Alessandra: a due anni dalla morte, non dimentichiamo Aldo Rovito

Alessandria. Due anni fa, il 21 luglio 2024 moriva Aldo Rovito.
Non gli piacevano le commemorazioni melense, ma penso che la sua figura non debba essere dimenticata.
Abbiamo condiviso alcuni lustri di vita professionale e di quotidianità, di dialogo franco e costante.
In questi tempi in cui tutto, a cominciare dal ricordo e dagli esempi, viene bruciato e accantonato nel tempo di un post sui social, ci sono alcuni punti fermi che vorrei salvare dallo scorrere dell’effimero.
In primo luogo la sua azione di amministratore locale.
Il suo unico interesse è sempre stato la città di Alessandria.
Non fu mai interessato alla poltrona, alle cariche, alle onorificenze, ma era vicino alla gente comune, ai problemi di tutti i giorni, senza preconcetti di parte.
Per questo si meritò il rispetto di tutti, di qualunque colore fosse l’amministrazione cittadina: il bene di Alessandria e degli alessandrini erano il suo punto di riferimento. E mai si arricchì con la politica.
C’è poi quello che non mi stanco di rievocare: l’aspetto ideologico della sua militanza politica.
Aldo Rovito fu sempre fiero e orgoglioso di proclamarsi uomo di destra.
Non è solo in questo che chi, come il sottoscritto, aderisce idealmente a questa parte politica, può trovare un esempio da seguire.
Non intendo parlare di sigle, tessere di partito, facili slogan.
Per Aldo Rovito appartenere alla destra significava, prima di tutto, conoscenza e consapevolezza.
Lo ricordo sempre intento a leggere, a studiare, a cercare di capire: dichiarare di appartenere ad una certa parte politica, e questo vale per tutti, significa studiare, documentarsi, conoscere la storia delle proprie idee e della propria Patria.
Solo così si può e si deve contrastare il piatto e strumentale conformismo dell’ideologia di sinistra che, allora come oggi, soffoca ogni forma di dialogo e di confronto.
Si parla tanto, inoltre, di disaffezione dei giovani dalla politica: forse se tra i punti di riferimento ci fossero uomini meno interessati al potere, ma più colti, maggiormente portatori di idee e di ideali, con una solida formazione politica, le cose andrebbero, almeno, meno peggio.
Chiudo con una sua frase che ho riportato nella biografia politica che gli ho dedicato: “Vengo da una storia politica in cui sono sempre contati gli ideali, non i successi personali” (Aldo Rovito un uomo di destra – Sisifo Edizioni).
Non dimentichiamolo.

Continua a leggere l'articolo dopo il banner