Negrini, stagione al via. Ma la presidente lascia

ACQUI – Appuntamento al Mombarone che, almeno per la preparazione, è la casa della Negrini Cte La Bollente Acqui. Non per le gare di campionato, perché la struttura non è a norma per la A3 e il progetto non è stato ammesso ai finanziamenti del bando per la ristrutturazione degli impianti.
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Però resta un ‘luogo del cuore per il volley acquese e provinciale e su questo legame ha insistito molto anche il direttore sportivo Stefano Negrini che, insieme a a coach Michele Totire, confermatissimo, ha costruito una squadra con una media di età più bassa e, come spiega anche l’allenatore intervistato dal nostro Maurizio Mazzino, forti dell’esperienza della passata stagione, “intervenendo nei ruoli in cui serviva crescere”.
Alla finale mancata per la A2 Totire non pensa più. “Faccio tesoro, come tutti. Forse si è arrivati all’appuntamento un po’ scarichi di energie. Quest’anno sarà una esperienza ancora diversa, perché, di fatto, ci sono due squadre da allenare, i più esperti e i più giovani, e da amalgamare, ma è una prospettiva che mi piace molto“.
Obiettivi? “In questo momento parlerei di impegno: quello di ripagare il tanto, anzi tantissimo, che la gente ci ha dato, ‘giocando’ con noi dagli spalti a Valenza. Mi auguro sempre più persone, ma a chi ci è sempre stato, oltre al grazie, la garanzia che sul campo vedranno la risposta alla loro passione”.
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Dopo il raduno di giovedì sera e i test e visite, da lunedì 1° settembre si inizia a ‘sudare’, parte atletica e lavoro con la palla.
L’addio di Raffaella Caria
La terza stagione in A3 non avrà, però, Raffaella Caria come presidente. La massima dirigente, infatti, ha annunciato che il suo ‘ruolo’ terminerà domani, 31 agosto. Resterà come socia, ma non più con incarichi dirigenziali.
Dopo nove anni, in pratica dall’inizio della storia del club una decisione presa “con il cuore pieno di emozioni. Ricordo ancora l’entusiasmo e la visione che mi hanno spinta ad accettare la proposta del ds Stefano Negrini – così Caria – che ci ha portati a iniziare questo progetto. Abbiamo gettato le basi di un settore giovanile florido e abbiamo raggiunto traguardi importanti in tutte le categorie”.
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Perché alle origini c’era una squadra in C regionale e, ora, La Bollente si prepara per il terzo anno in A3. “Parlano i risultati, e testimoniano il lavoro e la passione di una società sana, che porta il nome di Acqui su palcoscenici nazionali importanti”.

Però, evidentemente, qualcosa si è incrinato. “Sento di non riconoscermi più nel progetto – sottolinea Raffaella Caria – e mi vedo costretta a fare un passo indietro. Sono riconoscente verso chi ha percorso questo tratto di strada e di vita con me: il vostro supporto e la vostra dedizione sono stati fondamentali per raggiungere i nostri obiettivi”.
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Un augurio a chi le succederà nel ruolo, e che dovrebbe essere annunciato a metà settimana. “Che possa nutrire la stesa mia passione e dedizione per la società, che sappia dialogare, ascoltare e lavorare con il piacere di veder crescere un progetto, non per un mero appagamento personale”.
Perché, su questo Caria è sicura, “sono sempre le persone a fare la differenza e nessuno è un’isola, ma dobbiamo essere in profonda relazione gli uni con gli altri, per affrontare ogni sfida e ogni situazione. Grazie a tutti per l’impegno e la fiducia. Continuerò a seguire la società con affetto e interesse”.
