Ex Ilva, Amich (FdI): “Chi ha fatto la storia dell’acciaio italiano merita risposte concrete sul futuro”

Roma – “I lavoratori che hanno fatto la storia dell’acciaio italiano meritano rispetto, massima attenzione e risposte concrete sul loro futuro”.
Lo ha dichiarato l’on. Enzo Amich a margine dell’approvazione definitiva da parte della Camera dei deputati della conversione in legge del decreto 154/2026, dopo il via libera del Senato.
“Questo provvedimento permette alle imprese in amministrazione straordinaria, come l’ex Ilva, di rinnovare annualmente le garanzie finanziarie necessarie per la gestione dei rifiuti e delle discariche, senza doverle ottenere per periodi più lunghi. Si interviene così su una difficoltà che aveva contribuito al blocco di alcune attività legate alla produzione. È un passo concreto per sostenere l’operatività degli stabilimenti mentre si continua a lavorare per individuare una soluzione stabile», puntualizza l’on. Enzo Amich.
«Fin dal suo insediamento, il Governo Meloni, attraverso il ministro Adolfo Urso, ha dovuto affrontare una situazione segnata da anni di immobilismo e dalla mancanza di scelte risolutive sulla crisi dell’ex Ilva. L’obiettivo è salvaguardare una realtà strategica per l’industria italiana, che comprende Taranto, gli stabilimenti di Novi Ligure e Genova e l’intero indotto. La priorità resta individuare una soluzione industriale e proprietaria in grado di garantire prospettive concrete ai lavoratori e alle loro famiglie” prosegue Amich.
“Per Novi Ligure è fondamentale mantenere alta l’attenzione sul futuro dello stabilimento. Il prefetto di Alessandria, Alessandra Vinciguerra, ha incontrato i lavoratori e i sindacati e ha promosso il confronto con i commissari straordinari, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete per il sito.
In questi anni ho seguito costantemente l’evoluzione della situazione dello stabilimento ex Ilva di Novi Ligure, ascoltando lavoratori e sindacalisti, che ringrazio per il contributo che hanno dato e continueranno a dare per arrivare all’auspicata soluzione di questa crisi.
L’acciaio è essenziale per numerose filiere industriali, dall’automotive agli elettrodomestici. Salvaguardare il settore siderurgico significa tutelare competenze, occupazione e capacità produttiva nazionale. Il voto del 20 ottobre non risolve da solo una crisi complessa, che si trascina da anni, ma rappresenta una tappa del percorso verso una soluzione duratura. Continueremo a lavorare affinché chi ha contribuito a fare la storia della siderurgia italiana possa contare su risposte concrete e prospettive certe per il futuro” ha concluso l’on. Enzo Amich.
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