Giro d’Italia, De Luca: “La partenza è il momento più bello”. Il 13 aprile arriva Nibali

ALESSANDRI A – “Il momento più bello di una tappa del Giro è la partenza. Perché appassionati e tifosi si possono godere l’attesa, l’arrivo delle squadra, l’accoglienza dei corridori, tutto il villaggio con i van. All’arrivo quasi tutti corrono in hotel a riposare. Felice che Alessandria possa vivere questa opportunità”. A sottolinearlo è Andrea De Luca, vicedirettore di RaiSport, motore di Radiocorsa.
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Tocca a lui inaugurare una settimana in cui il rosa incomincia a invadere il capoluogo ed è una invasione di idee, di iniziative, di coinvolgimento diffuso. Motore il Comune, che vede avvicinarsi un traguardo inseguito da oltre due anni e raccoglie la certezza che la città, “ma tutta la piana alessandrina, il nostro territorio”, come sottolinea il sindaco Giorgio Abonante.

Il programma, che il Comitato di Tappa – la 13esima, esattamente come l’ultima volta, vent’anni fa – sta modellando raccogliendo le molte proposte, è ricco, presentato questa mattina alla stampa, con il debutto del Trofeo Senza Fine. “Averlo qui è l’inizio di una festa di comunità”, insiste il sindaco.
Arriva Nibali
Una festa che, in questa prima settimana di appuntamenti sarà “proprio come il Giro, a tappe, per toccare tutta la città”. Ancora domani, mercoledì, al piano nobile di Palazzo Rosso, dalle 8 alle 18. Giovedì 9 e venerdì 10 al Museo Borsalino, dalle 10 alle 19. Sabato 11 nel cortile interno di Palatium Vetus, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19.
Domenica 12 il trofeo che porta il nome di tutti i vincitori, “il primo nome è della squadra Atala” sarà al Museo AcdB, che ha nel nome una identità preziosa, Alessandria città delle biciclette: dalle 10 alle 12, dalle 16 alle 19.
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E poi, ancora, lunedì 13, per il saluto al simbolo del Giro, arriverà uno il cui nome compare sulla spirale di rame coperta d’oro, Vincenzo Nibali. Atteso per le 15.15, altro momento di emozioni forti.
Storia, cultura, sicurezza, spettacolo
E’ un programma ancora in divenire, ma già con molte tappe, soprattutto nella settimana che porterà al 22 maggio, il giorno della partenza della Alessandria – Verbania, poche ore dopo l’arrivo, a Novi, della 12 frazione, Novi – Inperia
Una settimana aperta, lunedì 18 alle 18, da un momento targato Us Alessandria Calcio, con la pedalata “Quando il grigio incontra il rosa”, organizzata dalla società del presidente Antonio Barani insieme a Panathlon, Azzurri d’Italia, Lions e molti partner.
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E poi la presentazione del libro su Alfonsina Strada, di Simona Baldelli, il 19, Mentre il 20 si parlerà di sicurezza con Marco Scarponi, il nuovo libro “Michele Scarponi, profondo come una salita”, per insistere sulla sicurezza, “le parole di Pogacar, nei giorni scorsi, sono indicazione fondamentale per qualsiasi amministratore di città e paesi”, aggiunge Abonante.
Il 21 l’incontro con Claudio Icardi, alessandrino, già volto e voce di Raisport, per l’ippica e per le Olimpiadi. Il 22 e 23 un programma denso con “Aperto per il Giro”, il format vincente di Ascom e Comune modellato per la corsa rosa. E il 24 Bicincittà, di Uisp e Fiab, con la partecipazione di Roberta Amadeo, campionessa mondiale di hamdbike e vicepresidente Aism.

Il calendario si svilupperà per settimane e mesi, per il marketing territoriale, impegnato il vicesindaco Giovanni Barosini, la mobilità sostenibile che è al centro di molti progetti dell’assessore Michelangelo Serra, la promozione turistica di una provincia che sta crescendo molto. E che ha un valore aggiunto: Massimo Rava, team leader di Shimano, uno dei primi a crederci e lavorare.
Nel ricordo di Rivera
Che tappa sarà la numero 13? Chi ha disegnato il Giro per Rcs ha assegnato tre stelle, “soprattutto per i due gran premi della montagna, nella parte finale, verso Verbania. E’ a metà esatta della corsa, inizialmente potrebbe essere più per velocisti: non credo una frazione in cui i leader si metteranno a tirare, ma il ciclismo di oggi – spiega De Luca – ci ha abituati a sorprese”.
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Sarà un Giro senza Pogacar, vincitore nel 2024, “ma non per questo meno bello. Anzi, quando c’è lui, il verdetto è spesso già scritto. Così diventa apertissimo”. Gli italiani? “Dico, soprattutto, Tommaso Pelizzari, che può puntare al podio”.
Il fascino del ciclismo e del Giro, che altri sport non hanno? “E’ la competizione di un paese intiero, con uno stadio che ogni giorno cambia e, dentro una tappa, ha tanti palcoscenico anche molto diversi. E’ lo sport che più di tutti si integra con la storia d’Italia e la racconta“.
E la storia di Andrea De Luca è anche un po’ alessandrina, “ho sempre tifato Milan, sono classe 1969, Gianni Rivera era il mio idolo. Collezionando le figurine Panini, ogni anno rileggevo il suo cammino nei Grigi, agli esordi, le sue presenze e suoi gol”.
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I Grigi in qualche modo sempre protagonisti, in quel legame indissolubile tra calcio e ciclismo, “che ci appartiene, tutti – insiste Roberto Livraghi, direttore di AcdB – e che questo evento eccezionale, il Giro in città, ci permette di riannodare”.

Di fare cultura, storia, sport e promozione, come è, anche, nel dna dell’assessorato allo sport. “Fra i vincitori di progetto per giovani che vogliono fare impresa c’è un ragazzo – racconta l’assessora Vittoria Oneto – che così ha aperto una ciclofficina al Cristo. A conferma che la bicicletta è parte essenziale di questa città”. Da quando Carlo Michel, dall’Expo di Parigi, nel 1867, portò il primo velocipede.
Perché certi amori fanno strani giri e poi ritornano. E il ciclismo è un amore infinito. Come il trofeo del Giro.
