Per le donne vittime di violenza e i loro figli: progetto dei Lions di Alessandria in collaborazione con me.dea.

Alessandria – I nove club Lions di Alessandria (Alessandria Host, Leo Club, Alessandria Marengo, Bosco Marengo Santa Croce, Bosco Marengo La Fraschetta, Alessandria Emergency e Rescue, Alessandria Cittadella, Alessandria Valmadonna Valle delle Grazie, Bosco Marengo Ecolife) affiancati dal Lions Club Gavi e Colline del Gavi e con il supporto del team NewVoices Lion, offrono alle persone che si rivolgono al Centro Antiviolenza Me.Dea due cicli di cure di supporto psico-educativo della durata di un anno ciascuno.
L’iniziativa sarà presentata  nella sala del Consiglio Comunale di Alessandria sabato 6 dicembre alla presenza del Sindaco Giorgio Abonante: “I Lions a supporto dei bisogni del territorio” con interventi di Erica Raiteri, presidente zona A III Circoscrizione, Donatella Gennaro, presidente Club Gavi e Colline del Gavi e Marzia Maso, coordinatrice distrettuale NewVoices, a cui farà seguito il “Progetto di sostegno e supporto psico-educativo e pet-therapy agli ospiti delle case rifugio” con interventi di Carlotta Sartorio, vicepresidente Aps me.dea. e Francesca Tinelli, psicoterapeuta e socia Lions, mentre le conclusioni saranno affidate a Gaia Mainieri, governatore Distretto Lions Ia2.
A usufruire di questo percorso psicologico ed educativo sono nuclei familiari, madre e figli, accolti nei servizi di ospitalità gestiti da me.dea in due case rifugio che contano tredici posti letto e tre alloggi di semi-autonomia, che aggiungono ulteriori sette posti letto. Con questo progetto s’intende avviare percorsi di sostegno alla genitorialità rivolti alle mamme ospitate nelle case, con la presenza di una psicoterapeuta per condurre il gruppo di donne attraverso percorsi di condivisione, riflessione e analisi, offrendo così uno spazio contenitivo e rielaborativo in grado di aiutarle a individuare nuove strategie di relazione con i propri figli.
Le statistiche recano dati allarmanti: in Italia, una donna su tre subisce violenza almeno una volta nella vita e la violenza più diffusa, al contrario di quanto si potrebbe supporre, è quella che avviene all’interno delle mura domestiche quindi in ambito familiare. Vivere l’esperienza di violenza è fonte di gravi conseguenze anche sui minori e queste terapie possono favorire il benessere e interrompere la catena della trasmissione intergenerazionale della violenza domestica. Ai più giovani vengono riservati percorsi laboratoriali utilizzando la Pet therapy, considerata un’ottima risorsa: gli animali, infatti, non risultano essere solo un tramite metaforico che permette l’abbassamento dei livelli di arousal, la misurazione del grado di eccitazione o attivazione fisiologica e psicologica, e la creazione di un legame terapeutico, ma i cuccioli diventano parte attiva nella narrazione del trauma, alleviando la tensione e l’ansia associate al trauma. Grazie alla “comunicazione non verbale”, i piccoli ospiti possono vivere appieno quelle emozioni e sensazioni che favoriscono l’incontro con l’altro; gli interventi assistiti con gli animali trovano riscontro anche in ambito neuroscientifico, evidenziando miglioramenti per il benessere fisico, emotivo, cognitivo e sociale.
L’augurio è quello che questo progetto educativo contribuisca a riparare il danno causato dalla violenza subita sia per la donna, sia per la relazione che instaura con i propri figli.

Continua a leggere l'articolo dopo il banner