Il capitolo BNI NIKE fa squadra contro la violenza sulle donne: Professioniste di stile in passerella per sostenere me.dea

Le luci si abbassano, la sala trattiene il respiro. Poi la musica si accende e, come in un rito antico, le donne entrano una ad una. Non indossano più le divise del loro mestiere: la toga, il tailleur, la giacca da lavoro. Hanno scelto abiti di festa, tessuti che raccontano leggerezza e sogni. Perché quella sera non sono soltanto professioniste: sono dee di stile, unite per dare voce a chi lotta contro la violenza. Il capitolo femminile BNI NIKE ha trasformato un pomeriggio in un inno alla solidarietà. Una sfilata che non è moda fine a sé stessa, ma gesto di cura, di vicinanza, di speranza. “È bello portare allegria a sostegno di un tema tanto grave”, ha detto con emozione Sarah Sclauzero, presidente di me.dea. Le sue parole hanno attraversato la sala come un filo invisibile, legando pubblico e protagoniste in un unico abbraccio.
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L’idea che diventa poesia
Tutto nasce da un’intuizione di Cinzia Casavecchia, titolare della boutique CR,, in Corso Roma ad Alessandria: trasformare colleghe e amiche in modelle per un giorno. Non per vanità, ma per raccontare che il lavoro delle donne è forza e bellezza, è libertà e riscatto. Così parrucchiere, estetiste, fotografe, creatrici di contenuti digitali e produttrici di vino e altre categorie del mondo del lavoro – hanno accettato la sfida. È nato “Professioniste di stile: come ti vesto il lavoro”, un titolo che sembra già una poesia. Gli abiti scelti non sono semplici vestiti: diventano specchi di personalità, raccontano storie silenziose, regalano sorrisi. La proposta di Cinzia è piaciuta alla parrucchiera Katiuscia Oliveri, all’estetista Rosy Oliveri, alla fotografa Erica Spigariol, alle creatrici di comunicazione social Giulia Paciotti e Valentina Nisticò, alla produttrice di vino, Ilenia Privitera, alla commercialista Simona Racerro, a Riccarda Rolandi, contitolare della più antica concessionaria d’auto in Italia, nonché alle le precedenti presidenti del capitolo, Arianna Masini contitolare di Maggiordomus, impresa di servizi che risolve tutti i piccoli e grandi problemi di casa e dell’azienda – e Nicole Saya, geometra. Tutte loro hanno sfilato insieme alle avvocate Enrica Anerdi e Laura Mazzolini, all’ingegnera Irene Fossati.

Una passerella che commuove
E poi, tra le modelle, appare Silvana. Un nome che profuma di storia. Ex fotomodella milanese, musa di Gucci, volto assai noto delle pagine di Grazia. Oggi ospite della casa di riposo di Solero, dove continua a distinguersi per il suo stile impeccabile e la grande attenzione alla cura di sé: rimanendo un esempio di grazia, personalità e amore per la bellezza ha accettato l’invito a tornare sotto i riflettori. Il suo passo è lento ma sicuro, il suo sguardo ancora fiero. In quell’istante il tempo si ferma: la giovinezza e il presente si fondono, e la sala esplode in applausi. È il trionfo della grazia che non conosce età. Silvana è stata invitata dalla direttrice della casa di riposo, Maria Grazia Caligaris, anche lei “dea” del Nike ad unirsi al gruppo di modelle per un pomeriggio, regalandole un’esperienza che mai avrebbe pensato di riprovare dopo tanti anni, tra musica, flash e applausi a profusione.

Oltre il business, verso l’anima
Dietro la sfilata c’è lo spirito di BNI, la più grande rete mondiale di networking. Ma qui il business si intreccia con l’anima. Il capitolo NIKE, fondato da Nadia Biancato, è unico: tutto al femminile, con incontri a pranzo e un modello sostenibile che alterna presenza e remoto. Il motto “givers gain” – chi dà, riceve – diventa carne e sangue: un dono che si moltiplica, un gesto che diventa speranza. E così, tra flash e sorrisi, Alessandria ha vissuto un pomeriggio che non è stato solo moda. È stato racconto, rito, poesia. Un evento davvero riuscito, grazie soprattutto allo spirito di squadra di professioniste e imprenditrici che hanno scelto di unirsi per far crescere le loro attività grazie al collaudato modello di business referenziale di BNI ( da quarant’anni la più grande organizzazione mondiale di networking professionale) che dimostra, una volta di più che i suoi benefici vanno ben oltre il business. È stato il segno che quando le donne fanno squadra, la bellezza diventa coraggio, e la passerella si trasforma in un ponte verso la libertà.

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