Casale: lunedì si presenta il libro sull’assassinio di Ramelli, scatta la becera censura rossa

Casale Monferrato. Lunedì 1° dicembre, alle 20.45, la sala convegni Giumelli di Palazzo Vittone, in piazza Cesare Battisti a Casale Monferrato, l’Associazione Culturale Galleria del Pensiero ospiterà la presentazione dell’edizione aggiornata e ampliata di “Sergio Ramelli. Una storia che fa ancora paura (Idrovolante Edizioni, 2024).”
Ramelli fu sprangato a Milano il 13 marzo 1975 da un gruppo legato ad Avanguardia Operaia, che lo colpì ripetutamente al capo con pesanti chiavi inglesi Hazet da 36 mm. Rimasto incosciente a terra e poi ricoverato in condizioni gravissime, morì dopo 47 giorni di alternanza tra coma e temporanee riprese di lucidità, il 29 aprile.
Gli autori, Guido Giraudo e Andrea Arbizzoni, dialogheranno con Marco Botta e Francesco Nebbia.
Da parte nostra, abbiamo sempre pensato che tutte le vittime del terrorismo e del fanatismo politico, non sono negli anni settanta, meritassero uguale rispetto e considerazione.
Invece non è così: se la vittima è un ragazzo di destra ancora oggi, per certa sinistra, è vietato anche solo rievocare quegli eventi.
E così il segretario regionale piemontese del PRC (ma esiste ancora?), Alberto  Deambrogio ha subito espresso ” profondo sconcerto  per la presentazione pubblica del libro” aggiungendo democraticamente: “Eventi come la presentazione di questo volume, contribuiscono solo a generare ulteriore confusione e a minare i valori fondanti della democrazia antifascista”.
Personalmente ricordo benissimo i democratici cori dell’epoca quando si sfilava al grido “Uccidere un fascista non è un reato”. Evidentemente per qualcuno è ancora così.
Abbiamo chiesto, al riguardo, un parere agli organizzatori dell’evento:
“Apprendiamo con stupore del comunicato stampa di Rifondazione comunista che esprime sgomento e parla di revisionismo storico per un volume che narra la vicenda di un ragazzo di 17 anni assassinato a sprangate nel 1975….dietro le vuote parole e le teorie complottiste di rifondazione emerge chiara la volontà di impedire il ricordo e la riflessione su uno dei fatti più gravi dei cosiddetti anni di piombo…. Aleggia nel comunicato di rifondazione una singolare volontà di censura verso il libro , gli autori e le alte cariche Istituzionali che hanno scritto prefazione e post prefazione… di questo passo ci aspettiamo una richiesta da parte di rifondazione di bruciare i libri scomodi e mandare in qualche campo di rieducazione gli autori… tant’è là migliore risposta a queste farneticazioni sarà una presenza massiccia di pubblico alla presentazione, senza paura e timori, affinché sia chiaro che nessuno può toglierci il diritto dovere di ricordare, riflettere, analizzare.”
Facciamo nostro l’appello!

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