Agricoltori Autonomi: il vice presidente della Regione Piemonte Fabio Carosso domenica ad Asti. Annunciata la creazione di una nuova associazione

Asti – Al presidio di Asti del 18-19-20 febbraio ha annunciato, domani, la sua presenza il vice presidente della Regione Piemonte, Fabio Carosso, soprattutto per riferire sugli impegni presi dal presidente Alberto Cirio con il collettivo Agricoltori Autonomi Alessandria e Asti. Cirio incontrò, infatti, una delegazione in Prefettura ad Alessandria dove furono fatte promesse per modificare alcune delle politiche agricole di competenza della Regione. 
Di seguito le richieste avanzate durante il presidio di Alessandria:
Snellimento del carico burocratico
Eliminazione dell’obbligo della comunicazione preventiva delle operazioni in campo; abolizione del “semaforo” per lo spandimento dei liquami
Eliminazione dei vincoli temporali per la gestione delle cover crops e dell’uso di seme certificato
Uniformare gli impegni alle misure del Psr con l’annata agraria per non essere costretti a modificare i contratti di affitto
Più tempo per rispondere al preavviso di rigetto di una istruttoria regionale (solo 10 gg), quando la Regione ha invece 180 gg per evadere la pratica
Ridiscutere l’assegnazione e la gestione del carburante agricolo (UMA)
Fronte PSA (peste suina africana): riduzione del raggio della Zona Rossa a 2/3 Km e riduzione del tempo di fermo a 3 mesi
Prolungamento della validità di tutti i patentini a 10 anni (oggi 5)
Prolungamento della validità dei controlli funzionali delle botti del diserbo
Riconoscimento dello stato di calamità naturale per motivi di siccità, con intervento finanziario straordinario.
Da Asti sarà annunciata ufficialmente la creazione di una nuova associazione di agricoltori in cui possano trovare rappresentanza ed espressione tutti i gruppi e collettivi che in questi mesi hanno manifestato, dal Cuneese all’Oltrepò Pavese e oltre. Partirà dal Piemonte, ma avrà estensione interregionale.
“Questa nuova associazione, come precisato in un comunicato – espressione delle voci di protesta dei vari movimenti provinciali e locali, non vuole sostituirsi a quelle preesistenti né mettersi in competizione economica con i servizi offerti dai sindacati.”
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