Emanuele Locci: “E’ un fatto gravissimo l’occultamento di documenti al Consiglio Comunale, tra cui un parere legale costato quasi 20 mila Euro”

Alessandria. Attimi di grave preoccupazione per un malore che ha colpito ieri sera, in Consiglio Comunale, Emanuele Locci (Fratelli d’Italia), proprio mentre aveva iniziato a presentare una “questione sospensiva per un FATTO GRAVISSIMO di occultamento documenti al Consiglio Comunale”, la cui discussione avrebbe dovuto rappresentare uno de punti centrali del dibattito. La seduta è stata sospesa e la relativa discussione rinviata.
Locci, subito visitato dal collega consigliere, Dott. Di Saverio, ha abbandonato l’aula per recarsi in Ospedale per i relativi accertamenti: l’allarme fortunatamente è rientrato e oggi la situazione  si è fortunatamente normalizzata.
La delibera, ed il relativo iter, su cui Emanuele Locci intendeva intervenire è quella che intende disciplinare le modalità di gestione degli interventi di edilizia in Alessandria nel tempo intercorrente fino all’adozione della variante strutturale al Piano Regolatore Generale resasi necessaria da quanto riportato nel nuovo PSI, il piano di assetto idrogeologico.
Per capirci si parla delle norme relative al rischio di alluvioni in città, rischio che, tranne il Cristo, riguarda tutto il territorio cittadino, imponendo restrizioni particolarmente severe in materia di edilizia.
Il problema che intendeva sollevare il Consigliere di Fratelli d’Italia, però, riguardava lo stesso iter procedurale della proposta portata al voto dalla Giunta di centrosinistra che, a parere di Locci, presenta irregolarità talmente gravi da da indurlo a presentare la “questione sospensiva” volta a bloccare l’iniziativa.
Per capire meglio il problema abbiamo chiesto allo stesso Locci di illustrarci brevemente il tenore della “questione sospensiva” che intendeva presentare al Consiglio e di cui pubblichiamo il testo integrale:
Quello che Alessandria24 riporta di seguito ” è il documento che avevo iniziato a presentare quando mi sono sentito male. Nel pomeriggio, prima del Consiglio, avevo scoperto che l’amministrazione comunale aveva pagato quasi 20 mila euro per un parere legale proprio sul tema in discussione e che dava torto all’orientamento della stessa amministrazione mentre confermava quanto dicevo io, gli ordini e l’Assessore Regionale Marco Gabusi nella risposta ad una specifica interrogazione. La cosa grave è che mi è stato sempre negato che l’amministrazione avesse mai chiesto un parere legale. Tale documento andava reso noto ai consiglieri e citato in delibera. Questa cosa mi ha fatto arrabbiare parecchio e avrà contribuito al malessere.”
Ora che, comunque, la questione posta da Locci diventa di pubblico dominio, sarà ancora più interessante seguire gli sviluppi di una problematica mai come in questo momento interessante e importante, fermo restando il fatto che bisogna trovare modalità corrette per non bloccare lo sviluppo edilizio della città, ma che l’attività amministrativa non può mai prescindere dal rispetto di regole e normative vigenti.

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