L’UPO eccellenza femminile nelle discipline scientifiche STEM

Alessandria – L’UPO presenta un’eccellenza femminile accademica superiore alla media nazionale, soprattutto nelle discipline scientifiche STEM, ma si scontra con un mercato del lavoro che replica i divari retributivi nazionali.
Il dato è emerso mercoledì scorso in una conferenza stampa che si è tenuta al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Modena e Reggio Emilia, dove è stato presentato il Rapporto di Genere 2026 del consorzio interuniversitario AlmaLaurea.
A fronte di uno scenario nazionale dove le studentesse, seppur più performanti in ambito accademico rispetto ai colleghi, incontrano ancora notevoli difficoltà nell’accesso alle materie scientifiche e al mondo del lavoro, l’Università del Piemonte Orientale mostra dati incoraggianti.
I numeri emersi dal Profilo dei Laureati UPO 2024 delineano, infatti, un Ateneo capace di superare divari nazionali in ambito accademico. Il dato più significativo riguarda, come detto, le discipline scientifiche (STEM), dove l’Ateneo si pone come eccezione positiva nazionale. Se in Italia la presenza femminile in quest’area è ferma al 41,1%, in UPO le donne rappresentano il 63,4% delle laureate e dei laureati STEM, superando nettamente la media del Paese.
Nel complesso, la popolazione laureata UPO è a forte trazione femminile (61,6%, un dato allineato e leggermente superiore a quello nazionale) e si distingue per la regolarità negli studi: il 64% delle studentesse termina nei tempi previsti il percorso universitario, confermando la tendenza nazionale (60,9%) che vede le donne laurearsi più velocemente.
Sul fronte occupazionale, restano le criticità riscontrate a livello nazionale relative all’ingresso nel mondo del lavoro e al pay gap. Se nelle lauree triennali le studentesse raggiungono una sostanziale parità nel tasso di occupazione con i colleghi uomini (rispettivamente il 64,8% e il 64,6%), per le magistrali a ciclo unico e biennali le variazioni negli esiti riflettono dinamiche socioculturali esterne all’Ateneo, che influenzano il mercato del lavoro locale, con un tasso occupazionale maschile che si attesta al 92,1%, contro l’84,9% femminile.
Approvato dagli organi di Ateneo a dicembre 2024, il Gender Equality Plan (GEP) 2025-2027 di Ateneo e il Rapporto di genere AlmaLaurea 2026 si relazionano come diagnosi e cura: i dati AlmaLaurea forniscono la base empirica e la fotografia delle disuguaglianze esistenti (sia a livello nazionale, sia locale), mentre il GEP definisce le azioni strategiche per correggere queste distorsioni, intervenendo su welfare e conciliazione, carriere, cultura e ricerca.
“Siamo particolarmente soddisfatti e orgogliosi dell’attrattività del nostro Ateneo nell’ambito delle discipline STEM – ha sottolineato il Rettore prof. Menico Rizzi – questo risultato non solo testimonia il crescente interesse nel nostro territorio per queste discipline, ma è anche una risposta concreta alla richiesta di azioni e programmi da parte del Ministero dell’Università e della Ricerca”.
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