Ulisse sulle colline: una passeggiata letteraria per la pace tra i luoghi di Davide Lajolo

Avevo quindici anni (e, caspita, da allora ne sono passati 50, di anni, un bel mezzo secolo) quando Lino, nome partigiano Lupetto (perchè era entrato a far parte della resistenza giovanissimo), padre di un mio caro amico, mi mise in mano un libro. Non me lo regalò con cerimonia, non disse granché. Lo posò tra le mie dita come si posa qualcosa di prezioso e fragile, qualcosa che appartiene alla vita vera. Quel libro si chiamava A conquistare la rossa primavera, e lo aveva scritto Davide Lajolo, partigiano con il nome di battaglia di Ulisse, nato a Vinchio nel 1912, figlio di quelle colline del Monferrato che io stesso bene conosco e infinitamente amo. Da allora non ho mai smesso di leggerlo. Ho cercato e trovato quasi tutti i suoi libri, anche le edizioni rare, quelle che si scovano nelle bancarelle dei mercatini con un brivido di fortuna. Lajolo è diventato per me una voce familiare, un compagno di strada, uno di quegli scrittori che non si frequentano per obbligo ma per necessità dell’anima. Ecco perché, quando Laurana Lajolo, sua figlia, mi ha invitato personalmente alla passeggiata letteraria Ulisse sulle colline, che si terrà a Vinchio sabato 9 maggio, ho sentito qualcosa stringersi nel petto: un misto di orgoglio e di gratitudine che raramente si prova. Il cerchio si chiudeva in un modo che solo la vita, con la sua geometria capricciosa, sa tracciare.
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Non potrò esserci. Quel giorno avrò un altro impegno culturale, altrove, in un altro luogo bellissimo, nella Langa Astigiana, Monastero Bormida. Ma scrivo questo pezzo come si scrive una lettera a qualcuno che si ama e che non si riesce ad abbracciare: con la consapevolezza dolente dell’assenza, e con il desiderio che queste parole arrivino comunque, e facciano il loro cammino.
“Abbiamo fatto la Resistenza per far finire tutte le guerre.” Questa frase di Lajolo apre e chiude tutto, e risuona oggi con una forza che spezza il respiro. In un tempo in cui le guerre sono tornate a insanguinare l’Europa e il mondo, quella voce partigiana nata tra i filari di Vinchio torna a parlarci con un’urgenza che non avremmo voluto ritrovare. La passeggiata, organizzata dall’Associazione culturale Davide Lajolo insieme alla Cantina di Vinchio Vaglio, si snoderà nella Riserva naturale della Val Sarmassa, tra gli stessi luoghi dove Ulisse combatté, si nascose, amò, scrisse poesie nella tana di tufo braccato dai fascisti. Non è una camminata qualsiasi: è un atto di memoria viva, in cui la letteratura si fa paesaggio e il paesaggio si fa letteratura. Si parte alle 15.30 dalla Cantina, con la lettura di Vinchio è il mio nido: “Radici profonde, ancestrali, maliarde, persino morbose“, scriveva Lajolo del suo paese. Provo praticamente lo stesso per il mio, di paese, vero e proprio luogo della mia anima. Poi il percorso sale verso il Casotto di Ulisse al Bricco di Monte del Mare, dove si rievocherà il primo incontro tra le bande partigiane di Cortiglione, Vinchio e Belveglio, e le parole di Laurana racconteranno la fuga di lei bambina con sua madre Rosetta durante il rastrellamento del 2 dicembre 1944: una bicicletta nel fango e nella neve, una bambina sul seggiolino, i colpi di mitragliatrice sempre più vicini, e una madre che canta una canzone leggera per non far sentire alla figlia il peso della guerra.

Lungo il cammino, all’area del Castel del Mago, le installazioni di Giancarlo Ferraris faranno da sfondo alla lettura de Le masche, il racconto delle masche bianche che vivono nei boschi con la voce come la membrana delle piante attraversate dal vento. E poi La Ru, la quercia secolare della Riserva, dove Il mare verde darà voce a Battistin della Sermassa, il contadino che non vende la sua vigna all’americano dai capelli rossi e dall’occhio furbo, perché quella terra è la sua vita e non si cede la vita per i soldi. E infine, il momento che a me, che di Daniele Dal Colle conosco la musica e la sensibilità, sembra quasi un sigillo necessario: alle 18, nel giardino della Cantina, i giovani attori dell’Arcoscenico porteranno in scena una performance sulla parola PACE, e Daniele Dal Colle insieme ad Annalisa Franco suonerà le Note di resistenza. La musica e la memoria che si intrecciano, come sempre dovrebbero fare. C’è anche, lungo il percorso, il racconto dell’incontro tra Lajolo e Pablo Picasso a Parigi nel 1949, al Congresso della pace. Picasso che prima traccia un mostro nerissimo sulla colomba abbozzata, furioso perché vede tornare l’orrore della guerra, e poi si volta e dice: “Mi sforzerò… sarà metà colomba e metà aquila.” E alla fine, prima della partenza di Lajolo verso Milano, arriva il disegno: la colomba con il ramo di ulivo, con la dedica “A Ulisse”. Quella colomba trema ancora tra le mani di chi la legge, come tremava tra le mani di Davide quella mattina.

Sabato 9 maggio, a Vinchio, quelle colline torneranno a parlare. I giovani allievi dell’Arcoscenico leggeranno le parole di un uomo che ha attraversato il Novecento con una vita che sembra già un romanzo: le guerre, la Resistenza, la direzione dell’Unità, l’amicizia con Pavese e Fenoglio, Picasso e Neruda, e sempre, sempre, il richiamo di quelle vigne, di quel mare verde della Sermassa. La passeggiata è gratuita e aperta a tutti. È possibile raggiungere il Bricco di Monte del Mare anche in auto o in bici. Per informazioni: 348 7336160, www.davidelajolo.it.
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Io sarò altrove, quel giorno. Ma una parte di me camminerà comunque su quelle colline, con il libro di Lajolo che Lupetto mi mise in mano cinquant’anni fa, e che non ho mai finito di leggere

