Acqui Terme: morto il Dottor Gianfranco Ghiazza, tra le figure più competenti nel settore ospedaliero della provincia di Alessandria

Acqui Terme – Lutto nel mondo della medicina acquese. Si è, infatti, spento all’età di 69 anni, Gianfranco Ghiazza, ex direttore della Struttura Complessa di Medicina dell’Ospedale di Ovada e poi di Acqui. Nel 1995 era stato responsabile della Divisione di Medicina Generale del Presidio Ospedaliero di Ovada mentre dal 1997 è stato responsabile della Divisione di Medicina del Presidio Ospedaliero di Acqui Terme e Direttore del Dipartimento di Medicina dell’intera ASL. Dal 2005 al 2010 fu Direttore Sanitario Aziendale.
Durante l’emergenza covid aiutò il Comune di Acqui a titolo gratuito, divenendo consulente e responsabile del dialogo con l’Asl. Il suo impegno sociale era continuo e generoso. 
Il ricordo del professore Renato Balduzzi.
Il dott. Gianfranco Ghiazza ha unito alla straordinaria competenza professionale un’altrettanto forte passione civile e una grandissima capacità di rapporti umani cordiali e amichevoli. Professionalmente, aveva fatto propri la lettera e lo spirito della legge n. 833 del 1978 e del Servizio sanitario nazionale, tanto nella versione originaria quanto nelle successive riforme, riuscendo a esprimere, nei diversi ruoli ricoperti, una managerialità non fredda e distaccata dalla vita concreta delle strutture sanitarie, ma attenta al loro funzionamento, ai problemi delle persone che vi si accostano per riceverne aiuto, al personale che in esse opera. Gianfranco è stato uno dei figli migliori della legge n. 833, emblema di una generazione cui tanto dobbiamo.
La sua passione civile si condensa nell’adesione ai contenuti e al significato della Costituzione repubblicana e della sua attuazione, a partire naturalmente dall’art. 32 e dal duplice riferimento alla salute come fondamentale diritto dell’individuo e come altrettanto fondamentale interesse della collettività, ma con una forte attenzione anche ai contenuti organizzativi della Costituzione, e in particolare all’equilibrio tra i poteri che essa disegna e al raccordo tra questo equilibrio e i diritti di cittadinanza.
Infine, chi ha avuto la fortuna di godere della sua amicizia ne ha potuto conoscere ancora di più la gentilezza, la mitezza determinata, la generosità larga e affettuosa.
Per tutte queste ragioni, la sua morte prematura è un indebolimento certo e profondo per la vita della collettività alessandrina e piemontese. Sono tuttavia convinto che Il ricordo della sua competenza professionale, passione civile ed umanità possa essere di consolazione per i suoi familiari e di stimolo per molti a trarne insegnamento e a continuarne l’opera.

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