Alessandria: AMAG e Iren, un rapporto sempre più stretto

Poche volte si è assistito, a livello nazionale, ad un teatrino delle parti come quello che si sta sviluppando nella nostra martoriata città e nel contado alessandrino con una ventina di Comuni in qualche modo coinvolti. Il motivo del contendere è la difficoltà a continuare con la gestione AMAG tradizionale, quella partita decine di anni fa con l’ambizione di essere una “azienda partecipata” autonoma, non privata, collegata al Comune capoluogo e capace di gestire uomini, risorse ed ottenere obiettivi. Bene. Abbiamo sguinzagliato fra vari uffici la nostra Guendalina Leucopora che, trionfalmente, accetta la sfida e – dopo poche ore di applicazione – ci telefona con un “eureka” praticamente urlato…. scoprendo l’entità del  deficit ufficializzato nel Bilancio del 2024 della municipalizzata.  Giustamente colpita, da buona reporter, Gwen parte di lì per scoprire molto altro. Per esempio la lettera di protesta dei lavoratori AMAG dai contenuti inoppugnabili, riassumibili nel “ve l’avevamo detto” “vi avevamo suggerito come uscirne”…ma evidentemente si è predicato nel deserto. Le strumentalizzazioni che ne sono seguite fanno parte del gioco politico e non vorremmo fermarci a quello. Oppure di come si è arrivati al coinvolgimento nel mondo incantato del Teleriscaldamento, per finire nelle reti Iren, quelle dalle maglie strettissime che sanno bene come pescare i cavedani di turno.  Quindi non ci fermiamo alla superficie oleosa della palude che – sinceramente – non ci interessa, ci piace di più, molto di più, capire cosa è successo davvero.

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Di questo ne avevamo già discusso in precedenza e fummo tra i pochissimi a predire il disastro che, inesorabilmente, si sarebbe avverato . La gestione Scagni, per parte nostra, fu illuminante e una figura come Giorgio  Bertolo ce la dovremmo ricordare a lungo, magari con più rispetto. Perchè le scelte di allora, di circa vent’anni fa, quelle che portarono la raccolta differenziata intorno al settanta per cento in città e sobborghi, furono scelte giuste, degne della massima attenzione… E non di sbrigative liquidazioni

Ma andiamo per ordine

…Allora, allora…la nostra Guendalina, oltre alla già nominata operazione di “alleggerimento” del patrimonio AMAG certificato nel Bilancio 2024 ci fa sapere alcune cose tutte da conoscere e da  mettere bene in relazione. Cominciamo con quanto ha raccolto in merito all’autorizzazione alla vendita della quota di partecipazione societaria – già AMAG s.p.a. – proposta dal responsabile (interno amministrativo, non politico) del Settore V “Partecipate, Politiche Ambientali e di Benessere della Persona, Patrimonio, Gestione ASM”. Snocciolando una serie di scritture pubbliche e private, di dati in parte conosciuti in parte meno, ci ricorda (sempre secondo le registrazioni della nostra Guendalina) che al 20 gennaio 2026  AMAG S.p.a. di Alessandria è proprietaria delle quote societarie di TELENERGIA S.r.l. di Alessandria per un valore nominale di 100.000,00 euro, pari attualmente al 2,70% del capitale sociale.

La nostra Mata Hari e’ sempre attenta a leggere e ad ascoltare e, quindi,  ci fa presente che TELENERGIA S.r.l. venne costituita il 22 dicembre 2016 a seguito dell’aggiudicazione della gara indetta dall’ Ente Comune di Alessandria ai sensi dell’allora vigente art. 153 del D. Lgs. n. 163/2006 (cfr. determinazione dirigenziale n. 1942 in data 12/08/2016) da parte di un’associazione temporanea d’imprese formata da AMAG S.p.a. ed EGEA Produzioni e Teleriscaldamento S.r.l. di Alba (CN) per la realizzazione di una rete di teleriscaldamento sul territorio comunale mediante contratto di concessione pluriennale.

Guendalina Leucopora a questo punto ci segnala che nel febbraio 2024 le cose non stavano andando bene per la Holding di Alba, con una dichiarazione di fallimento sul groppone e debiti per mezzo miliardo un po’ con tutti. Davvero un raro caso di risanamento industriale in Piemonte, quello che ne è seguito, avvenuto in pochissimo tempo e, secondo la nostra Guendalina, tutto da studiare.  Infatti la rinascita di Egea, azienda multiservizi, fondata nel 1924 ad Alba, travolta da un crac finanziario — con quattro manager a rischio processo per false comunicazioni sociali  – ha trovato nuova linfa grazie ad un team  di esperti e all’intervento fondamentale di Iren. E qui Guendalina si supera estorcendo al presidente Iren Luca del Fabbro  la seguente dichiarazione. Meditate bene le parole perché “de te fabula narratur” (cioè del futuro del servizio gas in Alessandria): “Sono partito da un dogma: non doveva esserci macelleria sociale: i 1.200 lavoratori andavano preservati, così come gli impegno con il settore pubblico e privato”.
La crisi di Egea è stata, a onor del vero, principalmente finanziaria. Il debito di oltre 800 milioni è stato prevalentemente causato dall’impennata dei prezzi energetici post Covid e dalla massiccia adesione al bonus 110%, che ha richiesto risorse finanziarie superiori alle capacità del gruppo. I passi successivi sono stati convincere la famiglia proprietaria ad aprire il capitale e cercare un partner industriale. Come è forse noto il gruppo, che era controllato dalla famiglia Carini, ha attraversato una complessa operazione di composizione negoziata della crisi,

Operazione che si è conclusa con una transazione ai fornitori con uno stralcio del 70% del debito maturato prima del 30 giugno 2023. Non male…eeh?
Iren, con l’ultimo aumento di capitale che gli consente di consolidare la sua posizione e lo sviluppo della rete di teleriscaldamento di Alessandria è oggi al 52,77% e può salire, entro il 31 dicembre 2029, a un’opzione sul 47%. E qui un altro colpo da maestro di Guendalina: “Dobbiamo tornare all’industria, all’Italia di Olivetti e Mattei — ha comunicato incautamente  Dal Fabbro alla nostra Gwen —. Ben venga la finanza, ma in questo Paese occorre puntare sull’industria, valorizzare il lavoro e investire in ciò che ha valore. Serve un approccio serio di ristrutturazione, come quello con cui abbiamo affrontato il caso Egea”. E la città di Alessandria ben conosce gli interventi di questa accoppiata Iren-Egea, con vie, viali, piazze etc. interessate dai lavori di estensione della rete metanifera del Teleriscaldamento. Sugli “allacci” e sui rapporti con i Condominii della città ci penserà qualcun altro, prima o poi…

Il “Teleriscaldamento” molto più di una presenza oscura…

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Dopo questa breve digressione albese con fasti grandiosi, crisi profonda e resurrezione “ireniana”  ritorniamo ai fatti di casa nostra partendo proprio dalla deliberazione del Consiglio comunale n. 33 del 22 marzo 2017 avente ad oggetto: “TELENERGIA S.r.l. – Approvazione costituzione NewCo e presa d’atto dello Statuto societario e dei Patti parasociali”. Perché tutto è cominciato allora, partendo da una realtà servita da una piccola rete di teleriscaldamento al quartiere Cristo. In allora l’Ente Comune approvò la costituzione del nuovo soggetto giuridico TELENERGIA S.r.l. con sede in Alessandria e partecipata al 10% da parte di AMAG S.p.a. Si trattava, come ricorda qualcuno, di una  Società che ha iniziato l’attività specifica e proseguito la realizzazione della rete di teleriscaldamento durante i successivi anni fino ad essere attualmente ancora in fase pienamente operativa (già…forse fin troppo). Ma non finisce qui…anzi siamo ancora alle premesse….e la nostra guendalina ci aiuta sventolandoci davanti  la lettera protocollata n. 88 ER del 04/02/2025, molto esplicita in materia. In essa  l’amministratore delegato pro tempore di AMAG S.p.a. comunicava al Comune la manifestazione d’interesse del Socio privato TLRNET S.r.l. (Gruppo EGEA) all’acquisto della partecipazione societaria in TELENERGIA S.r.l. di AMAG S.p.a. al valore nominale di 100.000,00 euro a cui è seguita una lettera di risposta , quella del 13 febbraio 2025 in cui il dirigente del “Settore V Partecipate, Politiche Ambientali e Benessere della Persona, Legalità e Trasparenza, Patrimonio” riscontrava la comunicazione dell’amministratore delegato prospettando la necessità, con riferimento al congruo valore di vendita, di procedere alla predisposizione, da parte del Consiglio d’amministrazione pro tempore della stessa AMAG S.p.a. una dettagliata ed approfondita valutazione di una serie di parametri.  Cioè in sostanza, si stava preparando il pacchetto da vendere…

Quali erano (e  sono ancora) i parametri di vendita?

Andando per ordine e dando piena fiducia all’elenco stilato dalla nostra “talpa” abbiamo:

. analisi storica del valore contabile della partecipazione e motivazioni delle eventuali variazioni più significative,

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  • analisi prospettica sulle opportunità future di aumento di valore della partecipazione alla luce degli investimenti programmati e del piano industriale del Socio privato di maggioranza relativi alla rete di teleriscaldamento di questo Ente,
  • eventuali ricadute sul gruppo AMAG della cessione (sotto il profilo patrimoniale, finanziario ed economico):
  • analisi degli eventuali rischi di responsabilità successivi alla cessione, con formulazione di disclosure reporting da sottoporre alla firma del Socio privato di maggioranza,
  • verifica dei requisiti di legittimità e di compliance aziendale anche rispetto ai Patti parasociali a suo tempo sottoscritti con il Socio privato di maggioranza,
  • attestazione finale sulla congruità dell’offerta. Quindi, in termini strettamente industriali e tecnici, una serie di garanzie sul futuro del servizio specifico e degli operatori.

Ma, colpo di scena, alla summenzionata richiesta di approfondita valutazione non è stato dato corso da parte degli Amministratori pro tempore di AMAG S.p.a. con la conseguenza di avere in data 29 aprile 2025, durante l’Assemblea dei Soci di TELENERGIA S.rL. l’approvazione all’unanimità del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2024 chiuso con una perdita d’esercizio pari a 1.386.684,00 euro. Quei quasi un milione e 400mila euro a cui si accennava in apertura.  Di conseguenza, sempre secondo la bella descrizione che ci viene fatta con tanto di sorriso smagliante dalla nostra Guendalina, la perdita d’esercizio 2024 determina una riduzione del patrimonio netto che alla data del 31 dicembre dello stesso anno risulta  pari a 1.183.333,00 euro rispetto al capitale sociale pari a 3.700.000,00 euro alla stessa data. Una situazione  evidentemente di sofferenza che determina una  significativa sottocapitalizzazione della Società partecipata oltretutto di difficile conciliazione con gli obiettivi del Piano di riequilibrio finanziario pluriennale approvato ai sensi dell’art. 243 bis del D. Lgs. 267/2000 e successive modificazioni ed integrazioni, molto chiaro nel ridurre i rischi diretti ed indiretti derivanti dall’esposizione dell’Ente Comune di Alessandria alla copertura di perdite d’esercizio derivanti dalla gestione dei Soggetti partecipati.

Dopo un pesante debito di bilancio non resta che vendere…

Pertanto, da uno dei documenti riportati dalla nostra Gwen, risulta che   “ai sensi dell’art. 32 del vigente Regolamento del Consiglio Comunale e con votazione unanime espressa nelle forme di Legge e resa in forma palese.

.Di ricomprendere con il presente atto la quota di partecipazione azionaria detenuta in proprietà da AMAG S.p.a. nella partecipata TELENERGIA S.r.l. di Alessandria nel Piano delle alienazioni e delle valorizzazioni delle immobilizzazioni finanziarie 2026 – 2028 e contestualmente integrare la nota di aggiornamento al Documento unico di programmazione 2026 – 2028 approvato con precedente deliberazione del Consiglio Comunale n. n. 173 in data 9 dicembre 2025 nel quale esso è inserito.

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.Di autorizzare, per le motivazioni in premessa indicate, AMAG S.p.a. alla cessione mediante vendita delle quote di partecipazione societaria in TELENERGIA S.r.l. di Alessandria (codice fiscale 03687610042) mediante procedura ad evidenza pubblica e nel rispetto di quanto stabilito dall’art. 7 dello Statuto societario in materia di diritto di prelazione.

.Di stabilire, in ordine al prezzo minimo di cessione delle quote, la necessità che l’Organo amministrativo di AMAG S.p.a. effettui una valutazione peritale che tenga conto almeno dei seguenti profili aziendali:

  1. analisi storica del valore contabile della partecipazione e motivazioni delle eventuali variazioni più significative,
  2. analisi prospettica sulle opportunità future di aumento di valore della partecipazione alla luce degli investimenti programmati e del piano industriale del Socio privato di maggioranza relativi alla rete di teleriscaldamento di questo Ente,
  3. eventuali ricadute sul gruppo AMAG della cessione (sotto il profilo patrimoniale, finanziario ed economico),
  4. analisi degli eventuali rischi di responsabilità successi alla cessione, con formulazione di disclosure reporting da sottoporre alla firma del Socio privato di maggioranza,
  5. verifica dei requisiti di legittimità e di compliance aziendale anche rispetto ai Patti parasociali a suo tempo sottoscritti con il Socio privato di maggioranza,
  6. attestazione finale sulla congruità dell’offerta g. divieto di cessione al prezzo inferiore al valore nominale di 100.000,00 euro corrispondente al prezzo originario d’acquisto.”

A questa procedura liquidatoria, che mette praticamente la parola “fine” ad un percorso quarantennale iniziato alla grande e via via disciolto nei rivoli della burocrazia e dell’amministrazione “di piccolo cabotaggio”, corrisponde la conferma dell’Assemblea del Consorzio di Bacino alessandrino che ha, tra l’altro, deliberato quanto segue… (e, visto che siete interessati agli originali, vi facciamo leggere la parte così come si presenta nella delibera recuperata dalla nostra Leucopora):

“L’ Assemblea del consorzio di Bacino alessandrino decide di dismettere definitivamente la propria partecipazione all’interno di AMAG Ambiente S.p.A. nel rispetto di quanto sancito dall’art. 6, D. Lgs. n. 201/2022; prevede di optare per l’affidamento del servizio in oggetto ricorrendo ad una società mista pubblico – privato, approvando conseguentemente l’apertura di AMAG Ambiente spa al capitale privato, mediante indizione di gara “a doppio oggetto”, ai sensi dell’art. 14, comma 1, del D. Lgs. n. 201/2022, letto in combinato disposto con il successivo art. 16, nonché con l’art. 17 del D. Lgs. n. 175/2016.”

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Il Comune di Alessandria, quindi, con propria deliberazione del Consiglio Comunale n. 32 del 26 marzo 2024, ha approvato gli indirizzi per la riorganizzazione della gestione dei rifiuti urbani della Città di Alessandria confermando, fra l’altro, la scelta operata dal Consorzio di bacino per la scelta del gestore con ricorso ad una società mista previa gara pubblica a doppio oggetto. In data 13 dicembre 2024, il Comune di Alessandria procedeva, con PEC prot. n. 113199, a mettere in mora Consorzio e AMAG Spa Capogruppo ad ultimare tutti gli atti prodromici e a bandire la gara entro e non oltre il 31/01/2025. I punti base del bando sono quelli, più o meno, indicati sopra.

Tra l’altro, secondo i dati in nostro possesso, l’elaborazione degli atti istruttori da parte dei Consulenti incaricati ha trovato notevoli difficoltà a trovare conclusione condivisa per l’emersione di una serie di criticità:  • estremo sbilanciamento a favore del socio privato, detentore della maggioranza delle quote, del potere di governance e della incidenza sulla gestione delle tariffe Tari con l’obiettivo di introdurre la tariffa puntuale e l’aumento sostanzioso della pressione tariffaria. A cui va aggiunto il pagamento da parte di AMAG Ambiente spa di un canone per gli investimenti assunti dal socio privato per tutta la durata dell’affidamento (15 anni) senza possibilità da parte di AMAG Ambiente di concorrere anch’essa alla possibilità di effettuare investimenti e collaborare a migliorare la gestione del servizio

Anche rispetto alle garanzie per i dipendenti non si è arrivati ad un chiarimento, se non dopo lunghe e complesse trattative…Infatti la gestione del personale in capo al socio privato, ma l’obbligo del mantenimento del contratto dei dipendenti in capo ad AMAG Ambiente Spa, come se il socio privato non entrasse appieno nella proprietà e nella responsabilità della società, non sembravano all’inizio “il massimo” anzi… A cui aggiungere il fatto che il  contratto di servizio programmato sulla base delle esigenze del socio privato senza tenere in considerazione le esigenze del Comune di Alessandria oltre che ad essere guiuridicamente discutibile …avrebbe portato danni ingenti su più piani.

In forza di questa situazione di stallo in data 06/06/2025, perveniva al Consorzio un nuovo sollecito di adempiere ai propri compiti dichiarati, azione di pressione operata da ANAC pima e poi,  in data 11/06/2025, dall’AGCOM;

Per questi motivi il Comune di Alessandria, avvalendosi di n. 1 studio di assistenza giuridica e di n. 1 società di assistenza economica individuati entrambe con gara del 15/10/2025, ha deciso di procedere a una revisione complessiva dei documenti prodotti dal Consorzio per adeguare gli elaborati alle mutate esigenze di interesse pubblico predisponendo la documentazione funzionale ad indire la procedura di affidamento c.d. “a doppio oggetto”, in conformità alle disposizioni di cui all’Articolo 17 del D. Lgs. 175/2016 e della regolazione ARERA in materia (cfr. in particolare la Delibera 27 dicembre 2024, 596/2024/R/rif recante “Definizione di uno schema tipo di bando di gara per l’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani”). Da notare la precisione nella definizione di termini, nel dettaglio delle date e nella competenza illustrativa degna di un avvocato di grido.  Davvero brava la nostra Guendalina Leucoparo. Ma i controllori non mollano e, così, l’Autorità ANAC con note del 14.11.2025 e del 13.01.2026 inviava ulteriori solleciti e richieste di delucidazioni sull’avanzamento della predisposizione degli atti di gara.

La decisione finale del Comune

Sempre dagli appunti di Gwen: “Ritenuto che: – gli atti e la progettazione del servizio da porre a base di gara, di per sé caratterizzati da elevata complessità tecnico-giuridica, hanno nel corso del tempo subito continui aggiornamenti ed affinamenti, anche in ragione delle indicazioni e delle nuove esigenze via via rappresentate dal Comune di Alessandria e dalle società in house del medesimo (AMAG Holding e AMAG Ambiente), attualmente coinvolte nella gestione del servizio sul territorio comunale;

– diventa, pertanto, improcrastinabile procedere con la massima celerità possibile la conclusione istruttoria degli atti e alla relativa indizione di gara, ancorché tale gara debba essere indetta dal Consorzio di Bacino Alessandrino tramite suo RUP;

– per tali motivi, nella riunione del 22 gennaio 2026, tenutasi presso l’ufficio del Segretario Generale del Comune di Alessandria, il Presidente e il Vice Presidente del Consorzio di Bacino Alessandrino e l’Assessore all’ambiente del comune di Alessandria, alla luce dei provvedimenti posti in essere dal Comune di Alessandria, si è concordato di conferire l’attività istruttoria relativa alla stesura di tutti gli atti di gara occorrenti per la indizione della gara a doppio oggetto al Comune di Alessandria, mediante la stipula di apposito Accordo”. 

Di qui la decisione  di approvare l’Accordo quadro per gli adempimenti relativi alla redazione degli atti di gara a doppio oggetto per n. 24 Comuni del sub bacino Alessandrino tra Consorzio di Bacino Alessandrino e Comune di Alessandria che si allega al presente atto quale parte sostanziale dello stesso . Come pure l’intenzione di dare mandato al competente dirigente responsabile di Settore di procedere agli atti conseguenti all’approvazione dell’Accordo stesso. E, come riferimento temporale,  siamo a fine gennaio di quest’anno…

La “gara a doppio oggetto”….cioè?

La gara a doppio oggetto per il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti ad Alessandria non è una scelta ideologica, ma una necessità concreta”. È quanto ribadiscono Amag Spa e Amag Ambiente, intervenendo nel dibattito politico e sindacale di inizio 2026. Specie dopo la diffusione di una raccolta firme tra i dipendenti contro l’ipotesi di apertura al capitale privato. In una nota, i due presidenti Stefano Franciolini e Paolo Borbon chiariscono innanzitutto che “non risulta un’adesione unanime dei lavoratori all’iniziativa. Né che tutte le sigle sindacali ne fossero a conoscenza. Al contrario, lo scorso 5 novembre, Amag Ambiente ha sottoscritto un protocollo d’intesa sulla clausola sociale insieme al Comune di Alessandria e al Consorzio di Bacino Alessandrino. Alla presenza delle principali organizzazioni sindacali. Un accordo definito di grande valore per la sicurezza e la continuità occupazionale e pienamente rispondente alle richieste dei sindacati”. Sul piano operativo, invece, si conferma che “la gara è in dirittura d’arrivo. Dopo mesi di lavoro tecnico e istituzionale con il Comune e il Consorzio di Bacino, il bando – definito particolarmente complesso – non verrà rimesso in discussione.

Al centro della scelta resta il nodo strutturale della raccolta differenziata. Guendalina, infatti, riceve questa comunicazione scritta che in parte pubblichiamo: “Alessandria, pur avendo recuperato circa 5 punti percentuali negli ultimi tre anni, sconta ancora un ritardo significativo rispetto agli obiettivi regionali. Un ritardo che comporta penali economiche e che pesa sull’intero Consorzio, nonostante le buone performance di molti Comuni soci. Per colmare questo gap, come deliberato dal Consiglio comunale, il sistema deve evolvere verso un porta a porta diffuso. Un modello già adottato nei principali capoluoghi piemontesi. Il caso di Novara, con percentuali di raccolta differenziata oltre il 70%, viene indicato come riferimento. La stessa Regione Piemonte – ricordano i presidenti delle due società – ha spinto sul porta a porta nel proprio piano di investimenti 2024-2025″.

In questa direzione si colloca anche l’avvio, dallo scorso luglio, della raccolta porta a porta nelle zone industriali, pensata per contrastare il fenomeno del “turismo dei rifiuti”. I primi risultati sono positivi, ma non sufficienti a raggiungere l’obiettivo minimo del 65% di differenziata.

Il punto centrale resta quello degli investimenti. “Per ridisegnare il sistema di raccolta servono risorse stimate in circa 10 milioni di euro. Somme che l’azionista pubblico non è oggi in grado di sostenere da solo. Da qui la necessità – definita «obbligata» – di aprire il capitale sociale a un partner privato, mantenendo però una governance pubblico-privata”.

Un passaggio ritenuto decisivo anche sul fronte dei costi per i cittadini. “Il peso maggiore della Tari deriva infatti dallo smaltimento in discarica. Senza un aumento significativo della differenziata, le tariffe non potranno diminuire. Anche alla luce degli obiettivi del Piano Regionale dei Rifiuti, che punta a un conferimento in discarica sotto il 3% entro il 2035. Economia, ambiente, occupazione e norme – conclude la nota – indicano una sola strada possibile. Una partnership pubblico-privata capace di garantire investimenti, migliorare il servizio, ridurre le penali e salvaguardare il lavoro. È l’unico modo per offrire ad Alessandria un sistema di gestione dei rifiuti più dignitoso, efficiente e sostenibile”. Guendalina non risponde, non interrompe…”piglia, incarta e porta a casa”…. Sul momento (e siamo ad aprile) nulla di preciso sull’esito della gara in oggetto… Attendiamo (forse “Attendiamo Godot”?). In sostanza…non siamo in grado o, ad essere più teneri, non è possibile fare da soli e allora “apriamo”. Devono però arrivare fondi, e in quantità cospicua, sennò saremo sempre qui a discutere del sesso degli angeli.   Tanto per cambiare…difficoltà organizzative aggravate dalle crisi internazionali in atto e il solito palleggiamento fra livelli diversi di responsabilità amministrativa fra centro e periferia… Un disco già sentito mille volte….Sarà possibile cambiare musica?

Pier Luigi Cavalchini