Scrivere di luce. Il Ponente Ligure chiama i suoi narratori: al via il concorso “Dino Taggiasco – Riflessi dal Ponente ligure” per racconti e saggi


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C’è una luce nel Ponente ligure che non assomiglia a nessun’altra. È una luce che filtra obliqua tra le case color pastello di Bordighera, che si posa come oro antico sulle terrazze di ulivi di Taggia, che rimbalza sul mare di Sanremo e ti entra negli occhi come una rivelazione. Non stupisce che questa striscia di terra stretta tra le Alpi e il Mediterraneo abbia sedotto nei secoli scrittori, artisti e intellettuali di ogni latitudine, lasciandoli incapaci di andarsene — o di dimenticarla. Claude Monet piantò qui il suo cavalletto per rincorrere quella luce che i pittori di tutto il mondo consideravano irripetibile. Friedrich Nietzsche camminava su questi sentieri mentre dentro di lui si formavano pensieri destinati a scuotere il mondo. Anton Čechov cercava in questa mitezza di clima un sollievo per il corpo, e trovava invece nutrimento per l’anima.

Ma sono gli scrittori, i narratori, i saggisti ad aver lasciato su questo territorio l’impronta più profonda e duratura. Italo Calvino, che il Ponente ligure accolse bambino, portò per tutta la vita dentro di sé quella capacità di vedere il reale con occhi insieme concreti e visionari — uno sguardo che sa di ulivi e di mare, di carrugi e di cielo aperto. E poi c’è Francesco Biamonti, forse il narratore che più di tutti ha saputo fare di questa terra una lingua. Nei suoi romanzi — Vento largo, Le parole la notte — il Ponente non è mai sfondo, non è mai cornice: è respiro, è luce che declina, è silenzio carico di significato. La sua prosa lenta e luminosa assomiglia a quei tramonti che incendiano le colline sopra Ventimiglia, quando il cielo e il mare sembrano fondersi in una sola cosa immobile e perfetta. Biamonti scriveva come si cammina su un sentiero stretto tra gli ulivi — con cura, con misura, senza sprecare un passo. E chi lo legge capisce che certe storie non possono nascere altrove. Possono nascere solo qui.

Ma il Ponente ligure non ha dato solo narratori. Ha generato anche saggisti di razza, uomini capaci di trasformare la ricerca storica e naturalistica in autentica avventura intellettuale. Nino Lamboglia, archeologo di Bordighera e fondatore dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, ha scavato in questa terra — letteralmente e metaforicamente — restituendole strati di storia che il tempo aveva sepolto. Giovanni Meriana ha percorso le valli e le colline del Ponente con lo sguardo del naturalista e la penna del narratore, lasciando opere che sono insieme scienza e poesia del paesaggio. Perché la grande saggistica, quando è davvero grande, assomiglia a un romanzo d’avventura — come insegnava C.W. Ceram, che con Civiltà sepolte dimostrò al mondo intero che il pensiero rigoroso e la narrazione appassionante non sono nemici, ma compagni di viaggio straordinari.

È da questa tradizione profonda, da questo dialogo antico tra i luoghi e la parola scritta, che nasce il concorso letterario nazionale “Dino Taggiasco – Riflessi dal Ponente Ligure”, giunto alla sua prima edizione. Il concorso porta il nome di un figlio autentico di questa terra: Dino Taggiasco, giornalista, storico e saggista della riviera di ponente, attivo nei primi decenni del Novecento. A volerlo con forza è stato suo nipote, l’Avv. Massimo Taggiasco, Direttore editoriale di Sisifo Edizioni — un atto d’amore verso la memoria del nonno, trasformato in opportunità culturale concreta per chi oggi scrive e sogna di essere letto.
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Il concorso è riservato a opere inedite in lingua italiana e si divide in due sezioni: Racconti e Saggi. I racconti potranno avere una lunghezza massima di 10.000 battute, i saggi dedicati alla Riviera di Ponente fino a 15.000. Non molto spazio, in apparenza. Ma chiunque scriva davvero sa che i limiti sono spesso la forma più alta di libertà: costringono a scegliere, a trovare la parola giusta, a non sprecare nulla. A valutare le opere sarà una giuria di scrittori, giornalisti e professionisti della cultura, presieduta dallo stesso Massimo Taggiasco e composta da Bruno Volpi, Riccardo Marchina, Simonetta Gorsegno, Pier Carlo Guglielmero, Fabio Messina e Doriana Valesini, in rappresentanza delle librerie indipendenti. I vincitori delle due sezioni otterranno la pubblicazione gratuita di una propria opera. Le opere più meritevoli confluiranno in un’antologia che sarà presentata alla prossima edizione del Bordighera Book Festival — una delle vetrine letterarie più vivaci della Liguria.

La scadenza per la presentazione delle opere è il 31 maggio 2026. La quota di partecipazione è di 10 euro.
Se sentite quella luce del Ponente dentro di voi — anche senza averla mai vista, anche solo attraverso le pagine di Biamonti o i silenzi di Lamboglia — forse è il momento di fermarla sulla carta. Questa terra ha sempre saputo ispirare chi sa ascoltarla. Adesso tocca a voi.
Il bando completo è disponibile su: https://www.concorsiletterari.net/bandi/concorso-letterario-dino-taggiasco-riflessi-dal-ponente-ligure-1-edizione/
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