Finanza e giustizia: la battaglia per la trasparenza bancaria

Un’intervista esclusiva fa luce sulla pluriennale controversia tra la famiglia Ghersi e un istituto bancario, sollevando interrogativi cruciali sugli obblighi di legge e la fiducia nel sistema creditizio.

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Siamo in studio con la Dott.ssa Maria Grazia Ghersi per proseguire l’approfondimento sulla sua vicenda e quella di sua sorella Patrizia, una storia che ha già toccato la sensibilità di molti. Al centro della discussione c’è la richiesta, ostinatamente negata dalla banca, di esibire il Libro Giornale e altra documentazione contabile relativa a un mutuo.

L’Inizio della Contesa: La Richiesta Legittima e il Decreto Ingiuntivo

Nel 2020, la sua famiglia ha conferito un incarico legale per ottenere l’esibizione del Libro Giornale e di altra documentazione contabile. Di che tipo di azione si trattava e qual è stata la reazione immediata della banca?

Dott.ssa Ghersi: Si trattava di un ricorso per ingiunzione, volto a ottenere la documentazione, incluso il Libro Giornale. È fondamentale sottolineare che la richiesta della documentazione bancaria è un diritto del cliente, sancito da norme come l’articolo 2220 del Codice civile e l’articolo 119 del Testo Unico Bancario (TUB). Già nel 2017 avevo avanzato una prima richiesta, ma l’ostinazione della banca a non produrre quanto richiesto, nonostante un Decreto Ingiuntivo del Tribunale di Genova datato novembre 2020, ci ha spinto a procedere con l’azione legale.

Perché questa documentazione, in particolare il Libro Giornale, era così cruciale per voi?

Dott.ssa Ghersi: Come azienda, la banca deve registrare i flussi di cassa. Per noi era essenziale capire due cose: l’origine del denaro del finanziamento—se fosse stato creato dal nulla o frutto di una raccolta tra il pubblico—e i flussi di cassa relativi, ad esempio, al rientro delle quote interessi e capitali. Questa informazione si collega all’aderenza alle norme IAS/IFRS (International Accounting Standards), che impongono di non poter prestare qualcosa che non si possiede, creando una diretta contraddizione tra l’eventuale creazione di denaro dal nulla e il rispetto di tali norme. L’avvocato ha richiesto, tramite il decreto ingiuntivo, copie originali di polizze assicurative, scritture contabili interne ed estratti dei libri giornali, dimostrando la completezza e la legittimità della nostra richiesta.

L’Accesso con l’Ufficiale Giudiziario e l’Obbligo di Conservazione

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A distanza di tempo, nel marzo 2023, c’è stato un accesso alla filiale documentato dal verbale dell’Ufficiale Giudiziario. Cosa è successo in quell’occasione e qual è stata la giustificazione della banca per la mancata esibizione dei documenti?

Dott.ssa Ghersi: L’accesso si è concluso con la dichiarazione, riportata da un funzionario della banca contattato telefonicamente (non presente in sede), che al momento non era in grado di fornire alcuna documentazione, dichiarandola “presumibilmente non più esistente”.

Questo atteggiamento sembra scontrarsi con l’articolo 2220 del Codice civile e il Decreto-legge 357/1994, che impongono la conservazione delle scritture contabili per dieci anni. Come può la presunta sparizione di documenti essenziali per un mutuo ancora attivo, violare palesemente gli obblighi di legge?

Dott.ssa Ghersi: Non sta a me, che sono solo una persona che racconta l’esperienza, formulare giudizi legali definitivi. Tuttavia, è un dato di fatto che la documentazione non ci è stata fornita, nonostante gli obblighi di conservazione. Il funzionario ha dichiarato che, se avessero trovato qualcosa, l’avrebbero inviata al nostro legale. A distanza di oltre un anno dall’accesso del 2023, non abbiamo ricevuto assolutamente nulla. Stiamo ora procedendo con una richiesta di accesso all’archivio informatico della banca, poiché la documentazione deve esistere, se non in formato cartaceo, in quello digitale, soprattutto considerando che c’è stata una procedura esecutiva e i relativi passaggi finanziari dovrebbero essere segnati sul Libro Giornale.

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Irrilevanza Tardiva vs. Rilevanza della Data di Istanza

Un Giudice dell’Esecuzione, con un’ordinanza del luglio 2023, ha attribuito irrilevanza e tardività all’eccezione sull’assenza del Libro Giornale. Tuttavia, voi citate la Sentenza della Cassazione n. 8173 del 2025 che ribadisce la centralità della data di istanza. Perché la data della vostra richiesta del 2017 è giuridicamente il momento più rilevante, rendendo superata l’osservazione del giudice sulla tardività?

Dott.ssa Ghersi: La Sentenza della Cassazione e l’articolo 119 del TUB sono chiari: nel momento in cui io chiedo un documento, la banca ha 90 giorni per fornirlo. Se non lo fa, è la banca a essere in difetto, non il cliente. La richiesta del 2017 è il momento giuridicamente rilevante. La nostra eccezione non è stata sollevata tardivamente; io stessa, in un’udienza precedente, ho sollevato personalmente la questione della mancanza di trasparenza sui dati fondamentali, chiedendo perché il cittadino debba sottostare a una procedura esecutiva così veloce senza che la banca dimostri la titolarità del credito e la provenienza del denaro. C’è un evidente disequilibrio tra le parti

Documentazione Tecnica e il Precedente della Cassazione

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La documentazione richiesta include anche formule di matematica finanziaria, criteri di calcolo degli interessi, registrazioni dell’Euribor e il prospetto ESIS-PS. Quanto è importante questa documentazione tecnica, spesso negata ai clienti, e la recente Sentenza della Cassazione n. 8173/2025 può diventare un precedente forte per tutti i clienti?

Dott.ssa Ghersi: La documentazione tecnica e i metodi di calcolo sono fondamentali per la trasparenza. Avere contezza di questi dettagli permette di verificare la correttezza, ad esempio, del calcolo dell’Euribor o l’eventuale presenza di formule non chiare. A questo proposito, la famosa Sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione n. 15130 del 29 maggio 2024 ha stabilito che, se non è indicata e fatta sottoscrivere a parte al mutuatario la formula dell’algoritmo dell’interesse composto nella rata, sussiste la nullità testuale che comporta il rimborso degli interessi. Pertanto, la richiesta di trasparenza sui metodi di calcolo, valorizzata dalla Cassazione, è un punto di svolta per tutti i mutuatari. Se ci venisse dato il Libro Giornale, capiremmo sicuramente molte più cose.

L’Ostruzionismo Bancario: Implicazioni Etiche e di Fiducia

Il verbale dell’Ufficiale Giudiziario evidenzia un atteggiamento ostruzionistico da parte dei funzionari bancari, che non hanno ottemperato a un ordine esecutivo notificato dal dicembre 2020. Al di là delle implicazioni legali, quali implicazioni etiche e di fiducia nel sistema comporta il fatto che un funzionario si rifiuti di eseguire un decreto ingiuntivo, dichiarando l’irreperibilità di documenti che la legge impone di conservare per un decennio?

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Dott.ssa Ghersi: La risposta è implicita. Se un cittadino è in difficoltà, si attiva una “macchina” implacabile, mentre se è la banca a non conformarsi alle normative di legge, si tende a chiudere un occhio o a lasciare correre. C’è un evidente problema di disparità di trattamento. Nonostante il Decreto Ingiuntivo, la legge non ci fornisce il potere legale di ottenere coattivamente il Libro Giornale, non rientrando né nel denaro né in un immobile. L’unica cosa che il giudice può fare, se lo riterrà opportuno, è imporre alla banca una sanzione pecuniaria. Questo dimostra come l’equilibrio tra le parti, e la fiducia nel sistema che ne deriva, siano gravemente compromessi quando chi è tenuto a rispettare le norme può permettersi arbitrariamente di ignorare gli ordini esecutivi, minando il principio di uguaglianza davanti alla legge.

La testimonianza della Dott.ssa Maria Grazia Ghersi mette in luce una problematica di sistema che va oltre il singolo caso: la lotta del cittadino per la trasparenza e il rispetto degli obblighi di legge da parte degli istituti finanziari. L’ostinata negazione del Libro Giornale, un documento la cui conservazione è imposta per legge, non è solo una violazione normativa, ma solleva profondi dubbi sulla legittimità di alcune prassi bancarie e sulla reale aderenza ai principi contabili internazionali come le norme IAS. Il caso Ghersi evidenzia la necessità di un intervento più incisivo del sistema giudiziario, affinché la legge non venga applicata in modo arbitrario e selettivo, ristabilendo quel necessario equilibrio tra cittadino e “potere forte” senza il quale la fiducia nell’integrità del sistema creditizio è destinata a crollare. La battaglia per ottenere la verità contabile continua, sperando che la recente giurisprudenza della Cassazione possa fornire ai mutuatari strumenti più efficaci per rivendicare i propri diritti.

Cliccando sul Link di seguito, potete seguire l’intervista integrale: La Banca Nasconde il Libro Giornale! La Sentenza che Smaschera l’Ostruzionismo. – YouTube

Giuseppe Spinelli

retearil21@gmail.com

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