La distanza che unisce: la splendida mostra fotografica di Roberto Pinetti a Calamandrana

Il pomeriggio di ieri, tra le mura della Biblioteca comunale di Calamandrana, un tempo stazione ferroviaria, si è aperta una finestra di immagini e silenzi. Roberto Pinetti, fotografo di Nizza Monferrato, ha inaugurato la sua personale “Distanze: persone, spazi, luoghi”, un percorso di circa trenta scatti che raccontano la solitudine e la bellezza nascosta nei luoghi quotidiani. Il pubblico, raccolto tra scaffali di libri e memorie di binari ormai muti, ha potuto immergersi in fotografie che non cercano la perfezione estetica, ma piuttosto l’inquietudine e la verità di ciò che resta ai margini. Una delle immagini simbolo, i binari deserti accanto all’ex distilleria Bocchino, diventa metafora del tempo che passa e della distanza che separa, ma anche della possibilità di ritrovarsi.

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Tutto è iniziato con l’accorata introduzione di Enrica Cerrato, giornalista (ma dice di essere in pensione) de La Stampa, infaticabile organizzatrice, con l’aiuto della Sindaca Pinuccia Lovisolo e della sua giunta comunale, di molteplici attività culturali a Calamandrana. Perchè dietro questa iniziativa ci sono la passione e l’impegno di Enrica Cerrato, vera e propria anima culturale di Calamandrana e fondatrice dell’associazione Le colline della cultura. È lei che ha lavorato per portare non solo libri e le loro presentazioni, ma anche l’arte dentro la biblioteca, trasformando un luogo di passaggio e memoria in uno spazio vivo di incontro. Enrica Cerrato, che ho l’onore di ritenere un’amica, è da tempo impegnata nell’organizzazione di eventi artistici e letterari, e ha saputo tessere relazioni e dare continuità a un progetto che mette al centro la comunità e la sua voglia di cultura.

Così, tra i binari deserti immortalati da Roberto Pinetti e le pareti della biblioteca, si è creata una suggestione potente: la distanza come condizione che separa, ma anche come occasione di riflessione e di connessione. Ieri pomeriggio c’erano in Biblioteca un sacco di persone, che hanno colpito Enrica e anche Pinuccia, la Sindaca, per la partecipazione, per l’attenzione, per il fatto di essere visi sconosciuti. Davvero è stato stupendo vedere una partecipazione così numerosa e attenta, mentre lui, l’artista (che quando l’ho chiamato così si è schermito, ma tant’è: quello è!), spiegava, con veemenza e passione, le sue opere a chiunque glielo chiedesse. Pinetti ha 55 anni, vive a Nizza Monferrato e lavora nel settore vinicolo, ma coltiva la fotografia come passione profonda. La sua ricerca visiva si concentra su luoghi di passaggio e spazi abbandonati, trasformandoli in metafore di tempo e memoria. Infatti è azzeccatissima la scelta della biblioteca di Calamandrana come spazio espositivo, che è ospitata nell’ex stazione ferroviaria, perchè rafforza il dialogo tra arte e territorio: un luogo che da simbolo di transito diventa spazio culturale.

La mostra resterà aperta fino al 20 dicembre, offrendo ai visitatori la possibilità di scoprire come l’arte possa nascere dai luoghi più semplici e diventare voce collettiva grazie all’impegno di chi, come Enrica Cerrato, crede nel valore della cultura condivisa. Pinetti, che nella vita lavora nel mondo del vino, ha scelto di raccontare con l’obiettivo ciò che spesso sfugge allo sguardo: volti che si perdono, spazi che si svuotano, luoghi che resistono. La sua mostra trasforma la biblioteca in un crocevia di emozioni, dove il passato ferroviario si intreccia con la contemporaneità dell’arte.

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Camminando fra le opere esposte, mi sono reso conto che Pinetti è un autore che non fotografa per abbellire, ma per svelare ciò che resta nascosto: binari deserti, volti sfuggenti, paesaggi marginali. La sua visione artistica è un invito a guardare oltre l’apparenza e a interrogarsi sul senso della distanza, che diventa non solo separazione ma anche occasione di introspezione. Abbiamo parlato un poco, anche se più di un’intervista è stata una piacevole conversazione, in merito alla sua visione esistenzialista, all’influenza della visione della Beat Generation, delle solitudini di Hopper, del fascino dei non luoghi, che, grazie alla vera e propria possessione che l’occhio del fotografo ne fa, grazie al proprio scatto, diventano luoghi di senso, di riflessione, di malinconia. Vi invito ad osservare questo bellissimo b/n che ho ribattezzato L’uomo e il mare, dove ciò che apparentemente è quasi nulla diventa profonda riflessione sulla vita e sulla solitudine.

Aggiungo soltanto che, ieri pomeriggio, l’atmosfera che si respirava era di bella e calda convivialità, fra buoni vini, parole e sorrisi, e la voglia di vivere tutti insieme una promenade pomeridiana fra le foto in esposizione di un artista di vaglia, ma anche molto simpatico, come Roberto Pinetti.  Ricordo in conclusione che la mostra “Distanze: persone, spazi, luoghi” di Roberto Pinetti, organizzata appunto da Enrica Cerrato e dall’associazione Le colline della cultura, resterà aperta fino a sabato 20 dicembre presso la Biblioteca comunale di Calamandrana (ex stazione ferroviaria). L’ingresso è libero e gli orari di visita seguono quelli della biblioteca: dal martedì al sabato, dalle 15.00 alle 18.00. Un’occasione per scoprire come l’arte possa nascere dai luoghi più semplici e diventare voce collettiva, grazie all’impegno di chi crede nel valore della cultura condivisa.

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