Cia Alessandria: bilancio di fine anno tra (molte) ombre e (poche) luci

Alessandria – Come ogni anno anche questo 2025, ormai agli sgoccioli, ha visto la conferenza stampa annuale organizzata da Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) per tracciare un bilancio su quello che è stata quest’annata.
Cominciamo dalle note positive: la fusione, ad inizio anno, tra Cia Alessandria e Cia Asti, un progetto finalizzato a potenziare i servizi a favore dei soci, massimizzare le risorse e le opportunità, razionalizzare i costi e diventare ancora più rappresentativi nell’espressione sindacale Cia, con oltre 3.000 aziende associate, 11 uffici sul territorio e una più solida capacità operativa.
Note negative: l’agricoltura è in sofferenza, come spiegato dalla presidente Daniela Ferrando e dal direttore Paolo Viarenghi.
Il dato più rilevante è che in meno di due anni la provincia di Alessandria ha perso l’8% delle aziende, pari a circa 400. Costi di produzione troppo alti, resa insufficiente, l’Europa che non aiuta come dovrebbe, burocrazia imperante. Tutto concorre a far soffrire il settore.
Tiene il settore della viticoltura ma per le nocciole è stato un anno da dimenticare così come il problema peste suina africana e per la questione cinghiali.
Altro dato che fa riflettere e che, stamane, è stato rimarcato in conferenza stampa: se un ettaro di terreno rende in media dai 15mila ai 20euro ma quella stessa superficie viene pagata in media 100.000 euro da chi vuole impiantare pannelli solari… Di cosa staremmo parlando?
Il 18 dicembre ci sarà una manifestazione di protesta a Bruxelles. Cia parteciperà, con altre organizzazioni agricole, d’Italia e d’Europa. Saranno ascoltati?
Di seguito l’intervista alla presidente Cia Alessandria Daniela Ferrando.
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