A Camagna il 13 e 14 giugno la quinta edizione di “Alberi Parlanti in Monferrato”

Camagna Monferrato (Luca Beccaria) – Il Monferrato come luogo d’incontro tra natura, architettura, scienza e nuove forme di abitare sostenibile. È questa la visione alla base della quinta edizione di “Alberi Parlanti in Monferrato”, la rassegna organizzata da Atelier51 Creative Sign di Novara con il patrocinio del Comune di Camagna Monferrato e dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Alessandria, in programma il 13 e 14 giugno tra la sala consiliare del Municipio e il Giardino delle Orchidee Spontanee.
L’iniziativa è stata presentata il 26 maggio nel Palazzo Municipale di Camagna Monferrato alla presenza degli amministratori locali, degli organizzatori, di progettisti, artisti e partner coinvolti.

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Il territorio come patrimonio da custodire
Ad aprire la conferenza stampa è stato il sindaco Claudio Scagliotti, che ha collegato la manifestazione al più ampio percorso di tutela del paesaggio avviato negli ultimi anni dall’amministrazione comunale.
“Il nostro territorio – ha spiegato – ha mantenuto nel tempo molte delle proprie caratteristiche storiche e ambientali. Oggi dobbiamo lavorare affinché tutela e sviluppo possano procedere insieme”. Il riferimento è sia agli strumenti urbanistici recentemente aggiornati, sia al lavoro sulle aree boscate, sulle strade bianche e sulla promozione dell’associazionismo fondiario, nato proprio per favorire collaborazioni tra proprietari e coltivatori.
Un’attenzione che si lega direttamente al valore turistico e ambientale del territorio UNESCO e alla necessità di costruire una nuova sensibilità collettiva attorno ai temi del paesaggio e della sostenibilità.
Su questo aspetto si è soffermato anche l’assessore Luca Beccaria, evidenziando il ruolo della comunicazione per i piccoli comuni: “Anche le realtà più piccole possono costruire eventi di qualità e attrarre attenzione, ma è fondamentale riuscire a raccontare ciò che si fa”. Un richiamo all’importanza di valorizzare le iniziative locali attraverso strumenti informativi capaci di creare partecipazione e rete sul territorio.

Il Giardino delle Orchidee come simbolo
La consigliera Raffaella Cotti ha richiamato il percorso avviato attorno al Giardino delle Orchidee Spontanee, destinato a diventare uno dei luoghi centrali della manifestazione.
“Abbiamo iniziato a piantare essenze favorevoli agli insetti impollinatori – ha spiegato – e vorremmo sviluppare attività didattiche dedicate ai bambini, dalle casette per insetti ai percorsi sulla biodiversità”.
Uno spazio che gli organizzatori hanno definito un piccolo laboratorio di dialogo tra uomo e ambiente, destinato a crescere progressivamente come luogo di sensibilizzazione e partecipazione.

“Gli alberi comunicano”: il cuore filosofico della rassegna
Cristina Santoro, ideatrice di “Alberi Parlanti”, ha spiegato come il progetto nasca dagli studi scientifici più recenti sulle capacità comunicative degli alberi.
“Le piante trasmettono messaggi attraverso le radici e vivono in comunità solidali”, ha raccontato, ricordando anche l’esperienza dei sensori “Tree Talker”, dispositivi capaci di monitorare lo stato di salute degli alberi e prevenire criticità ambientali.
Un percorso sviluppato anche grazie ai contatti con il professor Riccardo Valentini dell’Università della Tuscia, tra i maggiori studiosi internazionali sui cambiamenti climatici e sugli ecosistemi forestali.
La rassegna, nata nel Novarese nel 2022, ha progressivamente coinvolto architetti, designer, botanici e divulgatori, trasformandosi in un vero festival dedicato al rapporto tra uomo e natura.

Bioarchitettura e giardini terapeutici
Sabato 13 giugno sarà dedicato principalmente all’architettura sostenibile. Alle 10.30 l’architetto Carlo Lavit Nicora dell’Atelier Lavit di Parigi presenterà il “Little Leisure Lodge – LiLeLo” di Grazzano, progetto premiato al Wood Architecture Prize 2023 nella categoria “Architettura sperimentale”. Una struttura che reinterpreta il concetto di capanna contemporanea attraverso materiali ecologici e perfetta integrazione nel paesaggio collinare.
Alle 11.30 spazio invece ai giardini terapeutici con l’architetto Monica Botta, docente specializzata in Healing Gardens, e la dottoressa Stefania Piloni, docente di fitoterapia e nutraceutica all’Università degli Studi di Milano.
Il tema sarà il valore curativo della natura: spazi progettati non solo per essere belli, ma anche per favorire benessere psicologico, recupero cognitivo e qualità della vita.

Api, biodiversità e giovani
La giornata di domenica 14 giugno sarà invece dedicata alla biodiversità. Protagonista sarà l’esperienza dell’Oasi Tech di Novara, realizzata da Comoli Ferrari SpA con il supporto tecnico di 3Bee: un’area con oltre trenta specie vegetali mellifere monitorate attraverso sensori dedicati agli insetti impollinatori.
Alle 17.30 il divulgatore e apicoltore Marco Valsesia presenterà il libro “Un mondo senza api”, accompagnando l’incontro con dimostrazioni pratiche e riflessioni sul rischio ambientale legato alla scomparsa degli impollinatori.
Gli organizzatori hanno sottolineato la volontà di coinvolgere soprattutto bambini e ragazzi, affinché la sostenibilità diventi esperienza concreta e quotidiana.

Design sostenibile e arte del riciclo
Accanto agli incontri troveranno spazio anche installazioni artistiche e sperimentazioni di design ecologico.
Sarà presente il progetto “Infinità Plastica” dell’artista Giorgio Grosso, originario del territorio astigiano, nato dalla riflessione sull’isola di rifiuti nell’Oceano Pacifico e sviluppato attraverso opere realizzate con plastica riciclata e materiali di recupero. Dopo le esposizioni a Costigliole d’Asti, in Brianza e presso l’azienda Codal, l’artista inaugurerà inoltre il 6 giugno una personale al Castello di Casale Monferrato.
L’azienda Codal di Asti, rappresentata da Ezio Penna, presenterà invece la sedia “Adele”, progettata per permettere di sedersi direttamente sull’erba grazie a una struttura aperta priva di seduta tradizionale: un gesto semplice che vuole ristabilire un rapporto fisico e immediato con la natura.
Durante la manifestazione saranno inoltre presenti installazioni e performance dedicate all’ecodesign, alla psicologia del colore e all’arredo sostenibile, con il coinvolgimento di Marta Ferri (Interior Designer), Panizza e 13RiCrea.

“Uscire dagli schemi”
A chiudere la conferenza stampa è stata la presidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Alessandria, Fiorenza Caldera, che ha invitato a “uscire dagli schemi predefiniti”, riconoscendo nella contaminazione tra architettura, ambiente e cultura una delle sfide decisive del futuro.
Era presente anche l’architetto Franco Olivero dell’Osservatorio del Paesaggio per il Monferrato Casalese.
Una filosofia che sembra riassumere bene lo spirito stesso di “Alberi Parlanti”: non soltanto un festival, ma un invito a ripensare il rapporto tra uomo, territorio e natura partendo dai piccoli paesi e dalle comunità locali.

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