Alessandria: la Giunta Abonante non si smentisce mai, aumenta anche la refezione scolastica

Alessandria. Ancora una volta la Giunta Abonante mette le mani nelle tasche degli alessandrini, Questa volta tocca alla quota di compartecipazione al costo del servizio di refezione scolastica, un provvedimento che dimostra l’assoluta mancanza di volontà e capacità di trovare soluzioni ai problemi della città che prescindano dall’aumentare costi e balzelli a spese dei cittadini. Ovviamente è scattata subito la protesta: riportiamo il comunicato stampa de Comitato Mensa Cittadino.

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“Alessandria, 21 Novembre 2025 – Il Comitato Mensa Cittadino esprime la sua netta contrarietà e il forte disappunto in seguito alla decisione della Giunta Comunale di approvare un aggiornamento della quota di compartecipazione al costo del servizio di refezione scolastica (Delibera G.C. n. 365 del 30.10.2025), con entrata in vigore a partire dal 1° gennaio 2026, ovvero ad anno scolastico già avviato.
Tale decisione è stata comunicata alle famiglie immediatamente il giorno successivo all’invio, da parte del Comitato, di una formale richiesta di incontro all’ufficio di refezione scolastica e per conoscenza all’Assessore competente, richiesta che ad oggi è rimasta inascoltata.
Il Comitato Mensa Cittadino condanna fermamente la mancanza di trasparenza preventiva e l’assenza di confronto con le rappresentanze dei genitori.
Richiesta di Incontro Ignorata: La richiesta di incontro inviata dal Comitato aveva come punto cruciale la “Richiesta chiarimenti aumento straordinario retta servizio mensa”. Oltre a discutere del nuovo progetto self-service e di una possibile variazione del menù, si chiedevano urgentemente spiegazioni su un potenziale aumento della tariffa che, al momento dell’iscrizione/conferma del servizio avvenuta nei mesi scorsi, non era stato minimamente menzionato alle famiglie.
Decisione unilaterale: L’Amministrazione Comunale, anziché concedere un tavolo di confronto, ha proceduto unilateralmente con la comunicazione dell’aumento, dimostrando una scarsa volontà di dialogo con le famiglie direttamente interessate.
L’aumento, sebbene l’Amministrazione lo definisca “selettivo e graduato”, pone le famiglie in una situazione di grave disagio economico e organizzativo per diversi motivi:
Impossibilità di valutazione consapevole: il costo del servizio è un elemento fondamentale nella decisione di avvalersi o meno della mensa. Se l’incremento fosse stato reso noto all’atto dell’iscrizione (o della conferma), i genitori avrebbero potuto valutare per tempo e con piena consapevolezza la sostenibilità economica del servizio e, in caso contrario, organizzarsi con soluzioni alternative per i propri figli.
Alterazione della pianificazione economica: l’aumento straordinario e improvviso, applicato a gennaio 2026, altera la pianificazione economica annuale già definita dalle famiglie, vincolando di fatto tutti quei nuclei che, per mesi, hanno già usufruito del servizio basandosi sulle tariffe comunicate inizialmente.
“Non mettere le famiglie nella condizione di poter valutare il costo del servizio al momento dell’iscrizione è un grave atto di mancata trasparenza. Chiediamo che l’Amministrazione revochi o almeno sospenda l’applicazione di questo aumento e si apra immediatamente un tavolo di confronto costruttivo con il Comitato Mensa Cittadino.”
Comitato Mensa Cittadino
#davverovostra, come sempre