Dove un piccolo borgo difende la sua luce: la rassegna teatrale 2026 del Teatro SMS di Bistagno.

Conosco bene queste colline, questi paesi, questi teatri che sembrano piccoli solo sulla carta. In questa zona ci sono venuto tante volte a teatro: ad Acqui, con le sue sere che profumano di terme e platee calde; a Monastero, dove il palcoscenico, in estate, è uscito fra le strade di quello splendido borgo, e così sembra sempre un po’ più vicino al cuore. È un territorio che ha fatto della cultura una forma di resistenza gentile, un modo di stare insieme, un modo di dirsi ancora vivi. Ma a Bistagno non ci sono mai stato, purtroppo. Invece proprio oggi, oggi, a Bistagno, quella stessa luce torna ad accendersi. Si, si inizia oggi pomeriggio, domenica 18 gennaio, ma non si apre soltanto un sipario: si accende un gesto di coraggio.In un tempo che sembra correre altrove, inseguendo rumori più grandi e distrazioni più facili, un piccolo borgo sceglie ancora il teatro. Lo difende, lo custodisce, lo rilancia. E questo, oggi, ha il sapore di un atto eroico, di quelli silenziosi, quotidiani, che non finiscono nei titoli dei giornali ma restano nella memoria di chi li vive. Il Teatro SMS, con le sue mura che hanno visto generazioni sedersi in platea, torna a respirare. Non è un edificio: è un cuore che batte piano, ma con ostinazione. È un luogo che non si arrende all’idea che la cultura sia un lusso o un passatempo. Qui, a Bistagno, la cultura è un modo di stare al mondo. È un filo che tiene insieme le persone, le storie, le sere d’inverno. È un gesto di fiducia nel futuro, anche quando il futuro sembra incerto.
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La rassegna teatrale 2026, organizzata dal Comune di Bistagno, CDMovie e Teatro SMS, si apre oggi pomeriggio, 18 gennaio, con A piedi nudi nel parco di Neil Simon, portato in scena dall’APS A Spasso Con… Una commedia brillante, sì, ma anche un piccolo specchio delle fragilità quotidiane: l’amore che inciampa, la convivenza che si assesta, la tenerezza che resiste. Un inizio lieve e malinconico, perfetto per ricordare che il teatro sa parlare anche delle cose semplici, e che proprio nelle cose semplici si nasconde spesso la verità più profonda. Il coraggio di chi non si arrende. Il coraggio di chi continua a credere nella cultura, senza se e senza ma. Direi che si tratta di un titolo che sembra quasi un augurio: iniziare l’anno teatrale camminando leggeri, con quella fragilità luminosa che appartiene alle storie semplici e vere. La commedia di Neil Simon arriva quindi a Bistagno con la freschezza di un sorriso che non nasconde le crepe, con la grazia di un amore che impara a stare al mondo. È un modo dolce e un po’ malinconico per riaprire il sipario: non con un clamore, ma con un gesto umano, quotidiano, riconoscibile. È come se il teatro dicesse: “Entrate. Qui c’è spazio per voi, per le vostre imperfezioni, per le vostre risate, per i vostri inciampi”. E in un piccolo borgo che crede ancora nella cultura, questo invito vale più di mille proclami. Ma è solo l’inizio.

Venerdì 30 gennaio – Messer Durante Alighieri, per gli amici “Dante”
Enzo Bensi e Clara Demarchi portano in scena un Dante ironico, umano, quasi confidenziale. Non una lectio, non una parodia: un incontro. Il poeta si fa vicino, racconta le sue passioni, le sue paure, le sue ossessioni. La parola diventa ponte, e il pubblico attraversa secoli di distanza con la naturalezza di chi entra in una stanza familiare.

Sabato 28 febbraio – Colpi di Timone – Omaggio a Gilberto Govi
La compagnia Sopra il Palco, diretta da Maurizio Silvestri, rende omaggio a uno dei grandi maestri del teatro dialettale genovese. Una commedia in tre atti che profuma di porto, di casa, di saggezza popolare. Un sorriso che nasce dal quotidiano, da quella comicità che non ha bisogno di effetti speciali perché vive nella lingua, nei gesti, nelle piccole verità che tutti riconosciamo.

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Venerdì 6 marzo – Odysseo – Il ritorno
Ancora Enzo Bensi, questa volta solo in scena, per raccontare il ritorno di Ulisse. Le musiche originali di Andreina Mexea accompagnano un monologo che è viaggio, naufragio, memoria. Il mito si fa specchio del nostro tempo: chi non si è sentito almeno una volta lontano da casa, o in cerca di un porto dove tornare? Il pubblico attraversa il mare insieme all’eroe, e scopre che ogni ritorno è anche un inizio.

Sabato 14 marzo – Testa di Medusa
La compagnia Tunes affronta Boris Vian con coraggio. Surreale, feroce, poetico: uno spettacolo che non cerca di piacere, ma di interrogare. Un teatro che osa, che rischia, che non si accontenta. È un invito a guardare dove di solito distogliamo lo sguardo, a riconoscere la bellezza anche nelle forme più spigolose.

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Venerdì 8 maggio – Ariv e Partense
La compagnia La Brenta chiude la rassegna con una commedia di Francesca Pettinati. Un affresco corale di partenze e ritorni, di incontri mancati e ritrovati. Il dialetto si intreccia con la nostalgia, e ogni personaggio porta con sé una valigia piena di storie. È un finale che profuma di casa, di ricordi, di quella dolcezza che accompagna ogni addio e ogni ritorno.

Ma quello che più mi commuove, in tutto ciò, è proprio il romanticismo delle piccole cose che resistono. Sì: c’è un romanticismo particolare nei piccoli teatri, che è quello delle sedie che scricchiolano, delle luci che si abbassano lentamente, del brusio che precede l’inizio. È un romanticismo fatto di dettagli, di gesti, di attese. E Bistagno, direi, lo incarna alla perfezione. Perché non serve una grande città per fare grande cultura. Serve una comunità che ci crede. Serve qualcuno che apre le porte, che accende le luci, che prepara la sala. Serve un pubblico che arriva anche quando piove, anche quando fa freddo, anche quando sarebbe più facile restare a casa. Serve la convinzione che il teatro sia ancora un luogo dove ci si può guardare negli occhi, dove il tempo rallenta, dove le storie diventano un bene comune. Un piccolo atto di eroismo quotidiano. E allora sì, c’è eroismo in tutto questo. Un eroismo discreto, senza clamori, senza proclami. L’eroismo di chi, in un piccolo borgo, decide che la cultura merita spazio, tempo, cura. L’eroismo di chi non si rassegna al silenzio. L’eroismo di chi continua a credere che una storia, detta bene, possa ancora illuminare una sera. Oggi pomeriggio, a Bistagno, non si inaugura solo una rassegna teatrale. Si rinnova una promessa. Che il teatro, anche qui, anche adesso, continui a essere un luogo dove il mondo si fa più grande.

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