Il cuore grande di Silvio Bolloli. E il suo sorriso per sempre

ALESSANDRIA – Aveva un cuore grande, Silvio Bolloli. Perché c’era per tutti, semplice, diretto, comprensivo,  disponibile: tutte e tutti abbiamo, nel nostro telefonino, almeno uno dei suoi vocali, che sempre iniziava con un “Ciao carissima”, “Ciao carissimo“, mai formali, sempre sinceri. Un cuore grande come il suo sorriso: lo hanno ricordato in tanti, oggi, all’ultimo saluto, in un Duomo gremito, all’avvocato, professore, magistrato onorario, giornalista.

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C’erano tutti i suoi mondi, quelli che Silvio, 53 anni, ha frequentato con passione, lasciando un segno profondo, che le parole faticano a definire. Perché Silvio è stato davvero tanto, alcuni segni sulla bara, la toga, per la sua intensa attività forense, e il casco (e la bandiera del Moto Club Madonnina dei Centauri), perché amava le due ruote e domenica sarebbe stato alla sfilata finale del raduno e con lo sguardo lo cercheremo. E lo troveremo.

Lo stendardo del Lions Alessandria Marengo, il suo club, di cui era stato anche presidente, e il labaro dell’Us Alessandria Calcio, l‘altro suo grande amore, al centro di un capitolo importante della sua vita professionale, giornalista per Radio Voce Spazio e per Hurrà Grigi,  e sentiva di avere un privilegio, raccontare i Grigi per cui tifava da sempre.

Un generoso, Silvio, un innamorato della vita: lo hanno sottolineato la sorella Brunella – “dieci mesi fa eravamo in questa chiesa a salutare nostri padre e tu mi hai sempre dato forza: mi dicevi ce la faremo, ci sarà un nuovo inizio” – la professoressa Maria Elena Dealessi, dirigente dell’Istituto Volta, dove Bolloli insegnava, “amatissimo dai suoi studenti, sempre pronto a dare il suo contributo, nei momenti belli e in quelli più difficili”.

Anche “ironico e autoironico”, come evidenziato dall’avvocato Giuseppe Cormaio, presidente della Camera Penale di Alessandria. “Vorremmo tutti avere almeno una piccola parte del suo sorriso. Facciamo che resti in ognuno di noi”.

Un distacco doloroso, che lascia in ognuno tante domande senza risposta. Per i suoi cuccioli amati, Carolina e Alessandro, per Martina, per quella famiglia adorata, che era al centro di tutto per Silvio. Per loro continuerà a esserci, “come un angelo”, “molto di più: come un figlio di Dio, oggi vicino al Signore”, come ha detto don Andrea.

Ciao Silvio, le persone che si sono strette attorno ai tuoi cari  ti hanno detto che davvero hai seminato tanto. E tutte cose meravigliose. Ma questo tu lo sapevi.

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