Alessandria: quando naufraga la popolarità del Sindaco

Alessandria. Ormai parlare male del Sindaco di Alessandria, Giorgio Abonante equivale, come si diceva un tempo, a “sparare sulla Croce Rossa”.
Come rilava anche il quotidiano La Stampa, nella sua edizione locale odierna, mai nessuno dei suoi predecessori, a un anno dalle elezioni, aveva fatto registrare un indice di gradimento così basso, secondo l’autorevolissimo sondaggio de Il Sole 24 Ore.
Non è un fatto di cene in piazza o di tappe del Giro d’Italia: una città si governa in un altro modo.
Soprattutto si amministra dimostrando di essere presenti, di essere sempre vicini ai cittadini e alle loro esigenze pratiche.
Invece, ad Alessandria si ha la costante impressione di una completa assenza del primo cittadino.
In troppi si riempiono la bocca parlando degli elettori che disertano le urne, ma se i rappresentanti delle istituzioni sono fisicamente assenti, se non dialogano con la popolazione, se non dimostrano coi fatti quale sia il progetto di sviluppo di una città, se si continuano a perdere occasioni di confronto con le altre istituzioni, il Palazzo diventa sempre più lontano dalla gente. Altro che #davverovostra !
Insicurezza, nessun decoro urbano, centro storico svuotato, isola pedonale calata dall’alto, ridicole e costose corsie ciclabili, tassazione sempre più alta a fronte di servizi carenti, strade impraticabili…. c’è solo l’imbarazzo della scelta.
E’ di nuovo il momento di cambiare, ma il tempo passa e chi ama veramente questa città soffre per la sua continua decadenza.
L’unico dato che sostiene i pochi ottimisti ancora in circolazione è che peggio di così le cose non possono andare. Troppo poco.
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