Pfas, Sinistra Italiana Alessandria: “A Spinetta Marengo bonifica subito o sospensione precauzionale delle attività”

Alessandria – “Nel corso dell’incontro pubblico che si è tenuto lunedì sera con l’Assessore Regionale alla Sanità Federico Riboldi, sono stati presentati i dati aggiornati del biomonitoraggio sulla popolazione residente nei pressi del polo chimico di Spinetta Marengo. I numeri parlano chiaro: una contaminazione diffusa, con concentrazioni significative di Pfas rilevate nel sangue di centinaia di cittadini, bambini, adulti e anziani.”
Così, in un comunicato, Sinistra Italiana Alessandria alla luce dei dati emersi durante l’incontro di lunedì sera, all’Auditorium del Marengo Museum, con l’Assessore Regionale alla Sanità Federico Riboldi.
“Di fronte a questi dati – prosegue il comunicato – ci saremmo aspettati una presa di posizione netta da parte delle Istituzioni. E invece, ancora una volta, il tentativo è di minimizzare la portata del problema, come se vivere con queste sostanze nel sangue potesse essere normalizzato.”
“Non si può dire alle persone di stare tranquille mentre scoprono di avere gli inquinanti eterni nel sangue- ha sottolineato il segretario di Sinistra Italiana Alessandria, Eugenio Spineto – è un atteggiamento inaccettabile, che non solo sottovaluta la gravità dei rischi sanitari, ma alimenta la rabbia e la frustrazione di cittadine e cittadini che da anni chiedono ascolto e risposte. Eppure anche stavolta si è cercato di indorare la pillola, facendo una presunta distinzione tra Pfas ,“dannosi” e meno dannosi. L’emergenza causata dalla pericolosità di queste sostanze, però, non può essere gestita con le sfumature e gli esercizi di retorica, ma con azioni concrete e, se necessario, radicali.
“Nel 2025 – prosegue il comunicato – non è più accettabile che si possa fare profitto a discapito della salute e dell’ambiente. La tutela della vita, del territorio e della sicurezza sul lavoro devono venire prima degli interessi industriali.
Come Sinistra Italiana Alessandria ribadiamo con forza che è necessario intervenire immediatamente con una bonifica estesa, efficace e indipendente della falda e del suolo.
La produzione di Pfas e composti simili è intrinsecamente dannosa. L’unica condizione che può legittimare il proseguimento delle attività produttive è che l’azienda sia in grado di garantire, in modo rigoroso e verificabile, che nessuna molecola inquinante esca dallo stabilimento e che i lavoratori siano protetti al massimo livello possibile.
Ad oggi, queste condizioni non esistono, come dimostrato anche dal picco storico di inquinamento dell’aria registrato a febbraio-marzo dalla stazione di monitoraggio in via Genova a Spinetta Marengo. E in assenza di queste garanzie minime, le Istituzioni hanno il dovere di considerare la sospensione delle attività, finchè non verranno assicurate condizioni di assoluta sicurezza.
Non si tratta di estremismo né di slogan: si tratta di difendere la salute pubblica, di agire in base a dati scientifici e in nome del principio di precauzione. Le persone che vivono a Spinetta Marengo, e in tutta la provincia di Alessandria, non possono più aspettare, e meritano rispetto, verità e giustizia ambientale.”
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