Quando la narrazione rende “Libere”: a Casal Cermelli la presentazione di un libro corale dal grande valore simbolico e sociale.

Chissà se sarà davvero la bellezza a salvare il mondo…o forse la narrativa? Oppure sarà l’unione di donne e di uomini di buona volontà, che sono portatrici e portatori di bellezza, ma anche di partecipazione, come le persone che mercoledì scorso, a Casal Cermelli, ci hanno parlato di un libro, dal titolo Libere, appunto, scritto a diverse mani e con un bellissimo sottotitolo: Passi verso il futuro? Sono domande senza risposte precise, che mi ponevo l’altra sera, ascoltando la passione e l’ardore e la positività, seppure certo, velate di quella tragica malinconia che la situazione della violenza sulle donne porta con sé, espressa da svariate donne e da un solo uomo, Bruno Volpi, di professione scrittore, che insieme a Cinzia Spriano e Vilma Buttolo, ha firmato la cura di questo agile libretto. Domande a cui una civiltà, una comunità degna di questo nome, dovrebbe con urgenza fare proprie e rispondere con altrettanta pronta decisione…perchè discriminazioni, maschilismo, sopraffazioni e senso patriarcale della realtà, rendono questo mondo ancora profondamente ingiusto.

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Una serata particolare, emozionante e che ritengo di aver vissuto con molta intensità, tanto nell’ardore di chi ci ha parlato, tanto nel bellissimo senso di comunità che si è creato. Serata che è iniziata con Paola e Davide e le entusiaste ed entusiasmanti ragazze della loro scuola di danza Arcobaleno asd aps, che hanno proposto una loro interpretazione del tema della serata. E dopo le parole della sindaca, Antonella Cermelli, che quando parla di questi temi lo fa con partecipazione estrema e tantissima commozione, e quelle della presidente della biblioteca Mariangela Dotto, che con voce sempre vibrante e intensa, ci ha ricordato l’origine della giornata contro l’eliminazione della violenza sulle donne, ma anche di quanto impegno manca ancora nella nostra società, affinché, un domani, magari più vicino di quello che appare, questo tipo di manifestazioni diventi superfluo.

A questo punto è intervenuta la dottoressa Nadia Biancato,  presidente di Zonta Club. Per chi non lo ricordasse, rammento che lo Zonta Club di Alessandria è  parte di Zonta International nato nel 1919 con lo scopo di migliorare la condizione femminile, per dare voce a chi non l’ha nell’affermazione dei suoi diritti. Per questo propongono i 16 giorni di mobilitazione detti Orange Days, rispettando i dettami delle Nazioni Unite di cui sono stati il primo Club di Servizio ad aver status consultivo. Perchè occorre creare la consapevolezza che la violenza di genere esiste, non è un fenomeno. Si tratta quindi di un’emergenza di cui il femminicidio è solo la punta dell’iceberg. La consapevolezza del proprio valore in donne, ragazze e bambine: nessuno ha il diritto di sminuire, annullare la volontà, le scelte, l’identità femminile. La consapevolezza negli uomini del rispetto dovuto all’altro genere così come dell’accettazione di un rifiuto: un “NO” è NO e la scelta, la decisione di terminare una relazione da parte di una donna si deve accettare, senza se e senza ma. Queste e altre cose ha detto Nadia Biancato, ma voglio sottolineare che è il modo in cui le dice che è estremamente convincente: si è alzata, con al collo una magnifica sciarpa arancione, e con un tono dalla veemenza trattenuta, ma vibrante, ha tracciato rotte di pensiero utili per capire e credere in un tempo migliore.  E poi, in merito gli Orange Days,  ci ha spiegato il senso del colore arancione…Già, che cosa sono, infatti, gli Orange Days? 16 Giorni particolari, nati per incanalare la coscienza verso un mondo più giusto. Tutto nasce dalla campagna ONU, nota comunemente come “Orange the world”, che ha nell’arancione – che è il colore che simboleggia un futuro luminoso e ottimista, libero da questo tipo di violenza – il filo conduttore che lega le varie iniziative ed eventi. Per tale motivo i sedici giorni di attivismo sono noti anche, appunto, come “Orange days”.

Per questo il palazzo comunale di Casal Cermelli rimarrà illuminato di arancione sino al 10 dicembre prossimo, aderendo con altri 44 comuni della provincia al progetto “Zonta says no to violence against women”. La serata è proseguita con la presentazione del volumetto Libere – Passi verso il futuro – con gli interventi di Cinzia Spriano, Sabrina Cinzia Soria e Bruno Volpi.  Mentre  Silvia Barco, di Casal Cermelli, ci ha fatto emozionare, con la sua voce profonda e timbratissima, leggendo alcuni brani tratti dall’antologia.

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Un raggruppamento di racconti, dunque, che è stato degnamente rappresentato dalla presenza di due narratrici e uno scrittore, Bruno Volpi, unico maschietto in tutto il libro e della serata. Le scrittrici: Cinzia Spriano, che dell’aiuto alle donne in difficoltà ha fatto professione e contemporaneamente impegno civile senza se e senza ma, che ha curato oltre al libro, anche l’introduzione allo stesso, e Cinzia Soria, narratrice di notevoli qualità (avevo parlato della bellezza del suo scrivere con l’amica comune, l’ex giornalista Enrica Cerrato proprio quello stesso pomeriggio). Insieme ci hanno fatto comprendere quanto il libro sia composto di racconti che non sono mere testimonianze di sconfiggente dolore, ma, anzi, narrazioni di resistenza, di risalita, di costruzione di un nuovo senso del sé. Racconti di speranza e di redenzione, dunque, che in questo tempo difficile sono davvero non solo importanti, ma assolutamente necessari. Storie che parlano di un viaggio di liberazione, fino ad essere, appunto LIBERE, come grida il titolo del libro…e allora il grido di queste donne, un grido senza odio, ma denso di speranza, è che la possibilità di un cambiamento esiste! 

Termino aggiungendo che, in appendice al volumetto (i cui proventi di vendita andranno all’Associazione SIE Onlus, che sostiene il progetto “Circolo delle donne“), c’è una bellissima sorpresa: la favola, magnificamente  illustrata,  Rosa, la gazzella paurosa, che è frutto di un laboratorio di scrittura creativa al quale hanno partecipato nove donne, coordinate dall’amico Bruno Volpi. Solo questa meriterebbe l’acquisto del volumetto, che tuttavia credo sia da leggere tutto quanto, storia dopo storia, con lenta partecipazione e tanta gioia, perchè le narrazioni parlano di donne che ora sono LIBERE!

Per le foto della serata, ringrazio di cuore Piera della Insieme per leggere OdV di Casal Cermelli. 

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