Il ritorno d’una antica tradizione: a Calamandrana torna il Canté j’euv – venerdì 27 marzo, la notte si riempie di voci e lanterne.

C’è un’ora della notte, nelle colline del Monferrato, in cui il buio non fa paura. È l’ora in cui si sentono le voci avvicinarsi per i vicoli, le lanterne disegnare ombre sui muri di pietra, i cestini di vimini oscillare al passo di chi canta. È l’ora del Canté j’euv — cantare le uova — e venerdì 27 marzo torna a Calamandrana per la terza edizione, nella piccola e silenziosa frazione Bruciati, sulla collina che guarda il borgo antico come una sentinella. Nessuno sa con precisione quando sia nata questa tradizione. Si sa che un tempo erano i giovani uomini a farla — di notte, di borgo in borgo, con la voce e l’audacia di chi non ha ancora paura del buio né delle finestre chiuse. Cantavano per raccogliere uova, pane, salumi, qualche moneta in vista della Pasquetta. Ma cantavano anche per altro: per sentire se dietro quelle persiane ci fosse uno sguardo curioso, una ragazza che ascoltava. Le colline hanno sempre saputo tenere i segreti.

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Il canto è stato ricostruito dai ricordi degli anziani del paese — memoria viva, stratificata come il suolo di queste vigne — e il gruppo ha provato con l’aiuto della chitarra di Valter Bosca. Il testo è quello che si conosce in tutto il Monferrato, in Langa e nel Roero: la buna séira portata di soglia in soglia, l’invito a donare «la galina rusa, bianca e neira», la gratitudine per chi apre, la bonaria maledizione per chi non apre — dando vita a un piccolo teatro di strada antico come la notte stessa. Quest’anno, però, c’è qualcosa di nuovo che fa ancora più meraviglia. Al gruppo dei cantori si uniranno stranieri che abitano sulle colline di Calamandrana e Nizza — arrivano da Nuova Zelanda, Canada, Germania, Svizzera, Messico — e per la prima volta si cimenteranno a cantare le uova in piemontese. Hanno dato vita al Coro di Luci, e quella notte la loro voce si mescolerà alle voci di chi su queste colline è nato. Come se il Monferrato avesse il potere di chiamare le anime da ogni latitudine e restituirle, alla fine, alla stessa radice antica. La musica sarà affidata al gruppo folk Balacanta: Efisio Ecca all’organetto, Franco Malberto alla ghironda, Valerio Franco a flauti e cornamuse. Suoni che vengono da lontano — dall’Occitania, dalle steppe, dai boschi — e che in queste valli hanno trovato casa da secoli. I danzatori astigiani del DLF accompagneranno il finale nella corte di casa Mighetto, dove la festa si scioglierà nella notte.

La maggior parte delle famiglie della borgata ha aperto le porte con entusiasmo: ad ogni sosta ci sarà un assaggio, un bicchier di vino, il calore di chi sa ricevere. Ma non mancherà chi fingerà di non sentire, chi terrà le finestre chiuse — e allora il canto diventerà sfida, la notte si farà teatro, e le voci si alzeranno più forti, come hanno sempre fatto.

Il giro della borgata sarà anche l’occasione per visitare la chiesa della Natività di Maria, aperta per l’occasione. Dentro custodisce un sacrario dei soldati caduti in Russia — giovani di queste stesse colline, portati lontano dalla storia — e vetrate straordinarie in vetro antico soffiato, legate in piombo, opera di padre Costantino Ruggeri, frate francescano e artista le cui opere si trovano al Santuario della Madonna del Divino Amore a Roma e nella chiesa di San Francesco a Yamaguchi, in Giappone. Di notte, con l’illuminazione accesa, quelle vetrate versano colore nell’oscurità come si versa il vino in un bicchiere. Sono preziosi anche i mosaici che ornano le pareti.

Per raggiungere la frazione Bruciati — a sinistra sulla strada che porta a Calamandrana Alta — occorre parcheggiare lungo il viale del cimitero. Dalle 19.30 alle 20 una navetta sarà a disposizione per il breve trasferimento alla piazzetta della chiesa. La manifestazione prenderà il via alle 20.15.

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Organizza l’associazione Le Colline della Cultura, con la Biblioteca Comunale e il contributo del Comune di Calamandrana.

Parcheggio: Viale del Cimitero, Calamandrana — Navetta dalle 19.30 — Inizio manifestazione ore 20.15