Alessandria: martedì 31.03 chiuderà il Museo di Marengo, simbolo di inefficienza e approssimazione

Alessandria. Martedì prossimo chiude il Museo di Marengo, al termine di una vicenda grottesca che dimostra tutta la pochezza della politica locale.
L’epilogo era nell’aria da tempo: l’accordo con Costruire Insieme, incaricato della gestione dell’apertura del Museo era di fatto già scaduto il 31.12.2025.
C’è stata una proroga al 31.03 che di fatto non è servita ad altro che a perdere altri tre mesi senza che si sia fatto un passo avanti per risolvere il problema.
In questa situazione, il Museo non ha praticamente più visitatori, mentre la rievocazione della battaglia non si fa più da diversi anni.
Non parliamo di un fatto locale, ma di una delle pagine più importanti della storia europea.
Così, tanto per fare un paragone, a Vercelli si celebrerà a breve (terza edizione) l’assedio del 1616 con una manifestazione che prevede la partecipazione di centinaia di figuranti, spettacoli, conferenze di altissimo valore scientifico e divulgativo, spettacoli di grandissima qualità
Ammetto la mia ignoranza, ma io non sapevo neppure che esistesse l’assedio di Vercelli, di Napoleone e Marengo parlano tutti i libri di storia.
Faccio questo esempio per dire come, anche in tempi di obiettiva carenza di fondi a disposizione degli enti pubblici, se si hanno capacità, visione e volontà, si possono ancora organizzare eventi di grande rilievo.
Inutile dire che per Marengo c’è veramente l’impressione di trovarci davanti a veri dilettanti allo sbaraglio: il museo chiude mentre proseguono i lavori di rifacimento del parco grazie ai vecchi fondi del Bando Periferie.
Adesso si parla di un bando internazionale per la ricerca di un gestore, senza un progetto, senza una definizione di impegni e prospettive. Quanto tempo ancora passerà prima che si affronti concretamente il problema? Quante promesse abbiamo già sentito nei programmi elettorali su Marengo?
Intanto siamo in attesa dell’inaugurazione delle bellissime nuove Sale d’Arte, in cui sarà impegnata proprio Costruire Insieme.
L’impressione è proprio che si proceda per approssimazioni: Sale d’Arte, Museo Borsalino, Palatium Vetus, Museo delle bici potrebbero costituire un unico polo museale in grado di attirare molti turisti, ma la realtà è che manca una visione d’insieme che voglia dare una chiara indicazione di un futuri per la città.
Puntiamo solo sulla logistica o vogliamo valorizzare il nostro patrimonio storico e culturale? L’una cosa non dovrebbe comunque escludere l’altra.
Così, mentre si discute dottamente su chi sia il proprietario della Torre di Teodolinda (un tempo si  discettava del sesso degli angeli…), con cui Teodolinda non c’entra nulla, o si guarda nostalgicamente a Puccini e alla sua Tosca, si continuano a fare solo delle parole mentre Marengo chiude i battenti.

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