Amich: “La PAC non si indebolisce: difendere gli agricoltori italiani è una priorità. L’Europa dia garanzie concrete”

Roma – Nell’ambito della mobilitazione nazionale di CIA-Agricoltori Italiani, avviata il 13 ottobre a Roma davanti a Montecitorio, l’on. Enzo Amich ha portato il proprio saluto ai rappresentanti piemontesi dell’organizzazione. L’incontro è stato un’occasione di confronto sulle prospettive della Politica Agricola Comune (PAC), sul Quadro Finanziario Pluriennale dell’Unione Europea per il periodo 2028-2034 e sulla Negotiating Box presentata dalla presidenza irlandese del Consiglio dell’UE.
“Sono qui per ascoltare e ribadire la mia vicinanza agli agricoltori del nostro territorio. La Politica agricola comune è uno strumento fondamentale per sostenere le imprese e garantire il futuro del settore. Il Governo italiano si è battuto per tutelare le risorse destinate all’agricoltura e preservare la specificità della PAC. Ora è necessario proseguire il negoziato europeo affinché queste risorse siano accompagnate da garanzie chiare e vincolanti. Perché difendere la PAC significa difendere chi produce, la sicurezza alimentare e il futuro delle nostre comunità rurali”, ha dichiarato l’on. Enzo Amich.
“Il Governo Meloni è impegnato a difendere il ruolo dell’agricoltura e della coesione nel prossimo bilancio europeo, come dimostra l’iniziativa assunta insieme ad altri Paesi per tutelare queste politiche. La Negotiating Box presentata dalla presidenza irlandese costituisce una base di confronto, non un accordo definitivo. La trattativa è ancora aperta e il risultato dovrà tradursi in impegni verificabili. Restano da affrontare questioni importanti, a partire dal fondo di emergenza agricolo e dagli strumenti necessari per fronteggiare le crisi di mercato. Sarà fondamentale seguire l’evoluzione del negoziato affinché il testo finale risponda alle esigenze del comparto”, ha aggiunto l’on. Amich.
“Ringrazio i rappresentanti alessandrini di CIA per il confronto e per il contributo offerto. L’agricoltura svolge una funzione che va ben oltre la produzione: custodisce il paesaggio, mantiene vive le comunità locali e contribuisce alla sicurezza alimentare. Difendere chi lavora la terra significa preservare un patrimonio che appartiene a tutti. Continuerò a rappresentare nelle sedi istituzionali le istanze del nostro territorio, con particolare attenzione alle esigenze delle aziende agricole e delle comunità che da esse dipendono”, ha concluso Enzo Amich.
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