Casale: identificati i responsabili dello sversamento di rifiuti speciali in Piazza Cesare Battisti

Casale Monferrato – E’ giunta al termine un’indagine relativa a un caso di conferimento irregolare di rifiuti all’interno dell’isola ecologica di Piazza Cesare Battisti, zona centro a Casale, risalente al tardo pomeriggio del 20 novembre scorso, che ha portato alla denuncia di due persone. La vicenda è emersa a seguito di una segnalazione ricevuta il giorno successivo, grazie alla quale il Comando di Polizia Locale si è immediatamente attivato.
Gli accertamenti hanno permesso di verificare che all’interno di una campana dell’isola ecologica era stato gettato un ingente quantitativo di rifiuti provenienti da una demolizione edilizia.
L’attività investigativa ha consentito di ricostruire l’intera filiera dei responsabili: una cittadina cinese di 40 anni residente a Casale, che, nell’ambito di lavori di ristrutturazione edilizia risultati privi di titoli autorizzativi, aveva affidato illegalmente lo smaltimento degli inerti a un cittadino ecuadoriano di 61 anni, anch’egli residente in città.
L’uomo, privo di qualsiasi autorizzazione per la gestione di rifiuti speciali, ha conferito circa 30 sacchi di materiali da demolizione all’interno dell’isola ecologica.
Gli inerti, terminata la classificazione, sono stati gestiti dalla Cosmo e smaltiti presso il centro ingombranti di Via Grandi e l’autocarro utilizzato per il trasporto è stato sequestrato.
Entrambi i responsabili sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Vercelli per gestione e smaltimento illecito di rifiuti speciali; la cittadina cinese è inoltre oggetto di ulteriori procedimenti per l’irregolarità dei lavori edilizi.
L’attività rientra nel più ampio impegno dell’Amministrazione nel contrasto agli abbandoni di rifiuti. Nel corso dell’anno, grazie anche al lavoro del personale ispettivo di Cosmo, sono state accertate 186 violazioni in materia ambientale, di cui due di natura penale.
Gli errati conferimenti o il deposito fuori dai contenitori prevedono sanzioni fino a 3.000 euro.

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