Nessuna traccia di PFAS nei pozzi dell’acqua potabile di Alessandria

ALESSANDRIA – L’argomento PFAS – il nome della sostanza inquinante rintracciata nell’alessandrino e che ha portato in via cautelativa alla chiusura del pozzo del Comune di Montecastello lo scorso 13 giugno – è oggetto di massima attenzione anche per l’Amministrazione Comunale di Alessandria.

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Il motivo risiede nel fatto che la rete acquedottistica dei Comuni confinanti di Pietra Marazzi e Montecastello è interconnessa – seppure “passivamente” dal punto di vista idrico – con la rete del territorio comunale di Alessandria.

Da qui, l’esigenza di condividere con la società Amag Reti Idriche che gestisce l’acquedotto di Alessandria – e nella doverosa interlocuzione con ASL AL e con le altre Autorità competenti in materia – il massimo impegno e la costante attenzione per assicurare agli utenti alessandrini la assoluta potabilità e sicurezza dell’acqua erogata nel territorio comunale.

Rispetto a quanto apparso su alcuni media locali nei giorni scorsi, l’Amministrazione Comunale precisa che, con nota dell’ASL AL del 10 agosto scorso (n. prot. U 0098073) relativamente alla trasmissione di referti di acque potabili e ai parametri PFAS, l’ASL AL ha comunicato che nei pozzi di attingimento di acqua potabile del Comune di Alessandria non sono state riscontrate tracce delle sostanze in oggetto.

«Alla luce di questa già rassicurante comunicazione dell’ASL – dichiara il Sindaco di Alessandria Gianfranco Cuttica di Revigliascovenerdì 14 agosto ho incontrato l’Amministratore Unico di Amag Reti Idriche Alfonso Conte che mi ha fornito ulteriori rassicurazioni su questo importantissimo argomento a seguito di una ulteriore indagine che autonomamente Amag Reti Idriche ha effettuato nelle scorse settimane rapportandosi direttamente con ARPA Veneto, in virtù dell’esperienza maturata da quest’ultima sul tema e in considerazione del fatto che la Regione Veneto ha già legiferato in materia dei limiti del PFAS».

Amag Reti Idriche ha infatti provveduto autonomamente a far effettuare da ARPA Veneto dei controlli analitici sui campioni di acqua potabile prelevati in data 13.07.2020 nella rete acquedottistica dei Comuni confinanti di Pietra Marazzi e Montecastello.

Con la nota n. 734 del 14.08.2020, Amag Reti Idriche comunica dunque le risultanze delle analisi effettuate da ARPA Veneto precisando che «dai referti analitici si evince che i livelli di PFAS rientrano nei limiti legiferati dalla Regione Veneto».

L’Amministratore Unico di Amag Reti Idriche, Alfonso Conte – riferendosi ad ulteriori sostanze inquinanti  che sono pure state analizzate da ARPA Veneto – evidenza inoltre nella propria nota del 14 agosto che «per quanto riguarda il PFBA e il C604 non risultano presenti tracce nella rete di distribuzione. Risultano tracce di PFOA per un valore di 0,011 microgrammi/litro a fronte di un valore limite previsto dalla Regione Veneto di 0,09 microgrammi/litro per la sommatoria di PFOA e PFOS».

«Mentre ringrazio Amag Reti Idriche e il suo l’Amministratore Unico Alfonso Conte – conclude il Sindaco Gianfraco Cuttica di Revigliascoper l’attenzione, la solerzia e anche la disponibilità a rapportarsi non solo con ASL AL e le altre Autorità competenti locali, ma anche con un Ente di riconosciuta autorevolezza scientifica in materia, quale ARPA Veneto, per fornire un quadro analitico preciso e costantemente aggiornato sulla situazione della sicurezza del nostro acquedotto, vorrei sottolineare l’importanza e la concordanza dei risultati pervenutici nei giorni scorsi. Sia ASL Al , sia ARPA Veneto infatti ci rassicurano che nei pozzi di attingimento di acqua potabile del territorio comunale di Alessandria non sono state riscontrate tracce delle sostanze inquinanti oggetto delle due analisi condotte in modo separato. Se questo ci conforta e merita di essere comunicato nella sua oggettività, non viene certamente meno l’impegno che, come Sindaco, insieme all’Assessore all’Ambiente Paolo Borasio, all’Amministrazione Comunale tutta e d’intesa con Amag Reti Idriche, continueremo ad avere affinché gli alessandrini possano usufruire nella massima sicurezza di uno dei beni comuni primari quale l’acqua potabile».

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