Taekwondo: impresa di Laurene Kimi Ossin, regina al Grand Prix di Roma

ROMA – Un capolavoro. Di più. Una impresa da incorniciare, una vittoria inseguita e conquistata ‘a casa’, nel Grand Prix più ambito, a Roma. Dove la regina è Laurene Kimi Ossin, la studentessa alessandrina che pratica il taekondo e insegue un grande sogno, le Olimpiadi.

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Ma, adesso, c’è un trionfo da celebrare come merita, “un risultato che, per come è stato costruito, e considerando da dove siamo partiti, definisco storico. Chi conosce il nostro percorso, fin dai primi passi – sottolinea Anuar Bykovskiy, l’allenatore, insieme ad Antonella Melotti – capisce bene e, credo, può condividere questo giudizio”.

Laurene, si allena all’Atc (Alessandria Taekwondo Club)  Warriors, che non è un gruppo sportivo militare, ma una piccola realtà di provincia, in cui, però, fin dall’inizio, intuendo talento e potenzialità dell’atleta, Anuar e Antonella  si sono concentrati esclusivamente sulla formazione.

“Negli ultimi mesi, da dicembre, tutto è stato costruito sui massimi: forza e potenza per rendere Laurene competitiva contro avversarie più strutturate – aggiunge il coach –  fuori dalla sua categoria naturale. E lei ha vinto”.

 

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L’abbraccio tra Laurene Kimi Ossin e l’allenatore Anuar Bykovskiy

I meriti sono di un team piccolo, ma perfetto in ogni dettaglio. “La parte tecnica e la direzione sono impostate da me. ma nulla reggerebbe senza Antonella. Noi tre – insiste Bykovskiy – siamo una squadra vera. E un risultato come quello al Grand Prix di Roma è frutto di un metodo, è costruito passo dopo passo, ed è proprio questo modo di lavorare ciò di cui vado fiero, anche più del podio“.

Una squadra vera, che può contare su tanti amici, “coach che non ci fanno mai mancare consigli e supporto. Siamo ben voluti, nei nostri confronti avverto rispetto, che è reciproco. Il nostro grazie va alla Federazione della Costa d’Avorio e ai genitori di Laurene. Un pensiero agli avversari: in questa categoria sanno far convivere agonismo e stima, correttezza e generosità”.

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Dai due allenatori un grazie speciale a Laurene, “per come combatte e per ciò che è, ogni volta che sale sul tappeto”.

 

Dall’Africa a Roma

Sono passati almeno tre anni dall’ultimo Grand Prix, e, nel frattempo, è cambiato il regolamento del Cio.

Prima erano in calendario Grand Prix ogni anno adesso nel primo biennio del quadriennio olimpico si combatte per ottenere i punti che servono a qualificarsi per i Gran Prix, e Laurene è salita fino alla 5a posizione, un balzo eccezionale se si pensa che lo scorso anno era ancora junior e solo da gennaio è senior”.

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Laurene-Kimi-Ossin-Roma
Il podio della categoria ‘massimi’ al Gran Prix di Roma. Con il sorriso di Laurene Kimi Ossin

Nel secondo biennio si gareggia per entrare nei primi cinque del ranking, che avranno il pass per le Olimpiadi. Il percorso prevede tre tappe del Grand Prix, ammessi le prime e i primi 32 del ranking. “I migliori e le migliori 16 accedono al Grand Prix finale”.

A Roma gara molto sentita, “in Italia, tensione, se possibile, alle stelle e livello delle atlete in gara altissimo. Ma Laurene è stata  bravissima, focalizzata solo sulla competizione, determinata, potente, veloce. Dopo i Mondiali ci siamo concentrati su questi aspetti”.

Una lunga preparazione, “anche dura, perché per la prima volta Laurene ha combattuto nei pesi massimi, perché nei Grand Prix ci sono le stesse categorie olimpiche. Ha dimostrato di essere la migliore – insiste Bykovskiy – ha dominato la categoria conquistando l’oro senza cedere  round. Un trionfo”.

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A Roma l’atleta alessandrina è arrivata  dopo i Campionati africani, in Mali, a fine maggio. Per lei argento, “un po’ ‘controverso’ – aggiunge l’allenatore – E’ stata nettamente superiore, ma il sistema non ha funzionato bene, e così la vittoria è stata assegnate all’avversaria”.

Poi subito a Roma, senza un attimo di pausa, per il Grand Prix.

 

Laurene-Kimi-Ossin-Roma
La determinazione, la tecnica e la forza di Laurene Kimi Ossin a Roma

“Risultati straordinari e, insisto, ottenuti da una atleta che non si allena in un centro federale o in un club prestigioso, che spesso può contare su fondi importanti. Noi ci alleniamo nella nostra piccola realtà alessandrina – aggiunge Anuar – noi coach  diamo il 100 per cento di sforzo nella preparazione e nella gestione, e Laurene  una incredibile quantità di lavoro e impegno”.

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Due allenamenti al giorno, “a volte anche tre. E noi la seguiamo in tutto e per tutto, senza aiuti esterni. Ma determinati a metterla nelle condizioni di staccare il biglietto per Los Angeles 2028″.

Prima altri due Grand Prix, in Corea e in Francia, ma la vittoria a Roma vale già la qualificazione per il Grand Prix finale in Kazakistan.