Tra libri e memoria: le “Storie Alessandrine” che parlano al cuore della città

Questa è una storia di “Storie Alessandrine”. La storia di sedici anni di racconti che fanno vivere la città”…ovvero, una storia che, dal 2009, ha imbastito, nel cuore di Alessandria, una rassegna che intreccia libri, musica e memoria collettiva. Nel 2025 il traguardo delle 150 presentazioni. Sedici anni di parole che si fanno storia, di pagine che diventano incontri. “Storie Alessandrine” non è solo una rassegna: è un filo che lega autori, lettori e una città intera, dal cuore del Museo “C’era una volta” in piazza della Gambarina.
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Eh, sì: entrare nel Museo “C’era una volta” di Alessandria è come varcare la soglia di un tempo sospeso. Le sale raccontano il mondo contadino, con i suoi attrezzi, le sue storie, i suoi silenzi. È in questo scenario che prende vita “Storie Alessandrine”, la rassegna che da sedici anni intreccia libri e memoria, cultura e convivialità. Qui, tra oggetti che parlano di fatica e tradizione, si respira un’atmosfera raccolta ma accogliente, dove ogni incontro diventa un rito di condivisione. Il salone multimediale del museo, pur moderno, conserva il calore delle radici: il pubblico si siede tra voci e ricordi, pronto ad ascoltare storie che nascono dalle pagine e si fanno dialogo. Chiunque ci vada capisce che quella strana bolla di fuoriluogo, che è il Museo che tutti dicono “della Gambarina“, è semplicemente un luogo appartato, culturalmente lontano dai rumori e dal grigiore cittadino, un luogo che fa star bene di suo, qualsiasi cosa vi venga proposto. Ma tra le tante cose c’è, appunto, l’ormai classica e splendida rassegna di Storie Alessandrine.

In verità l’idea di queste presentazioni librerie è nata nel dicembre 2009, con il nome “Librinpista”, su iniziativa della Circoscrizione Europista, allora presieduta, appunto, dall’attuale coordinatore della rassegna, Mauro Remotti. Da allora, la manifestazione ha attraversato il tempo senza mai fermarsi. Dal 2019 porta il nome attuale, segno di una maturità conquistata e di una rete che oggi conta 11 associazioni culturali, unite dall’idea che la cultura sia un bene comune. Ma chi è Mauro Remotti? Forse potremmo definire Mauro Remotti come il narratore che dà voce alla città. Perché, semplicemente, dietro ogni grande rassegna c’è una voce che la racconta. Per “Storie Alessandrine”, quella voce è, appunto, Mauro Remotti. Non solo curatore, ma vero e proprio regista culturale, capace di trasformare ogni presentazione in un incontro vivo, dove il libro diventa dialogo e la storia prende forma.

Fin dal 2009, quando la rassegna muoveva i primi passi come “Librinpista”, Mauro Remotti è, in sostanza, il volto che accoglie autori e pubblico, intrecciando parole e emozioni. Nel salone multimediale del Museo “C’era una volta”, ci sono stato molte volte, come pubblico soprattutto, ma anche come presentatore di libri. Lui a volte conduce, a volte si limita ad una introduzione puntuale e attenta. Ma in ogni caso, la sua conduzione non è mai fredda: è racconto dentro il racconto, un vibrante invito a scoprire il senso profondo di ogni pagina. Nel 2025, con 27 presentazioni e il traguardo della 150ª tappa, Mauro Remotti ha guidato ancora una volta un percorso che ha attraversato narrativa, poesia, saggistica, storia locale. E lo ha fatto con la stessa passione di sempre, quella che spinge gli autori a tornare, certi di trovare un pubblico attento e un presentatore che sa ascoltare e valorizzare. Ed è un percorso che proseguirà nel 2026.

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Accanto a lui, la squadra di Albino Neri, artefice delle locandine, e le undici associazioni che sostengono la rassegna. Ma è la voce di Mauro a dare ritmo e calore, a trasformare un appuntamento culturale in un’esperienza che resta. “Storie Alessandrine” è anche questo: un uomo che crede nel potere delle storie, e una città che, grazie a lui, continua a raccontarsi.

Nel 2025 la rassegna ha celebrato 27 presentazioni, raggiungendo a ottobre la 150ª tappa di un viaggio che ha già sfiorato quota 160 incontri. Un percorso che ha esplorato ogni genere: narrativa, poesia, biografie, saggistica, storia locale, guide turistiche. Soltanto nel secondo semestre del 2025, la rassegna Storie alessandrine ha presentato, con molto piacere, le opere di Simonetta Gorsegno, Paolo Lenti, Enrico Sozzetti, Massimo Taggiasco, Giorgio Bona, Eugenio Castellotti, Roberto Gilardengo, Ludovica Martina, Pier Maria Stabile, Marco Candida e Sandro Buoro.

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Loro e, ovviamente, moltissimi altri, nel tempo ormai amplissimo della storia della manifestazione – impossibile citarli tutti – hanno portato le loro storie davanti a un pubblico fedele, attento, curioso. Ma non sono solo le parole a riempire la sala multimediale del Museo: la musica di Carlo Fortunato e degli allievi del Conservatorio di Alessandria, diretti da Elena Bakanova, ha spesso accompagnato le presentazioni, trasformando ogni incontro in un’esperienza sensoriale completa.

Sta come dietro le quinte di tutto quanto, la passione di Mauro Remotti, sorta di motore immoto e costante della manifestazione, che dà forma a un progetto che è ormai parte dell’identità culturale alessandrina. Si, perché “Storie Alessandrine” è anche un laboratorio di emozioni, un luogo dove il libro non è solo oggetto, ma ponte tra generazioni, memoria e futuro. Sedici anni dopo, la rassegna continua a scrivere la sua storia. E Alessandria, ogni volta, si scopre più ricca di racconti.

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Lasciate che vi porti, in conclusione, la mia breve testimonianza diretta di presentazioni all’interno di questa manifestazione. Dove ogni volta trovo e ritrovo una vibrazione umana di accoglienza e passione davvero encomiabili. E l’ho trovata sia quando ero spettatore attento, sia quando ero lì in veste di presentatore. Da dietro la scrivania, accanto a chi esponeva a nudo il suo romanzo o le sue poesie, si percepivano benissimo l’attenzione, la partecipazione, il senso di convivialità…di essere tutti lì, tanti o pochi che si fosse, per uno scopo di bellezza condivisa, per professare un incondizionato, costante ed indistruttibile amore per la cultura e la scrittura, quell’amore che vive potente nelle Storie Alessandrine di Mauro Remotti.

