Tuber Next Gen 2025 ha fatto tappa ad Alessandria: “Patrimonio tartufigeno una risorsa viva, da gestire con pianificazione e conoscenza del territorio”

Alessandria – Un territorio che conferma la sua centralità nel mosaico tartufigeno piemontese.
E’ quello di Alessandria, città in cui ha fatto tappa il tour Tuber Next Gen 2025.
Le nuove Carte di Attitudine dei Suoli alle Produzioni Tartufigene e le Carte di Potenzialità Territoriale, elaborate da IPLA per Regione Piemonte, dedicate alla tutela e valorizzazione del patrimonio del tartufo bianco, nero ed estivo, hanno l’obiettivo di far incontrare le materie di pianificazione territoriale, gestione forestale e sviluppo locale per “consegnare” alle nuove generazioni un territorio più resiliente, produttivo e sostenibile.
Ad aprire i lavori, l’assessore regionale alla Pianificazione territoriale e Urbanistica, Biodiversità e Tartuficoltura Marco Gallo, il presidente della Provincia Luigi Benzi, il consigliere delegato Stefano Zoccola, Delio Barberi (Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali) e Fiorenza Tento (Ordine degli Architetti, Pianificatori Paesaggisti e Conservatori). A seguire sono poi intervenuti i tecnici di Regione Piemonte e di Ipla, e i rappresentanti di associazioni di raccoglitori di tartufi, Camera di Commercio di Alessandria-Asti e Ordini professionali, moderata da Antonio Degiacomi, del Centro Nazionale Studi Tartufo.
“Con Tuber Next Gen vogliamo unire conoscenza scientifica, pianificazione e partecipazione – spiega l’assessore regionale alla Pianificazione territoriale e Urbanistica, Biodiversità e Tartuficoltura, Marco Gallo – i dati che emergono dalle nuove Carte ci dicono che il patrimonio tartufigeno piemontese è vivo e la sua conoscenza è in crescita, ma va gestito con equilibrio, tutelando i suoli, i boschi e il paesaggio rurale. Asti e Alessandria rappresentano due esempi di territori dove la qualità ambientale, la biodiversità e l’attività agricola convivono, e dove la pianificazione può diventare il vero motore di sviluppo sostenibile. Il tartufo è un simbolo della nostra identità: conservarlo significa garantire un futuro ai territori che lo custodiscono”.
La provincia di Alessandria mostra un quadro in forte evoluzione: su un territorio di circa 355mila ettari, le nuove carte riconoscono 117mila ettari vocati (pari al 33% del territorio), di cui 16 mila ad alta attitudine e 101 mila a media, con un incremento del 58% rispetto alle precedenti stime.
Sono 150 i Comuni riconosciuti come vocati per il tartufo bianco, con 7 nuovi comuni: Carrega Ligure, Casalnoceto, Castellar Guidobono, Castelletto d’Erro, Grondona, San Cristoforo e Voltaggio.
Le Carte di Potenzialità Territoriale indicano inoltre 82mila ettari di aree a potenzialità medio-alta, con 14mila ettari ad alta potenzialità, un dato che sottolinea il ruolo del territorio alessandrino come un territorio delle grandi potenzialità per il patrimonio tartufigeno.
Le aree forestali dell’Alessandrino vedranno l’avvio del processo di pianificazione forestale: la sinergia tra PTR, PPR e PFIT consentirà di definire le priorità per la gestione silvo-pastorale, la tutela del paesaggio e la valorizzazione delle filiere legate al tartufo e al bosco.
Il ciclo di incontri di Tuber Next Gen 2025 si concluderà a Torino il 21 novembre, in occasione della Giornata nazionale degli alberi.

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