Per chi ama le storie, i legami profondi e la magia intramontabile della lettura: alla Biblioteca Popolare di Cascinagrossa presentato “Il Cedro sulla Collina” di Fausta Sacchetti

Cascinagrossa – Un romanzo che riesce a conquistare il lettore non solo per la bellezza della storia in sé, ma soprattutto per la capacità di far immergere chi legge in un’epoca passata, evocando ricordi e atmosfere che profumano di nostalgia.
E’ “Il Cedro sulla Collina” di Fausta Sacchetti, prestato alla Biblioteca Popolare “Serafino Bruna” di Cascinagrossa alla presenza di Simonetta Gorsegno, Sisifo Edizioni, e del figlio della scrittrice, Ing. Carlo Alberto Aime.
Ambientato tra il 1927 e il 1947, il romanzo segue la vita di Nora Ronney, una bambina orfana che cresce nel lusso e nell’austerità del palazzo dei nonni, e di Edoardo Ristani, suo cugino e amico d’infanzia. Passano gli anni. Dopo un’intensa amicizia, Nora ed Edoardo si separano. Lui entra in seminario e verrà ordinato sacerdote, mentre lei vivrà una storia d’amore, ostacolata da convenzioni sociali e pregiudizi, a cui seguiranno vicende che le daranno un dolore profondo. Decisa a ritrovare Edoardo, ora missionario, lo raggiunge in India, a Calcutta, affiancandolo nella missione. Tra rischi, scontri religiosi e sofferenze, i due cugini affronteranno le dure realtà di un paese in tumulto, dedicandosi all’aiuto dei più poveri e dei malati.
Un’opera che affascina soprattutto per il potente esercizio di empatia nei confronti di una donna, l’autrice, che tra il suo lavoro e le sue faccende domestiche, ha trovato il modo di dar voce ai propri pensieri, alle proprie riflessioni e ai propri raccontie e che ci riporta a un’epoca in cui scrivere significava fare i conti con la fatica fisica della macchina da scrivere, dove un errore richiedeva pazienza, correzioni manuali e, nei casi peggiori, di ricominciare tutto daccapo.
E’ “Il Cedro sulla Collina” di Fausta Sacchetti, prestato alla Biblioteca Popolare “Serafino Bruna” di Cascinagrossa alla presenza di Simonetta Gorsegno, Sisifo Edizioni, e del figlio della scrittrice, Ing. Carlo Alberto Aime.
Ambientato tra il 1927 e il 1947, il romanzo segue la vita di Nora Ronney, una bambina orfana che cresce nel lusso e nell’austerità del palazzo dei nonni, e di Edoardo Ristani, suo cugino e amico d’infanzia. Passano gli anni. Dopo un’intensa amicizia, Nora ed Edoardo si separano. Lui entra in seminario e verrà ordinato sacerdote, mentre lei vivrà una storia d’amore, ostacolata da convenzioni sociali e pregiudizi, a cui seguiranno vicende che le daranno un dolore profondo. Decisa a ritrovare Edoardo, ora missionario, lo raggiunge in India, a Calcutta, affiancandolo nella missione. Tra rischi, scontri religiosi e sofferenze, i due cugini affronteranno le dure realtà di un paese in tumulto, dedicandosi all’aiuto dei più poveri e dei malati.
Un’opera che affascina soprattutto per il potente esercizio di empatia nei confronti di una donna, l’autrice, che tra il suo lavoro e le sue faccende domestiche, ha trovato il modo di dar voce ai propri pensieri, alle proprie riflessioni e ai propri raccontie e che ci riporta a un’epoca in cui scrivere significava fare i conti con la fatica fisica della macchina da scrivere, dove un errore richiedeva pazienza, correzioni manuali e, nei casi peggiori, di ricominciare tutto daccapo.
Il romanzo brilla anche per la costruzione dei personaggi e dalle emozioni trasmesse dal figlio della scrittrice, Carlo Alberto Aime, che nel suo racconto ha scoperto, riconosciuto e valorizzato le doti della propria madre.
Un’opera consigliatissima a chi ama le storie, i legami profondi e la magia intramontabile della lettura.
Un’opera consigliatissima a chi ama le storie, i legami profondi e la magia intramontabile della lettura.
