Alessandria, l’assurda tesi del sindaco Abonante: intreccio tra 41 bis, logistica, criminalità organizzata e, ovviamente, Governo Meloni

Alessandria. “La presenza di circa 150 detenuti in regime di 41 bis, infatti, in un contesto territoriale segnato dall’espansione della logistica e da legami con la criminalità organizzata già accertati in sede giudiziaria, non può essere affrontata con superficialità. È un tema che chiama in causa lo Stato e il Governo centrale, chiamati a considerare con maggiore attenzione le condizioni di sicurezza di questa comunità.”.
E’ questo il testo letterale di una sconcertante affermazione che il sindaco di Alessandria Giorgio Abonante ha sostenuto in un post da poco pubblicato sulla sua pagina FB “Giorgio Abonante per Alessandria” in merito al possibile arrivo alla Casa di Reclusione di San Michele di un nutrito numero di detenuti in regime di massima sicurezza.
Il sindaco, quindi, mette in relazione l’espansione della logistica, che ha portato, positivamente, un incremento della popolazione cittadina di qualche migliaio di unità, con la criminalità organizzata, il tutto nell’indifferenza, anzi (sottinteso) con la complicità del Governo Meloni che ignorerebbe quindi le condizioni di sicurezza del nostro territorio.
Esistono sentenze passate in giudicato che supportino questa tesi? Ovviamente no. Forse qualche discussione da bar, davanti a un buon bicchiere di barbera.
Come sempre, il primo cittadino cerca vuoti pretesti per scaricare sul governo Meloni responsabilità che ricadono solo sul lassismo della sua amministrazione, rea di aver da sempre ignorato e sottovalutato le segnalazioni, le lamentele, le denunce degli alessandrini onesti che hanno tuttora paura di uscire nottetempo per le vie della città.
La colpa è sempre di qualcun altro.
Mandiamo i detenuti al 41 bis a Palermo, così risolveremo in un colpo solo i problemi della criminalità sia ad Alessandria che nel capoluogo siciliano. #davverovostra
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