Under 18: Castellazzo, 0-3 a tavolino e squalifiche pesanti

CASTELLAZZO – C’era attesa per il verdetto del giudice sportivo dopo il triplice fischio anticipato al 7′ della ripresa della gara tra Castellazzo e Rapid Torino, campionato Under 18 regionale, con i biancoverdi padroni di casa in vantaggio per 5-2.
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Mano pesante: lo 0-3 a tavolino, e 200 euro di ammenda, per i locali e le sanzioni severe indicano che, sulla base del referto dell’arbitro, il Castellazzo è la squadra che ha “aggredito” e i torinesi quelli che hanno “subito”.
A inizio ripresa la situazione è degenerata: come si legge nel rapporto arbitrale, “improvvisamente alcuni giocatori del Castellazzo colpivano “con ferocia” gli avversari, con calci, pugni e gomitate“.
Il giudice evidenzia “una situazione eccezionale e non gestibile a livello arbitrale proprio perché non riguardava fatti di gioco, anche aspri e maschi, ma sistematiche aggressioni fisiche e minacce, anche in danno degli adulti che intervenivano per cercare di sedare la rissa”.
Il direttore di gara, 15 anni, almeno un paio in meno dei calciatori, evidentemente ha raccontato nel dettaglio i fatti. Legittimando la sua decisione di interrompere la gara perché non sussistevano più le condizioni per completarla, “perché non riguardava fatti di gioco, anche aspri e maschi, ma sistematiche aggressioni fisiche e minacce, anche in danno degli adulti che intervenivano per cercare di sedare la rissa. Il tutto senza un apparente motivo”.
E con tre del Rapid che sono finiti in ospedale, dopo l’intervento dei Carabinieri (chiamati, a quanto pare, dagli ospiti) e delle ambulanze
A scatenare la reazione potrebbe essere stata una espulsione non gradita, ma nulla, comunque, legittima la reazione successiva. Anche difficile da spiegare da parte di una formazione padrona del campo. Che passa così dal 5-2 allo 0-3 e perde, a lungo, tre giocatori.
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Un anno di squalifica (fino al 30 ottobre 2026) per M.C.: allontanato per il secondo giallo, con un pugno avrebbe colpito un giocatore avversario, che ha riportato una grave lesione nella zona compresa tra l’occhio e l’orecchio, rifilando poi altri calci ad altro avversario e scatenando la rissa, che ha coinvolto più persone.
Solo un mese in meno, fino al 30 settembre 2026, per A,S.: avrebbe sferrato una gomitata a un giocatore avversario e, quando questi era a terra, lo avrebbe ancora colpito con calci alla base della nuca. Non pago avrebbe minacciato di tagliare la gola all’allenatore avversario
Stop fino al 31 gennaio2026 per J,N. per aver colpito “con calci e pugni un avversario, con perdita di sangue dal naso” coinvolto anche lui nella rissa.
Il Castellazzo ha sostenuto sempre una ricostruzione diversa, che si discosta da quella descritta dall’arbitro. La dirigenza, però, fin dalle prima ora, aveva deciso di allontanare chi aveva tenuto comportamenti molto gravi, “che non appartengono a un club come il nostro, vincitore, l’anno scorso, di una Coppa Disciplina”.
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