTERISTICHE E MANSIONI DEL DRAMATURG

Legge e valuta i nuovi testi; interviene nella produzione supportando il regista, gli attori ed i tecnici, o scenografo; è consulente del direttore artistico sul repertorio artistico; svolge un ruolo nelle pubbliche relazioni e di documentazione sul repertorio; scrive e/o prepara i testi, che è poi il lavoro principale (revisiona il testo – editing- e adatta il testo non-teatrale e lo trasforma in copione; eventualmente esegue traduzioni; consiglia gli scrittori di teatro in merito ad un nuovo lavoro; è il collegamento tra lo scrittore ed il regista); può essere il portavoce del teatro; redige le note di programma e di sala; scrive in merito agli obiettivi artistici.

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I Dramaturg lasciano per iscritto documentazione dettagliata delle produzioni, utile per ricercatori e per quanti volessero fare delle riprese sceniche del testo.

Nella produzione drammaturgica si individuano due fasi distinte: allestimento e repliche.

Nel periodo dell’allestimento

il Dramaturg prepara il testo; attua una ricerca sul tempo in cui si svolge l’azione, nonché sui luoghi che vengono citati ed i riferimenti storico-sociali (non è detto che il materiale venga utilizzato nella messinscena, ma è utile per comprendere le parti da rappresentare); analizza il testo e le strutture dell’azione considerando i diversi caratteri dei personaggi in gioco, anche in collaborazione col regista).

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Nel periodo delle repliche

il Dramaturg coadiuva la produzione per mantenere lo spirito della messinscena, soprattutto quando vi sono cambi di regista o di attori, giacché egli rappresenta l’autore (offre le sue note solamente al regista, comunque); se un nuovo testo è in fase di sviluppo attua i cambiamenti necessari e ne facilita la revisione.

Si distingue in Dramaturg di produzione, con compiti specifici rispetto ad un prodotto determinato, ed in Dramaturg letterario o Dramaturg di compagnia o Dramaturg residente che invece svolge funzioni continue in seno all’azienda.

Il Dramaturgdi produzione

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compie l’’analisi del testo, ricerca gli allestimenti precedenti, attua ricerche storiche, presenzia almeno ad un quarto delle repliche oltre che alla prima, prepara le note orali o scritte per il regista, presenzia alle riunioni di pre-produzione, mantiene la fedeltà al testo, coordinandolo con le necessità tecniche, contribuisce alla stesura del programma.

Il Dramaturg letterario

accoglie i testi dei nuovi autori e per ciascuno compila una scheda di valutazione, presenta suggerimenti per nuovi allestimenti, coordina le scelte artistiche.

Il Dramaturg residenziale (inserito in un’istituzione)

opera con i formatori, partecipa alle riunioni per il cartellone, prepara i comunicati stampa, prepara adattamenti al testo, attua ricerche storiche; si rapporta con i tecnici del suono e delle luci, lavora sul testo con gli attori, collabora con il regista (è presente nel corso delle prove), seleziona i testi, organizza la lettura di nuovi testi, si tiene al corrente sulle nuove tendenze ed ai materiali di ricerca, che diffonde.

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