Sciaudone sul tema carceri: “La priorità è diventata il lavoro dei detenuti e non il lavoro della Polizia Penitenziaria ?

Carceri di Alessandria tra 41-bis e aggressioni

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Ad Alessandria il carcere è tornato al centro del dibattito pubblico tra riorganizzazioni, regime speciale e tensioni interne.
La Casa Circondariale di Alessandria si prepara ad accogliere circa 150 detenuti sottoposti al regime 41-bis. Non è ancora chiaro quanto tempo ci vorrà, ma l’annuncio ha già acceso il confronto in città, diviso tra esigenze di sicurezza, impatto sul territorio e riflessioni sul modello penitenziario.
Il tema sarà al centro dell’incontro pubblico organizzato dal partito ORA! in programma il 26 febbraio alle 21 dove si esporrà l’attenzione sulle criticità del sistema penitenziario, con particolare attenzione sul sovraffollamento e la carenza di organico, ma anche delle condizioni strutturali spesso problematiche. L’arrivo dei detenuti in regime speciale riapre una discussione che tocca un equilibrio delicato: sicurezza, diritti e rieducazione.
Tra gli argomenti più sensibili c’è il futuro delle attività lavorative interne come la cooperativa “Idee in Fuga” presente nella struttura di San Michele. Con l’introduzione del 41-bis, queste esperienze potrebbero subire un ridimensionamento o addirittura interrompersi.
Il tema non riguarda solo l’organizzazione interna, ma l’idea stessa di carcere: luogo esclusivamente punitivo o spazio in cui tentare una ricostruzione personale.

Sicurezza e rispetto per gli agenti

Mentre il dibattito si concentra sul 41-bis e sui progetti trattamentali, un episodio recente riporta l’attenzione su un’altra priorità: la sicurezza del personale.
Nei giorni scorsi un agente della Polizia Penitenziaria è stato aggredito da un detenuto nel carcere alessandrino “don Soria”. Un fatto che riaccende una questione già sollevata mesi fa, anche in occasione della visita del sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove, quando si era discusso di carenza di organico e sovraffollamento nelle strutture della provincia, sottolineando l’azione del Governo Meloni per migliorare le condizioni di lavoro del personale penitenziario.
A intervenire su questo problema è Maurizio Sciaudone, consigliere comunale alessandrino di Fratelli d’Italia, che invita a non spostare lo sguardo: “Ancora una volta si sente parlare solo di 41 bis al carcere di San Michele, nessuno che spende una parola sul fatto dell’aggressione all’agente di Polizia Penitenziaria. Trovo che un gesto del genere debba essere messo in prima linea, anche e soprattutto per difendere coloro che svolgono tutti i giorni il servizio nelle carceri.”
In sostanza, la preoccupazione principale dovrebbe essere quella di tutelare al meglio il lavoro di Agente di Polizia Penitenziaria e l’evento di questa aggressione sarebbe da guardare non come una debolezza, ma come ottimo spunto da cui partire.
Sciaudone torna a riflettere anche sul progetto “Fuga di Sapori”: “Capisco il problema che il 41-bis porterebbe al progetto “Fuga di Sapori”, ossia quello di non avere più detenuti a cui far svolgere questi lavori dando loro la possibilità di correggersi, ma qui ci sono cose più importanti di cui parlare. Non trovo costruttivo il gesto di non aver speso una parola su questa aggressione. Questi eventi mettono in cattiva luce la città e preoccupano i cittadini.”
La domanda finale resta sospesa come un interrogativo collettivo: perché la sicurezza del personale penitenziario sembra scivolare in secondo piano ogni volta che il dibattito si accende sul 41-bis?
Tra carcere duro, reinserimento e tutela degli agenti, Alessandria si trova davanti a un passaggio complesso. Le mura di San Michele non dividono soltanto dentro e fuori, ma riflettono una discussione più ampia su quale equilibrio la città intende costruire la sua sicurezza.

M.M.