Ex Ilva, Molinari: “Salviamo stabilimenti del Nord. A sinistra vogliono cancellare le fabbriche nel nome dell’ambientalismo ideologico”

Roma – “La fermata temporanea degli stabilimenti ex Ilva di Genova-Cornigliano e Novi Ligure, annunciata entro il 15 novembre, mette a rischio posti di lavoro, imprese dell’indotto e un patrimonio industriale strategico per il Piemonte, la Liguria e il Paese. Ho presentato un’interrogazione al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, per chiedere al Governo di individuare con urgenza soluzioni che garantiscano la continuità produttiva e occupazionale, attraverso accordi di fornitura e partnership con altri produttori siderurgici o la cessione, anche separata dal resto del gruppo, degli stabilimenti del Nord a soggetti industriali in grado di rilanciarli. Chiediamo inoltre se siano già in corso interlocuzioni con potenziali partner o acquirenti. Il futuro di questi siti non può essere legato esclusivamente alla crisi di Taranto: Genova e Novi Ligure hanno una funzione strategica nella filiera siderurgica nazionale e meritano prospettive industriali autonome. Servono decisioni rapide per tutelare lavoratori, famiglie e territori. Le responsabilità di PD e M5S sono evidenti: durante le loro precedenti esperienze di governo, la vertenza è stata caratterizzata da scelte controverse, incertezze normative e cambiamenti continui, senza una strategia industriale di lungo periodo. La vicenda ArcelorMittal e le controversie sulle garanzie legali legate al piano ambientale, comprese le modifiche del 2019, hanno danneggiato la credibilità del Paese verso gli investitori. La tutela della salute e dell’ambiente resta imprescindibile, ma deve accompagnarsi a una politica industriale lungimirante. Gli errori della politica passata non possono essere pagati dai lavoratori. A preoccupare è anche il rischio che i vincoli del Green Deal europeo compromettano la competitività della siderurgia, mettendo a repentaglio produzione e occupazione. L’Europa deve coniugare sostenibilità ambientale e tutela della propria industria”.
Così il deputato Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera e segretario regionale in Piemonte, interrogando il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.
Nella sua replica, il Ministro Urso ha sottolineato l’attenzione riposta dall’esecutivo per gli stabilimenti di Novi Ligure e di Genova-Cornigliano per mantenere la continuità produttiva, affrontando in maniera organica anche la salvaguardia dei lavoratori degli stabilimenti e dell’indotto. Parallelamente, il Ministro ha anche garantito l’impegno ad acquistare materiale proveniente da altri stabilimenti, per poi metterlo in lavorazione a Novi Ligure e Genova-Cornigliano.
“Il governo ha dimostrato di rispondere prontamente a questa nuova emergenza. Al netto degli sforzi profusi sinora, dobbiamo ricordare che se oggi è diventato impossibile produrre acciaio in Europa, la responsabilità è della Commissione UE con il Green Deal. Poi c’è il piano italiano: da una parte un centrodestra e un governo che operano per la difesa della produzione locale e del lavoro, dall’altra chi cancella le fabbriche, nel nome dell’ambientalismo ideologico” conclude Molinari.
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