La monumentale “Digressione” di Gian Marco Griffi: lo abbiamo intervistato in prossimità dell’uscita del nuovo romanzo, prevista fra pochi giorni

Sono andato, qualche giorno fa, allo splendido Golf Club Margara, di Fubine, che è un luogo davvero incantevole. Ma non ci sono andato a giocare a Golf, no: le uniche cose che conosco di tale nobile sport, le ho apprese molti anni fa, quando ho letto Goldfinger di Ian Fleming, romanzo della serie di James Bond. In Goldfinger, James Bond gioca a Golf, appunto con Auric Goldfinger al campo da golf Royal St. Marks di Sandwich. Si noti che la partita è un elemento centrale della trama, con Bond che utilizza il golf per cercare di scoprire i piani di Goldfinger. Va bene, ma allora? Allora, io sono andato al Margara dove ho avuto il piacere e l’onore di intervistare, in merito al suo romanzo che uscirà fra pochi giorni, il 3 Giugno, Digressione, un grande amico, che è anche un grande scrittore, o meglio, un grande scrittore che è diventato anche un grande amico: Gian Marco Griffi. Che del Margara è il Direttore. Ed è bello entrare nella reception, che appare come un tripudio di oggetti per il golf, tra legni scuri e profumo di fresco, e dire, alla sorridente receptionist: Ehm…Avrei un appuntamento con il Direttore, e lui ti lancia un esuberante Ciao Pier, ti porta a prendere un caffè in quel bar dove tutto è lusso caldo e accogliente, e poi sul grande terrazzo dove davvero tutto è affascinante, compresi i tipi che si fanno un aperitivo alcolico alle 4 del pomeriggio. E li ti rilascia un’intervista, che è poi una simpaticissima conversazione, di più di un’ora.

Si, su quel terrazzo magnifico, abbiamo intavolato una conversazione leggera e nello stesso tempo molto importante..piena di quella gioia del narrare che è ben presente nel Gian Marco scrittore e anche nel Gian Marco narratore verbale. Mi ha narrato mille cose di quell’immenso, fluviale, fantastico romanzo, di 1003 pagine (si, avete letto bene: mille e tre) che uscirà fra pochi giorni, per i tipi della Einaudi Stile Libero, titolato,appunto, Digressione. Ancora una volta con alcuni lavori grafici della comune amica Silvia Perosino, la lettrice di tante presentazioni del romanzo precedente, Ferrovie del Messico, che ho avuto l’onore ed il piacere di presentare parecchie volte con loro due, compresa quella volta al Libraccio di Alessandria, quando non è venuto nessuno (ed ero arrabbiato più io di Gian Marco).
Sai – mi ha narrato Gian Marco – mi sono ritrovato, dopo che è iniziato il mio lunghissimo tour di presentazioni di Ferrovie del Messico, senza pensare più alla scrittura, salvo qualche post su fb o piccoli racconti. Avevo firmato per Einaudi Stile libero, ma per quanto mi balenassero in mente svariati spunti e svariate idee, non riuscivo ad avere un’idea veramente univoca e chiara per il nuovo romanzo… Ma ad Einaudi che dicevano? Eh, loro spingevano molto, e io mentivo dicendo di avere idee…che però non avevo mica! Loro però insistevano per poterlo diffondere dal 3 giugno, come richiesto dalla grande catena delle librerie Feltrinelli, per spingerlo al meglio. Quindi io avrei dovuto presentare il testo pronto entro il 3 febbraio 2025. E io, che sino a quel momento avevo scritto tante cose e tanti spunti, ma non in maniera sistematica, da poter poi proporre un romanzo, mi sono messo a scrivere di brutto, spinto dalla ferrea tirannia della data! Tra l’altro mi volevano poi anche cambiare il titolo, ma alla fine hanno ceduto lasciando Digressione, come desideravo…
Ma la vicenda di Ferrovie del Messico ti ha influenzato, per questo nuovo romanzo? Decisamente si! Questo romanzo vive nello stesso mondo di Ferrovie del Messico, ma raccontando tutta un’altra storia. Diciamo che ho sviluppato la componente ucronica della mia narrativa, del resto già presente in “Ferrovie”. (L’ucronìa è un genere di narrativa fantastica basata sulla premessa generale che la storia del mondo abbia seguito un corso alternativo rispetto a quello svoltosi realmente). E infatti: Tra le altre cose, in Digressione, Benito Mussolini non risulta essere stato fucilato il 28 Aprile 1945, ma catturato, imprigionato e poi mandato in esilio…da un’isola ad un’altra isola, un po’ come Napoleone. Insomma, è un romanzo che sfrutta molto il concetto di bivi nel tempo.
Mi parli un po’ del protagonista del romanzo? Ce n’è anche qui uno in particolare come Cesco Magetti in Ferrovie? In realtà tu il protagonista già lo conosci: è il ragazzo di cui parlo nel racconto pubblicato nell’antologia La persistenza del filare” (https://www.alessandria24.com/2025/04/13/quattro-scrittori-per-raccontare-un-autunno-ovadese-la-persistenza-del-filare-presentato-allenoteca-di-ovada/ ) , dal titolo …Mi scusi, brav’uomo, sa se a Ovada ci sono delle mucche? Il suo nome è Arturo Saragat, e nel primo capitolo – e qui l’allacciarsi alle Ferrovie – riceve in dono da Tommaso, un ragazzo ingenuo e un po’ triste, che lui e un gruppetto di suoi amici stanno bullizzando, proprio il libro Historia poética y pintoresca de los ferrocarriles en México, di cui in Ferrovie si parla sempre ma non si vede praticamente mai, mentre qui è di fatto protagonista della vicenda per ben 121 anni!. Ed è già in questo promo capitolo che vengono alla luce quei possibili bivi nel tempo che sono così importanti per il testo..perchè dopo aver ricevuto il libro, Arturo potrebbe fermare gli amici e salvaguardare il povero Tommaso…ma non lo fa. E Tommaso si uccide, lasciando ad Arturo un infinito senso di colpa. Vi invito a leggere il momento, davvero uno snodo fondamentale, della consegna del libro, da Tommaso ad Arturo, che mette in luce le straordinarie doti narrative di Griffi: “Un lampo estatico di uccelli brutti, nerastri, prillava sulle nostre teste; uccelli deformi, simili a giganteschi insetti o a un abominevole incrocio tra corvi e tacchini, folleggiavano spossati, sobbalzanti, cabrando e buttandosi in picchiata verso il Borbore che scorreva dall’altra parte della strada. Prendilo, ha detto Tommi porgendomi il libro, è tuo. Io non sapevo cosa fare. Me ne stavo lí impalato a fissare gli occhi annuvolati di Tommi e il lucido della fodera verde che rifletteva un mondo diafano, forse il ricordo sbiadito di una città, e cercavo di capire la ragione per cui voleva dare quel libro proprio a me.”

E il libro, quindi?… Viene posseduto e in qualche modo portato attraverso gli anni e la vicenda, da diversi personaggi. Come Guillermo Escandón Luna. Beh, qui consentitemi di darvi un altro piccolo esempio della scrittura fantasmagorica di Griffi, visto che sto leggendo il romanzo in anteprima: “Guillermo Escandón Luna entrò in possesso della copia trentatré della “Historia poética y pintoresca de los ferrocarriles en México” il sette aprile millenovecentottantasei, a Cuauhtémoc, suburbio di Colima. Un turista norvegese la barattò per un biglietto della corriera e un chivato de pulque che bevve sotto il bersò malsicuro della pulquería Doña Serafina, dopo essersi a lungo afflitto e lamentato per l’esito fallimentare del suo matrimonio.” Vicende messicane, che nel romanzo hanno una decisa e importante presenza.
Ma, chiedo poi a Griffi, l’asino in copertina cosa c’entra? Si tratta di una questione che riguarda l’esilio di Benito Mussolini. Dopo un lungo girovagare da isola in isola, trova finalmente una dimora a Pantelleria, dove appunto, tiene un allevamento di asini…diventati quindi sacri e fonte di culto. Sull’isola c’è quindi una guarnigione a protezione degli asini e dei cimeli di Mussolini. Arturo Saragat ci starà per ben 13 anni. Ed è un’isola divisa come la Berlino della guerra fredda: a Nord Ovest una sorta di Las Vegas e a Sud Est la baraccopoli di migranti…ma anche il Mausoleo di Mussolini. Bene, vi confesso con tutta sincerità che, ad un certo punto della simpaticissima narrazione di Gian Marco, mi girava la testa. La Digressione del romanzo era diventata un immenso fiume in piena dal quale affioravano volti, storie, ritratti e follie. Del resto, come si fa a raccontare in un’ora 1003 pagine, tra bivi nel tempo, ucronie e una fantasia incredibile? E questo anche se sei l’autore e sei Gian Marco Griffi, ovvero un fantastico affabulatore? E io, quindi? Io ho scritto un sacco, ho capito un po’ e ora sto leggendo il romanzo con una passione letteraria immensa, perchè è davvero fantasmagorico, unico e torrenziale. Lo leggo lentamente, gustandomi, capitolo per capitolo, la suprema maestria del narrare di Gian Marco. Gli chiedo infine se può definirmi in una frase la differenza davvero sostanziale fra questo Digressione e le Ferrovie del Messico: In sostanza, posso dirti che se in Ferrovie del Messico ho creato un ambiente, con Digressione, ho costruito un mondo intero. Anzi: Digressione è un romanzo moltiplicatore di mondi, scritto da me, ma con il fondamentale supporto di Greta Bertella e Giulio Mozzi. Già i tuoi editor storici che hai portato con te alla Einaudi. E com’è andata con loro? Senza di loro sarebbe stato impossibile arrivare alla pubblicazione nei tempi previsti. Io scrivevo in maniera forsennata, un fiume di parole e di capitoli (pensa che ce n’è uno lungo 160 pagine!) e poi loro rendevano il tutto formalmente corretto e perfetto. Davvero una collaborazione incredibilmente feconda e ottimale.
Il romanzo uscirà tra due giorni, e mi permetto di consigliarlo a tutti, ma non a scatola chiusa. Perchè io lo sto leggendo ed è davvero qualcosa di unico e diverso…perchè se ci sono di certo tanti ottimi scrittori in Italia, Griffi…beh, Griffi è un’altra cosa!
