Merlo – Grigi, due promozioni insieme. Ma le strade si separano

Continua a leggere l'articolo dopo il banner

ALESSANDRIA  – “Avrei allenato i Grigi anche e fossero stati in Seconda Categoria. Che è il campionato in cui ho mosso i primi passi”. Alberto Merlo lo ha ripetuto spesso nei quasi venti mesi in cui ha guidato l’Us Alessandria Calcio, che, quando è stato chiamato, era ancora Forza e Coraggio.
Lo ha detto anche nelle ultime settimane, prima che la promozione in D fosse aritmetica, “è raro vedere un campionato vinto quando passa la Milano – Sanremo”. La sua squadra lo ha fatto, battendo, come tempistica, anche quella di Salvatore Iacolino nel salto dalla D alla C2.
Nessuna medaglia appuntata sul petto o mostrata per vanto. Piuttosto orgoglio, che è uno dei sentimenti più belli e legittimi, sacrosanto, quando si conquista un traguardo con la società che, per Merlo, e per gran parte di chi si è accomodato sulla panchina del Moccagatta da padrone di c asa, è sempre stata la perla preziosa, prima il desiderio, poi la certezza.
La D in cui i Grigi tornano due anni dopo la retrocessione dalla C, senza mai iscriversi, nella stagione del secondo fallimento ravvicinato, non vedrà il tecnico acquese al suo posto.
Nessuna ufficialità dal club, ma i segnali, già prima dell’ultima gara con la Cheraschese, erano stati abbastanza chiari. A questi si sono aggiunte le parole del presidente Antonio Barani, a margine della premiazione a Palazzo Comunale, in occasione del compleanno della città, con ingresso tra gli applausi di tutta l’aula consiliare gremita.
Già poche ore dopo il triplice fischio e la premiazione da parte della Figc, su alcune testate online era comparso un annuncio, “Esonerato” il titolo, sotto l’immagine di Merlo.
Espressione scorretta, ma cosa non si fa per un clic in più. Non c’è alcun esonero,  Merlo resta sotto contratto fino al 30 giugno, però le strade si separeranno, come, comunque, sabato sera era stato spiegato al tecnico.
Quali le ragioni della scelta il presidente le spiegherà in una conferenza stampa convocata nei prossimi giorni, in cui si parlerà di presente, di ciò che è stato, una stagione fantastica, e di ciò che verrà.
Adesso l’unica certezza è un ‘matrimonio’ che finisce e, nel calcio come nella vita, qualche scoria magari la lascerà.
In questi giorni Merlo ha incassato tanti attestati dai tifosi: ci sono suoi colleghi abili nell’allenare anche la piazza, ma lui ha capito bene che il popolo grigio si conquista certo con i risultati, ma anche con l’attaccamento alla maglia, con lo sforzo, in ogni allenamento, in ogni gara, di andare oltre i propri limiti.
Anche per questo sabato, al Moccagatta, prima è comparso uno striscione nella Nord, “Grazie mister”, che Merlo si è portato a casa, e poi la stessa scritta anche in tribuna, realizzata con palloncini.
Molti commenti sui social anche sotto articoli che hanno annunciato la separazione ormai certa. Commentando anche la tempistica, senza sapere che nessun annuncio al momento è stato fatto, tranne quanto detto dal presidente domenica, tutto rimandato a una conferenza stampa.
Oltre alle due promozioni di fila (per Merlo tre contando anche quella ottenuta a Fossano prima di arrivare ai Grigi) tanti ricordi, che vanno oltre i risultati, soprattutto “avere un gruppo di 25 giocatori che si vogliono bene”, perché per far funzionare una squadra i rapporti umani contano, spesso fanno la differenza e segnano il destino dei protagonisti.
A Merlo restano anche i grandi numeri dei suoi Grigi, i 78 gol in campionato, anche l’amarezza di Montecchio, “siamo arrivati a un passo da un altro capolavoro”, i legami con il suo staff, la consapevolezza che, per uno che è stato, come ha spesso sostenuto,  “mediocre come giocatore”, lo studio per allenare, e prendere il patentino Uefa A, sono certezze che rendono forti.
Come il tatuaggio dell’orso sul braccio dopo la vittoria del campionato 2024 – 2025.

Sesia favorito

Chi arriverà sulla panchina dell’Alessandria? Intanto un dato di cronaca: i due allenatori che hanno vinto l’Eccellenza piemontese, Merlo e l’ex grigio Roberto Cretaz a Borgosesia, non proseguiranno in D, e Cretaz è stato uno dei nomi accostati all’Alessandria.
Come anche quello di Pablo Gonzalez, che qui è stato attaccante, ma anche uno dei ‘protagonisti’ della mancata B e questo il popolo grigio ancora non lo ha digerito.
Buone chance ha avuto anche Matteo Pastorino, che gli appassionati ricordano giocatore anche alla Novese, esperienza nel vivaio Sampdoria e, quest’anno, fra gli artefici del campionato di vertice del Ligorna, a lungo impegnato nel testa a testa con il Vado.
Vado da cui dovrebbe arrivare il prescelto, Marco Sesia, allenatore subentrato, a stagione in corsa, a Giorgio Roselli, altro ex grigio, che era stato il suo mister  nella prima esperienza da calciatore di Sesia in grigio, nell’anno dell’alluvione.
Sesia era poi tornato in un altro campionato 2001 – 2002, 33 presenze, ma non in campo nella sciagurata gara di ritorno dei playoff con la Sangiovannese per arrivare alla sfida promozione, persa al Moccagatta 3-0. Sesia non la giocò perché con un serio problema al rene e lo staff medico di allora non lo aveva autorizzato a scendere in campo.
Molti indizi portano a lui, ma è difficile ipotizzare un annuncio in tempi brevissimi, perché dopo la conquista della C il Vado giocherà la poule scudetto con le vincenti degli altri otto gironi di D, che inizierà domenica 10, prima fase a triangolari, i liguri in trasferta a Treviso, dal risultato dipenderà se giocheranno il 13 o il 17.
Potrebbero essere queste le date in cui, se l’accordo sarà perfezionato, comunicare il suo ritorno nei Grigi. Prima è da escludere, anche se le percentuali di un terzio capitolo di Marco Sesia all’Alessandria sono, non solo da oggi, in sensibile  e netto aumento.
“Grazie Mister”
Comunque vadano le cose, anche il nostro giornale non può non ringraziare Mister Merlo per il grande lavoro svolto, per la professionalità dimostrata e per l’attaccamento dimostrato alla maglia grigia