Il programma della Cultura nel Defr

Promuovere e valorizzare gli Ecomusei, favorire la diffusione dello spettacolo dal vivo su tutto il territorio, sostenere progetti di digitalizzazione del patrimonio culturale, di implementazione e condivisione di banche dati: questi alcuni degli obiettivi illustrati in Sesta commissione, presieduta da Davide Nicco, da parte dell’assessore Vittoria Poggio. All’ordine del giorno c’era l’illustrazione del Documento di economia e finanza 2023-2025 per il settore Cultura, con i principi ispiratori e gli obiettivi della nuova programmazione in materia.
Tra le altre priorità elencate, dare piena attuazione al Pnrr, rimuovere le barriere architettoniche per favorire pari opportunità di accesso a beni e attività culturali, sostenere grazie ai fondi Fesr settori produttivi come il cinema e di presidio culturale sul territorio, per esempio con la nuova misura per interventi strutturali e di adeguamento tecnologico a favore delle sale cinematografiche.
Nel suo intervento, Diego Sarno (Pd) ha detto di non ravvisare elementi di innovazione nella programmazione, sebbene l’arresto delle attività dovuto alla pandemia sia ormai superato.
L’assessore ha poi risposto al quesito di Carlo Riva Vercellotti (FdI), precisando che il Museo regionale di scienze naturali potrà essere parzialmente riaperto entro il prossimo anno.
Salvaguardia del patrimonio linguistico
La commissione ha poi licenziato per l’Aula la proposta di legge 184, a prima firma Andrea Cane, sulla salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio linguistico e dialettale regionale in quanto elemento qualificante dell’identità piemontese.
La Pdl introduce nel Testo Unico sulla Cultura alcuni articoli specifici per la tutela delle lingue e dei dialetti storicamente parlati in Piemonte e prevede tra l’altro l’istituzione di una Consulta con compiti di osservatorio e funzioni propositive e consultive in materia.
Sul provvedimento, che passa ora al voto del Consiglio regionale, ha espresso perplessità Sarno, che ha parlato di “legge poco chiara, cui è stato attribuito carattere di urgenza per mera scelta politica”.
Il capogruppo della Lega Alberto Preioni, ha invece sottolineato che, in un momento di disgregazione della società, la legge ribadisce l’importanza delle tradizioni e della lingua quali simboli distintivi della comunità piemontese.
Nominati relatori lo stesso Cane per la maggioranza e Sarno per l’opposizione.

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