Raiteri (FdI): “Con autonomia differenziata per il Piemonte più capacità di decidere, più capacità di intervenire e di rispondere ai bisogni dei cittadini”

Torino – “L’ autonomia differenziata ci consentirà di organizzare meglio le competenze pubbliche e di mettere le istituzioni nelle condizioni di rispondere più rapidamente ai bisogni concreti dei cittadini”. Lo dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Silvia Raiteri, che è intervenuta in Aula nel corso della discussione per l’approvazione della legge.
“Le intese sottoposte al nostro esame – spiega l’esponente di FdI – riguardano ambiti specifici: protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa e tutela della salute, con il coordinamento della finanza pubblica. Il nostro approccio è all’insegna della concretezza: non si tratta di chiedere genericamente ‘più potere’, ma di capire quali funzioni possono essere gestite meglio, con quali strumenti e responsabilità vicino ai territori”.
Il consigliere ha posto forte accento sul principio di sussidiarietà e sul coinvolgimento degli enti locali, lodando il parere unanime espresso dal CAL (Consiglio delle Autonomie Locali): “Il Piemonte è una realtà profondamente articolata. Le esigenze di un comune delle vallate alpine non sono le stesse di una grande area urbana. Trasferire competenze significa redistribuire responsabilità, aumentando la capacità amministrativa e la trasparenza”.
Un focus particolare è stato dedicato al tema della Protezione Civile: “Il Piemonte conosce bene il significato delle emergenze. Avendo vissuto in prima persona la tragica alluvione del fiume Tanaro ad Alessandria nel ’94, so bene che in situazioni calamitose il problema principale è il tempo. Attribuire alla Regione maggiori capacità decisionali e operative nelle fasi emergenziali significa poter intervenire subito, pur mantenendo sempre i controlli e il fondamentale raccordo con il sistema nazionale”.
“L’autonomia ci consentirà poi di valorizzare figure fondamentali per l’economia e la sicurezza in montagna, come maestri di sci e guide alpine, e ci darà gli strumenti per studiare forme di incentivazione rivolte ai medici e ai professionisti sanitari che scelgono di operare nelle aree più periferiche e marginali del nostro Piemonte, naturalmente nel rispetto del quadro nazionale” conclude Raiteri.
