Sicurezza, Locci (FdI): “La sinistra usa gli strumenti del Governo e poi attacca il Governo. Meno ipocrisia, più controlli, tolleranza zero”

Alessandria – “Fa sorridere che la sinistra alessandrina provi a scaricare tutto sul Governo proprio mentre rivendica telecamere, Polizia Locale e ‘zone rosse’: cioè strumenti che dipendono in misura decisiva da norme, indirizzi e risorse nazionali. Nel comunicato diffuso oggi la maggioranza prova a fare propaganda dopo gli ultimi episodi davanti alla stazione e dopo la grave aggressione subita da una donna su un autobus, ma la verità è che quando la sinistra deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte o rispondere dei propri errori davanti ai cittadini, cerca sempre capri espiatori a Roma o a Torino per mascherare la propria inadeguatezza di governo.”
Lo dichiara Emanuele Locci, Presidente del Gruppo Consiliare di Fratelli d’Italia.
“La videosorveglianza tanto sbandierata dalla sinistra locale viene sostenuta anche da fondi del Viminale: nel novembre 2025 il Ministero dell’Interno ha stanziato 24,5 milioni di euro per i progetti di 336 Comuni e, in provincia di Alessandria, la Prefettura ha approvato 35 progetti di videosorveglianza, compreso quello del capoluogo. Allo stesso modo, le cosiddette ‘zone rosse’ non sono nate da un’improvvisa intuizione del centrosinistra, ma dalla direttiva voluta dal ministro Piantedosi per rafforzare la sicurezza urbana nelle aree più critiche, comprese stazioni e zone segnate da degrado e criminalità diffusa.
Il Governo Meloni, inoltre, ha continuato a rafforzare la presenza dello Stato sui territori: a gennaio 2026 il Viminale ha annunciato l’arrivo di 3.500 nuovi poliziotti. Questa è la differenza tra chi governa e chi fa soltanto propaganda: il Governo mette uomini, strumenti e risorse; la sinistra locale incassa i benefici e poi, per coprire i propri fallimenti, inscena lo scaricabarile.”
“Ad Alessandria, però, i cittadini giudicano i risultati concreti. E i numeri ufficiali del Comune raccontano una realtà che smentisce la propaganda della maggioranza: gli effettivi della Polizia Municipale sono passati soltanto da 74 a 76; i controlli sono diminuiti in modo significativo. Sono numeri che chiamano direttamente in causa questa amministrazione e che dimostrano come non bastino gli slogan per garantire sicurezza vera ai cittadini.
C’è poi una responsabilità politica e culturale che la sinistra non può continuare a nascondere. Per anni ha coltivato un approccio indulgente verso l’immigrazione irregolare, verso il degrado, verso il giustificazionismo sociale e verso modelli culturali incompatibili con il rispetto della donna, della legalità e dell’autorità dello Stato. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: ogni volta che avviene un episodio grave, anziché fare autocritica, la sinistra ha la coda di paglia e prova a spostare il bersaglio sul Governo. Ma la sicurezza non si difende con il buonismo ideologico: si difende applicando la legge con fermezza, svolgendo controlli capillari, radicando la presenza dello Stato, favorendo i rimpatri per chi non ha titolo a restare ed espellendo chi delinque.”
“E colpisce l’ipocrisia di una sinistra che oggi – prosegue Locci – dopo l’ennesima aggressione, si scaglia contro il Governo, ma in città continua a essere ambigua quando c’è da stare davvero dalla parte della legalità. Perché mentre si invocano più sicurezza e più tutela per le donne, il Comune assegna spazi pubblici a realtà che poi sottoscrivono note di solidarietà politica verso i 17 denunciati per resistenza e lesioni che hanno partecipato all’assalto alla stazione di Alessandria e hanno aggredito proprio quelle forze dell’ordine che rappresentano la prima linea di chi garantisce la nostra sicurezza. Questo è il problema della sinistra: durissima a parole quando conviene, indulgente nei fatti verso i propri mondi di riferimento.
Perfino in Europa, intanto, il vento sta cambiando. Il Parlamento europeo ha approvato l’avvio dei negoziati sul nuovo regolamento sui rimpatri, che prevede anche la possibilità di trasferimenti verso Paesi terzi sulla base di accordi, inclusi i cosiddetti hub di rimpatrio. A contestare l’avvio di questo percorso sono stati proprio i gruppi di sinistra. Ancora una volta, la sinistra si schiera contro strumenti più efficaci per gestire l’immigrazione illegale e accelerare i rimpatri, salvo poi lamentarsi delle conseguenze nei territori. È la conferma che la linea del Governo Meloni, compresa quella sui centri fuori dai confini dell’Unione per la gestione dei rimpatri, era ed è la linea giusta.”
“Lo stesso schema si è visto anche in Parlamento – conclude l’esponente di Fratelli d’Italia – mentre il Governo rafforza gli strumenti sulla sicurezza, Pd, M5S, Avs e Italia Viva hanno presentato una risoluzione comune contro i decreti sulla sicurezza. Prima osteggiano le misure di fermezza, poi nei territori cercano di usarne gli effetti per coprire le proprie mancanze.
La sinistra alessandrina oggi usa gli strumenti resi possibili dal Governo Meloni, ma continua ad attaccare il Governo per coprire le proprie insufficienze amministrative e la propria subalternità culturale al buonismo. Fratelli d’Italia sta dalla parte dei cittadini onesti, delle donne che hanno diritto a muoversi senza paura, dei lavoratori, dei pendolari, delle forze dell’ordine e di chi chiede una città ordinata, controllata e sicura”.
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