Il 9 giugno nasce lo Z Club Casale: Zonta Club Alessandria fonda il suo terzo club studentesco. Dodici in tutto, undici ragazze e un ragazzo, all’Istituto Balbo di Casale Monferrato

Quando ero ragazzo, mio nonno Pietro mi portava alla SOMS del paese, la Società Operaia di Mutuo Soccorso di Oviglio. Sedevo in un angolo e stavo zitto, come si conviene a chi è ospite di un mondo che non gli appartiene ancora. Quegli uomini, maturi e anziani, fumavano i loro toscani e bevevano barbera, e parlavano. Parlavano della Prima Guerra Mondiale e della Seconda, di fame e di fatica, di anni che avevano lasciato cicatrici nei corpi e nelle anime. Io ascoltavo. Andavo a scuola dai vecchi per imparare il passato, senza saperlo, senza avere ancora le parole per dirlo. Le parole me le ha date poi Robert Frost, il grande poeta americano: “Quand’ero giovane erano i vecchi i miei maestri. Andavo a scuola dai vecchi per imparare il passato. Ora che sono vecchio ho per maestri i giovani. Vado a scuola dai giovani per imparare il futuro.” È una di quelle frasi che ti accompagnano per anni, silenziosa, e poi all’improvviso torna a galla nel momento giusto. Il momento giusto, stavolta, è il 9 giugno 2026.

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Quel giorno, nell’Aula Magna dell’Istituto di Istruzione Superiore Balbo di Casale Monferrato, nascerà ufficialmente lo Z Club Casale: il terzo club studentesco fondato da Zonta Club Alessandria nei suoi ventisei anni di storia. Dodici i soci fondatori, undici ragazze e un ragazzo, tutti tra i sedici e i diciassette anni, provenienti da Casale Monferrato, da Moncalvo, da Valenza, da Borgo San Martino, da piccoli paesi della provincia di Vercelli. Nomi e luoghi che disegnano una mappa di gioventù piemontese, varia e viva.
La Carta Charter era stata firmata il 6 aprile scorso dalla Presidente Internazionale di Zonta International, Salla Tuominen. Il 9 giugno sarà consegnata ufficialmente al nuovo club, alla presenza della presidente di Zonta Italia, Leonilda Cussotto, dell’Area Director Teresa Vallana e delle autorità cittadine. Porteranno la loro testimonianza Riccardo Maggi, già presidente charter dello Z Club Alexandria, e Rossana Pavan, presidente del Golden Z Club Asti “Carla Gallo”: voci di chi ha già percorso quella strada e sa cosa significa scegliere di servire prima ancora di sapere bene cos’è il mondo.

A volere e costruire tutto questo c’è Nadia Biancato, presidente di Zonta Club Alessandria, madrina del nuovo club e amica di chi scrive. Nadia è una di quelle persone che non si limitano a credere nei giovani a parole: li cercano, li trovano, li accompagnano con pazienza e con esigenza insieme. “I ragazzi si sono già messi alla prova nei mesi scorsi con iniziative di service a favore dei loro compagni di scuola,” racconta. “Un’attenzione importante è stata data alla gestione dell’ansia e dello stress. Come ha riconosciuto proprio in questi giorni il Santo Padre, la salute mentale dei nostri giovani è una delle sfide più urgenti del nostro tempo. La maturità fin ora dimostrata ci colma di orgoglio.”
E non si tratta di parole di circostanza. Questi dodici ragazzi hanno già in cantiere iniziative a favore degli ospiti delle case di riposo casalesi. Con la riapertura dell’anno scolastico, organizzeranno un torneo sportivo i cui proventi andranno ai bambini ospiti, con le loro mamme, delle case rifugio del centro antiviolenza me.dea. Sedici anni, diciassette anni: l’età in cui molti ancora cercano se stessi, e loro già cercano gli altri.

Ecco perché la frase di Frost torna, insistente. Non come citazione da manuale, ma come verità vissuta. Questi ragazzi non hanno ancora il passato sulle spalle, non fumano toscani e non bevono barbera nelle sedi della SOMS. Ma hanno qualcosa che vale quanto tutto questo: la disponibilità a guardare il mondo come un problema da risolvere insieme, non come uno spettacolo a cui assistere. Vado a scuola da loro, volentieri, per imparare il futuro.