Inizia il processo per disastro ambientale, Comitato Stop Solvay: “Il 16 novembre portiamo la nostra rabbia davanti al Tribunale”

Alessandria – “Lunedì 16 novembre si apre il processo per disastro ambientale a carico di due ex dirigenti Solvay. Alle ore 10 si terrà la prima udienza, dalle 9.30 saremo in presidio davanti al Tribunale di Alessandria.
Ci saremo perché questa vicenda riguarda il futuro di chi vive e lavora nella Fraschetta. Ci saremo
perchè la nostra salute vale di più dei loro profitti. Ci saremo perchè la bonifica attesa da decenni
ancora non arriva e le istituzioni continuano a eludere le nostre domande, a rimandare le loro
risposte.”
Così, stamane, in una nota il Comitato Stop Solvay.
“Quello che sta accadendo in tutta Europa ci mette di fronte a una contraddizione difficile da
ignorare: perché chi protesta per difendere il proprio futuro viene trattato da delinquente, mentre chi
inquina e devasta viene tutelato?
Perchè, a Spinetta Marengo, chi è chiamato a rispondere di un disastro ambientale ha potuto
continuare a fare affari in un territorio già contaminato?
Nelle ultime settimane abbiamo visto studentesse e studenti scendere in piazza per la sicurezza delle
scuole e contro un modello di formazione che mette la produttività davanti alle persone. Abbiamo
visto scioperi per il clima, mobilitazioni contro il caro vita. E ne vedremo delle altre, perché la
misura è colma.
Sono lotte diverse, ma hanno un punto in comune: il rifiuto di un presente che sacrifica la salute, la
dignità e le possibilità di chi verrà dopo. E la rabbia di chi non accetta più che, in nome del profitto,
il futuro venga scritto da altri.
A Spinetta Marengo la giustizia ha finalmente riconosciuto la fondatezza di denunce portate avanti
per anni, ma il tempo trascorso non ce lo restituisce nessuno. E oggi, di tempo, non ne abbiamo più.
Chi ha inquinato deve risponderne, deve pagare e restituire alla collettività un territorio salubre.”
“Il 16 novembre saremo davanti al Tribunale di Alessandria – ha concluso il Comitato – perchè vogliamo lo stop alla produzione
e all’utilizzo di tutti i PFAS e la bonifica integrale delle aree contaminate. Saremo lì anche perchè
vogliamo risposte concrete sul fronte sanitario e perchè vogliamo leggere le prescrizioni e i limiti
contenuti nell’A.I.A. che ancora non è stata pubblicata. Saremo lì per denunciare le responsabilità di
chi ha inquinato e l’inadeguatezza di istituzioni che, ancora oggi, non garantiscono alla popolazione
le risposte e le tutele che merita.
Il 16 novembre porteremo davanti al Tribunale tutta la nostra rabbia. Perchè il futuro non è scritto.
E non lo lasceremo nelle mani di chi inquina e di chi glielo permette.”
Continua a leggere l'articolo dopo il banner
