Cittadinanza onoraria alla Senatrice Liliana Segre: l’intervento del Consigliere Comunale Carmine Passalacqua

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il dotto intervento di Carmine Passalacqua, Consigliere Comunale di Alessandria, in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre

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“Buongiorno al Signor Sindaco, che ha avuto la sensibilità di proporre la concessione della cittadinanza alla Senatrice a vita, buongiorno agli Assessori e Colleghi Consiglieri, agli illustri Ospiti in sala, cominciando da S. E. il Prefetto, ed anche i rappresentanti delle Comunità ebraiche alessandrina e casalese. A nome del mio gruppo consiliare di Forza Italia e dello stesso Partito, di idee liberali e radice cristiana, esprimo la gioia di poter vivere questo momento storico per la nostra città, avendo votato all’unanimità la nomina di Cittadina onoraria. Unico dispiacere di non poter avere qui presente la Senatrice, per cui la cerimonia non può certo dare le stesse emozioni come se fosse qui, ma non abbiamo avuto fortuna per il periodo di Covid che stiamo attraversando. In qualità di Presidente della Commissione Cultura ringrazio la Senatrice per aver accettato di essere nostra Concittadina, e spero vivamente di poterla avere ospite in città, per poterLa accompagnare in visita ufficiale, incominciando dal nostro Palazzo Comunale recentemente restaurato, e poi tutti i Palazzi settecenteschi della piazza, Palazzo Cuttica, Palazzo Ghilini, l’antico Palatium Vetus della Fondazione CRA, il nostro Conservatorio, la Biblioteca civica e le Sale d’Arte, la Cattedrale e le nostre belle chiese del centro storico. Ma soprattutto la nostra Cittadella, intatta fortezza unica al mondo, e poi la Villa di Marengo che testimonia il passaggio di Napoleone. Per finire la visita alla nostra Sinagoga restaurata e da inaugurare, nella zona detta del Ghetto ebraico. Se poi avrà tempo per fermarsi, meritano una visita la Basilica di Santa Croce a Bosco Marengo e la meravigliosa Sinagoga di Casale Monferrato, unica nella sua bellezza di arte barocca. A questo proposito vorrei ricordare il benemerito Arch. Giulio Bourbon, recentemente scomparso, per l’impegno a restaurare la Sinagoga a partire dal 1967 con decenni di lavori, e l’idea di creare l’annesso Museo di Arte Ebraica. Lavori di restauro compiuti sia a Casale che in Alessandria, con fondi degli stessi appartanenti alla Comunità, senza fondi pubblici. Per questo saluto la presenza in aula delle Signore Ottolenghi e Carmi, rappresentanti di famiglie storiche ebree di Casale. Inoltre saluto la presenza del notaio Roberto Gabey, primo rappresentante del FAI in provincia, il quale si è sempre impegnato per valorizzare l’arte e la cultura locale, organizzando i primi concerti musicali all’interno della Sinagoga casalese, fino ad allora sconosciuta dalla maggior parte della gente. Ringrazio la presenza della cara prof. Paola Vitale, qui presente in rappresentanza della Senatrice, per il Suo lavoro incrollabile per la nostra Sinagoga, insieme allo scomparso dott. Norzi. Voglio ringraziare Paola per la Sua lucida esposizione sulla storia della Comunità, pur avendo vissuto lutti gravissimi con la deportazione e morte di parecchi Suoi Parenti stretti nei campi di sterminio, non ho mai sentito parlare male di nessuno, mai un lamento, mai un urlo di odio contro qualcuno, il Suo è un esempio da seguire per umiltà e dedizione. Quanti ghetti abbiamo vissuto nella storia, certamente non sappiamo cosa vuol dire vivere sotto una dittatura, ma già vedere ciò che è successo ai neri degli USA ed in Sudafrica con la lotta all’apartheid, le limitazioni di vivere nelle favelas o nelle periferie per chi emigra, continuamente vedremo soprusi e violenza, perché è più facile odiare e far del male, quando scatta la violenza nell’animo umano. La storia delle comunità ebraiche in Piemonte risale ai tempi delle persecuzioni in Spagna, con il decreto del 1492 da parte dei Re Cattolici. Attraverso la Provenza, arrivarono nel piccolo Regno sabaudi e quindi si integrarono in 5 secoli di permanenza. Questo vuol dire che il processo di pace e crescita della popolazione, ha bisogno di periodi lunghi per attivarsi. Ed è facile capire come mai oggi abbiamo tanti problemi con l’emigrazione di massa. Per capire come furono perfettamente inseriti nella città di Alessandria, basta leggere le lapidi dei benefattori presso l’antico Ospedale Santi Antonio e Biagio, dove ci sono incisi cognomi ebraici per la generosità. Fu il Re Carlo Alberto di Savoia a concedere l’emancipazione religiosa per Ebrei e Valdesi il 29 Marzo 1848, e gli Ebrei furono sempre riconoscenti visto che l’unica lapide in latino, scritta in oro, listata a lutto è presente nella Sinagoga di Casale per la morte del Sovrano in esilio ad Oporto. Gli Ebrei combatterono nelle Guerre risorgimentali e nella Grande Guerra, furono commercianti ed industriali. A testimoniare la Loro identità esiste la Mole antonelliana a Torino, nata per essere luogo di culto, poi venduta al Comune perché non incontrava il gusto della Comunità. Ed anche la grande Sinagoga di Roma inaugurata dal Re nel 1904 ed a seguire il primo Sindaco della Capitale Ernesto Nathan dal 1907 al 1913. Testimonianze che ci dicono che la convivenza fu pacifica ed anche il momento della promulgazione delle Leggi Razziali fu tragico, ma attuito dalla stessa popolazione che aiutò gli Ebrei in ogni modo. Ed ho testimonianze familiari e di anziani alessandrino, che si adoperarono per aiutarli, nasconderli, sfamarli. Le stesse Nobildonne Vitali del Palazzo di via XXIV Maggio, dove soggiorno’ più volte il Principe Umberto di Piemonte, non furono toccate e si salvarono, trasferendosi nella Tenuta di campagna a San Michele. La persecuzione iniziò dopo i fatti del 25 Luglio ed 8 Settembre 1943 quando si scatenò l’occupazione tedesca e la guerra civile. Ricordo che il Pontefice Pio XII aveva condannato le Leggi Razziali dicendo che eravamo tutti Semiti, per cui l’antisemitismo era una vergogna pubblica. Montanelli ricordava che furono una cosa ignobile, insensata e per nulla condivisa dal sentimento popolare. Purtroppo lo Statuto Albertino, al pari della nostra attuale Costituzione, obbligava il Capo dello Stato, in questo caso il Re, a firmare come per qualsiasi Legge approvata in Parlamento. Il Re rifiutò per 2 volte ma alla terza dovette scegliere, o firmare e cercare di mitigare gli effetti nefasti, oppure abdicare, ma avrebbe esposto la Nazione al sopravvento del Duce al massimo del consenso popolare dopo le vittorie di Etiopia, Spagna ed Albania. Per cui era impossibile creare un colpo di stato per eliminarlo. Ricordo anche l’impegno del Duca d’Aosta, Vicere’ in Etiopia, per creare uno stato indipendente per gli Ebrei nel corno d’Africa in Somalia, con lo spostamento di famiglie ebree, onde evitare il conflitto in Palestina con il mondo arabo. Per ultimo voglio ricordare che le Leggi Razziali furono abrogate dal Re Vittorio Emanuele III con Regio Decreto numero 25 e 26 del 20 Gennaio 1944 da Brindisi, quarta Capitale d’Italia, dopo Torino, Firenze e Roma, per breve periodo. Voglio ricordare che la nostra città è stata tra le prime a ricordare la ricorrenza della Shoah ogni 27 Gennaio, a partire dall’anno 2001 con l’allora Sindaco Francesca Calvo e l’inaugurazione del monumento alla Principessa Mafalda di Savoia Assia morta a Buckenwald, proprio per dar seguito alla Legge del 2000 a firma del Presidente Ciampi, che intendeva ricordare ed onorare tutte le Vittime dei campi di concentramento italiane, senza distinguere fra sesso o religione. Oggi l’occasione della prestigiosa cittadinanza onoraria dev’essere un motivo di pacificazione nazionale, un onore per la nostra città, senza scendere di nuovo nella facilità di istigare all’odio contro nazismo e fascismo, ormai sepolti da oltre 75 anni di storia e condannati da tutti, difficilmente ripetibili. Per cui oggi è stata una bella occasione, con un unico dispiacere la mancanza fisica della Senatrice Liliana Segre per poterLa conoscere ed abbracciare come nuova Concittadina.”


Carmine Passalacqua
Consigliere comunale di Alessandria

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