Giornata della Salute, Coldiretti lancia appello: “Via i cibi ultra-formulati dalle scuole a tutela benessere nuove generazioni”

Alessandria – “Per tutelare la salute dei bambini occorre vietare l’uso dei cibi ultra-formulati nelle scuole, dalle mense ai distributori, evitando il consumo di alimenti poco sani, snack ed energy drink, che sempre più studi scientifici legano allo sviluppo di patologie croniche non trasmissibili.”
E’ l’appello lanciato dalla Coldiretti in occasione della Giornata della Salute che si celebra oggi, 7 aprile. Un momento di riflessione sulla necessità di tutelare in primis le nuove generazioni che, nonostante gli enormi passi avanti fatti dalla medicina, corrono il rischio di essere meno sani rispetto ai loro genitori proprio a causa di scelte alimentari errate. Gli snack dolci vengono consumati più di tre giorni a settimana dal 53% dei bambini, quelli salati dal 12%. Uno su 4 assume quotidianamente bevande zuccherate e gassate.
Questi dati della Fondazione Aletheia sottolineano come i principali fattori di rischio siano rappresentati da una dieta ipercalorica ricca di zuccheri e grassi saturi, un ridotto consumo di frutta e verdura, oltre ad elevata sedentarietà.
“Per contrastare una deriva pericolosa è nato il Manifesto per l’Educazione Alimentare nelle Scuole, elaborato da Coldiretti, che vede come punti fondanti la sostituzione nei distributori automatici scolastici degli ultra-formulati con prodotti sani, più cibo a km nelle mense dei bambini, una strategia nazionale contro l’obesità infantile, un patto con le famiglie e un solido programma di educazione alimentare nelle classi – ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco – un impegno che ha portato al patto sottoscritto con la Federazione Italiana Medici Pediatri per la tutela della salute dei bambini, in particolare nei primi mille giorni di vita, cruciali il loro sviluppo futuro. Inoltre, con l’Anci è stato stipulato un Protocollo con l’impegno ad aumentare nelle mense pubbliche e scolastiche l’utilizzo di prodotti Made in Italy, locali, stagionali, biologici e da filiere corte. In questa direzione sarà previsto il supporto ai Comuni nella definizione di capitolati e disciplinari che introducano criteri di qualità, trasparenza e origine nelle forniture”.
“Produrre cibo sano e sostenibile per tutelare la salute dei cittadini consumatori, a partire dalle fasce più giovani della popolazione, è inciso da sempre nel Dna degli agricoltori della Coldiretti, tanto che più di venticinque anni abbiamo sottoscritto un vero e proprio Patto col consumatore fondato sulla volontà di promuovere uno stile di impresa in armonia con la natura e con le leggi che la governano e difendere l’Italia dalle minacce alla sicurezza ambientale e alimentare – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Bianco – è da qui che muovono tutte le nostre battaglie, dalla trasparenza in etichetta all’affermazione del principio di reciprocità, fermando le importazioni di prodotti che non rispettano le nostre stesse regole. Non dimentichiamoci che continuiamo a importare grano al glifosato, una sostanza cancerogena che finisce nella nostra pasta e persino nel latte materno, e che le multinazionali hanno cercato per anni di far passare falsamente per innocua”.
Sul territorio alessandrino continua il percorso per formare consumatori consapevoli attuato in collaborazione con il progetto didattico di Coldiretti “ABC Alimentarsi Bene Conviene” che ha come partner la Fondazione Cassa di Risparmio, con l’obiettivo di far arrivare in modo sempre più incisivo il messaggio di cultura green e sana alimentazione. Un programma trasversale e flessibile che tiene conto delle diverse esigenze e aspettative dei singoli livelli nel linguaggio e nella declinazione dei contenuti e del materiale a supporto attraverso percorsi interdisciplinari sempre con l’idea di valorizzare il patrimonio e la biodiversità del territorio”.
Si tratta di un indirizzo che va incontro in primis alle richieste delle famiglie. Secondo l’ultimo Rapporto Censis/Coldiretti, l’86% ritiene che nelle mense collettive occorrerebbe utilizzare principalmente prodotti locali freschi e di stagione e una percentuale analoga (l’83%) condivide la scelta di vietare nelle mense scolastiche addirittura per legge i cibi cosiddetti ultra-formulati.
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