La stazione che è diventata biblioteca ora diventa galleria: a Calamandrana la mostra fotografica di Roberto Pinetti

La stazione diventa galleria: a Calamandrana la mostra fotografica di Roberto Pinetti: dal 6 al 20 dicembre la Biblioteca ospita “Distanze: persone, spazi, luoghi”, un viaggio tra immagini e suggestioni.
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Sono molto invidioso della Stazione di Calamandrana. Uno dei paesi della Valle del Belbo che frequento da sempre, e che da sempre amo. Perché la stazione ferroviaria di Oviglio, il paese dove vivo e dove sono nato, che era attiva dal 1864 sulla linea Alessandria–Cavallermaggiore, è oggi inutilizzata…lo è dal 2012, dopo la sospensione del traffico ferroviario sulla tratta. Quel luogo che ha utilizzato la mia mamma per anni per andare in Alessandria al lavoro, e poi io, non tantissimo, ma sempre con un senso di bellezza e di appartenenza, oggi appare abbandonato, degradato, in lento e quotidiano disfacimento. I binari sono invasi dalle erbacce, le pareti scrostate, le finestre sbarrate. Nessun progetto di recupero è stato avviato, e il luogo rischia di diventare una maceria urbana, simbolo di una periferia dimenticata. La stazione di Oviglio è il ritratto di un’Italia minore che ha perso il treno — non solo quello fisico, ma anche quello della valorizzazione del patrimonio locale. Eppure, il fascino malinconico del luogo resta intatto: la nebbia che avvolge i binari, il silenzio che racconta storie, il potenziale che giace sotto la polvere.


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A pochi chilometri di distanza, Calamandrana ha scelto un’altra strada. La sua stazione, attiva dal 1865 e anch’essa dismessa, è stata completamente ristrutturata e oggi ospita la Biblioteca comunale: un luogo di cultura, incontri e mostre. Il fabbricato, restaurato con cura, conserva l’architettura originaria ma è stato dotato di connessione internet, spazi di lettura e una programmazione culturale vivace. Dal 6 dicembre ospiterà la mostra fotografica di Roberto Pinetti, trasformando i vecchi binari in tracce di memoria e visione artistica. La stazione di Calamandrana è diventata un presidio culturale, un esempio virtuoso di riuso intelligente del patrimonio ferroviario. Dove un tempo si aspettava un treno, oggi si legge, si studia, si espone.
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Il confronto tra Oviglio e Calamandrana è emblematico: Oviglio rappresenta il rischio dell’abbandono, della perdita di identità. Calamandrana dimostra che anche i luoghi minori possono rinascere, se c’è volontà, visione e amore per il territorio.

E ora? Ora la nebbia di dicembre avvolgerà Calamandrana con un’atmosfera speciale: quella dei binari e delle memorie che diventano arte. Nella Biblioteca comunale, ospitata appunto, con gioia e criterio, nell’ex stazione ferroviaria, sabato 6 dicembre alle 17.30 sarà inaugurata la personale di fotografia di Roberto Pinetti, intitolata “Distanze: persone, spazi, luoghi”. Pinetti, 55 anni, nicese, responsabile di vendita alle cantine Bosca e fotografo per passione, ha costruito la mostra a partire da uno scatto emblematico: i binari desolati accanto alla stazione, con sullo sfondo l’ex distilleria Bocchino. Un’immagine che parla di tempo e di spazio, di assenze e di memorie, e che ha colpito l’associazione Le colline della cultura, promotrice dell’iniziativa insieme alla Biblioteca e con il supporto del Comune.

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Da quell’istantanea è nato un percorso più ampio, che esplora la solitudine, l’incomunicabilità, ma anche la bellezza dei cieli e dei paesaggi. Una trentina di fotografie, scattate con una Nikon, compongono un mosaico di storie visive che richiamano la letteratura americana e il cinema noir, con un gusto per l’inquietudine e per la bellezza non convenzionale. “Ho avuto la fortuna di viaggiare molto e di posare lo sguardo su luoghi infinitamente diversi fra loro,” racconta Pinetti. “Il mio modo di fotografare cerca di cogliere i vuoti, le mancanze, gli aspetti distonici della realtà, ma anche la poesia che si nasconde nei cieli e nella natura.”

La mostra, che verrà inaugurata sabato 6 dicembre alle 17,30, sarà visitabile fino al 20 dicembre nei seguenti orari: martedì 15-18; mercoledì 9-11; giovedì 15-18; sabato 9-11 e 16.30-19.30. Un’occasione per scoprire come la vecchia stazione ferroviaria di Calamandrana si sia trasformata in un luogo di cultura e di visioni.
