CNA: Alessandria e Asti, una sinergia vincente

Alessandria. I numeri parlano chiaro: la CNA (Artigiani Imprenditori d’Italia) vanta una “consistenza associativa”, nelle province di Alessandria e Asti, di 5.800 unità, con una prevalenza di imprese nell’alessandrino (1200 contro 800) e una preponderanza di privati (2300 a 1500) nell’astigiano.
Questi sono dati rilevanti e significativi perché dimostrano una realtà che è sotto gli occhi di tutti, ma sulla quale poco riflettiamo: il tessuto connettivo, la nostra vita quotidiana, la peculiarità delle caratteristiche e della identificabilità dei nostri territori si regge sul tessuto connettivo e la vitalità del artigianato.
Ne abbiamo parlato con la Dott.a Stefania Gagliano, direttrice Cna, che sta lavorando con impegno e, direi tangibile entusiasmo, all’unione delle sedi CNA di Alessandria e Asti.
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“Ovviamente, ci spiega, questa fusione nasce dalla necessità di una razionalizzazione organizzativa che può liberare risorse, unire competenze, creare una massa critica in grado di interloquire con maggiore autorevolezza nei confronti delle istituzioni, ma anche fornire un servizio più qualificato di fronte a normative sempre più complesse o a sfide epocali come l’avvento dell’intelligenza artificiale”.
Il mondo dell’artigianato è di una varietà e complessità veramente notevolissime: andiamo dall’autotrasporto all’enogastronomia al settore orafo, dai servizi più vari alle attività produttive di piccole dimensioni, per non parlare dell’idraulico o dell’elettricista di cui abbiamo spesso urgente, quanto difficilmente reperibile, necessità.
“L’esigenza di una rappresentanza forte e qualificata per questi settori è fondamentale, precisa la dott.a Gagliano. Una rappresentanza di categoria di questo tipo e con una così variegata platea di potenziali utenti non può limitarsi a fornire un servizio modello commercialista o consulente del lavoro. Qui si tratta, in un certo senso, ovviamente, di liberare tempo ed energie adempiendo e consigliando sulle tematiche burocratiche e legislative, ma non solo.”
Ossia?
“Nel mondo dell’artigianato la relazione con le persone e il territorio sono aspetti fondamentali. Spesso ci troviamo davanti a piccole realtà, soprattutto le imprese familiari, che debbono poter non solo veder riconosciuta la propria professionalità, ma anche la propria individualità.
Spesso davanti al problema del ricambio generazionale si rischia di perdere definitivamente un patrimonio di competenze, relazioni personali, organizzazione operativa che non trovano successori interessati a raccogliere il testimone di tanto impegno”.
E così, aggiungiamo noi, i nostri territori rischiano di perdere identità e l’umanità di tanti rapporti.
“Ovviamente, ci dice ancora la nostra interlocutrice, per fare questo occorre recuperare anche il protagonismo politico di tutto il nostro settore che, se da un lato ha bisogno di normative e semplificazioni che, a livello nazionale, non scoraggino l’impegno di tanti soggetti che hanno come primo orizzonte l’impegno quotidiano ed il rapporto coi clienti, dall’altro ha bisogno di far valere le peculiarità e le problematiche locali che, in un paese come l’Italia, sono molteplici e considerevolmente diversificate”.
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Cosa che, proprio a livello artigianale, rappresenta la bellissima “specialità” del nostro Paese.
Il compito che attende la CNA non è certo facile, ma ovviamente il primo passo è quello di unire le forze tra territori omogenei.
Per tutto quello di cui abbiamo parlato occorro tempo, impegno e professionalità, cose che non sembrano veramente mancare a chi ci ha esposto idee e progetti molto interessanti e coinvolgenti. Seguiremo con molto interesse gli sviluppi.
